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LA GUERRA D’ALGERIA

Nell’ambito delle guerre coloniali francesi del secondo dopoguerra gli accadimenti che si sono susseguiti in Algeria tra gli anni ’50 e gli anni ’60 del XX° secolo assumono un’importanza rilevante per poter comprendere il processo storico di decolonizzazione globale di quel periodo. Dopo la batosta incassata dai francesi in Indocina che culminò con la battaglia di Dien Bien Phu nel 1954, in Algeria si stava ormai consolidando un movimento indipendentista che aveva come obiettivo primario l’affrancamento dal giogo coloniale e la piena autodeterminazione come stato sovrano e nazionale: il F.L.N. (Fronte di Liberazione Nazionale) aveva conquistato il predominio politico sulle altre formazioni politiche rivoluzionarie ed indipendentiste, contava di un apparato clandestino logistico e paramilitare efficace e capillare su quasi tutto il territorio algerino grazie all’azione dell’A.L.N. (Armata di Liberazione Nazionale, il braccio armato del F.L.N.) e dal mese di novembre del 1954 si moltiplicarono gli attentati terroristici, gli attacchi militari, le tattiche di guerriglia contro le postazioni militari e di polizia, la rete infrastrutturale e i cosiddetti Pieds-Noirs ovvero la comunità civile europea e in prevalenza francese che viveva da generazioni in Algeria soprattutto nelle aree metropolitane. Dopo la perdita dell’Indocina, la Francia del presidente Coty e del primo ministro Mendès-France dichiarò l’impossibilità di accettare un’Algeria indipendente perchè storicamente questa era considerata parte indissolubile ed inalienabile della madrepatria transalpina.

Con i fatti cruenti di guerriglia algerina e la repressione militare francese durante il primo anno di guerra, gli effettivi francesi arrivarono a circa 160.000 alla fine del 1955 e questo numero andò sempre più ad aumentare con il passar degli anni tra soldati dell’esercito regolare, Harkis algerini e militanti dei movimenti ultranazionalisti a favore dell’Algeria francese (FAF e OAS). A questo proposito fu deciso di istituire nel gennaio del 1956 un servizio di posta militare, la Poste aux Armées, per garantire il recapito della corrispondenza nelle varie zone di guerra e la franchigia militare ai soldati impegnati in una vero e proprio conflitto bellico: ad Algeri, oltre alla Direzione Generale, era presente l’Ufficio Q postale di frontiera, mentre diversi uffici postali militari erano diramati nel resto del paese con i relativi codici identificativi dei settori postali di competenza. Il timbro caratteristico di franchigia presenta la dicitura in nero POSTE AUX ARMEES con data e sigla A.F.M. (Afrique Française du Nord), spesso sulla corrispondenza veniva apposta a penna la sigla F.M. (Franchise Militaire), sovente era l’utilizzo di timbri di franchigia di colore rosso riconducibili ai reparti amministrativi militari dislocati nei vari dipartimenti del territorio algerino.

Il 1° novembre 1954 inizia ufficialmente il conflitto franco-algerino con la dichiarazione dell’insurrezione armata da parte del F.L.N. al popolo algerino e con i primi atti ostili contro gli obiettivi francesi. L’amministrazione coloniale franco-algerina emise l’11 novembre il valore dedicato al 16° centenario della nascita di Sant’Agostino, il santo vescovo e teologo di etnia berbera ma di cultura romana nato e vissuto in Algeria tra il IV e il V secolo d. C. Il 5 dicembre furono emessi 6 francobolli con sovrapprezzo a favore dei terremotati di Orléansville (attuale Chlef) a seguito del terremoto del 7° grado della scala Richter che devastò la regione il 9 settembre 1954 con circa 1500 morti.

Nel 1955, con Soustelle come governatore generale e la proclamazione dello stato di emergenza, abbiamo in agosto il massacro di Pieds-Noirs e algerini lealisti nella zona di Costantina seguita dalla durissima repressione francese che provocò migliaia di morti. E’ il primo evento eclatante che mostra il profilo di una guerra cruenta e spietata che non risparmiava neppure le vittime civili. In quel difficile anno la posta coloniale si concentrava sul 30° Congresso di Medicina che si teneva ad Algeri in aprile in una situazione esplosiva di emergenza generale. Significativo è anche il valore raffigurante il paesaggio della Grande Cabilia del pittore F. de Buzon, un’area interna e montuosa dell’Algeria ostica e insidiosa per le truppe francesi a causa delle efficaci offensive dei guerriglieri indipendentisti che spesso riuscivano ad assicurarsi il controllo di quel territorio.

Nel 1956 il conflitto si inasprisce con attentati e attacchi militari, il primo ministro Mollet, fautore inizialmente di una veloce soluzione della questione algerina, venne fischiato durante la sua visita ad Algeri e la conseguenza fu la nomina a governatore di Lacoste vicino alle posizioni dei Pieds-Noirs, l’aumento dell’impegno militare francese nella colonia e la concessione di poteri speciali all’esercito e ai corpi di polizia impegnati nel conflitto. Nel 1956 fu emesso il francobollo a favore della Legione Straniera Francese dove viene raffigurata la casa di pensionamento del Legionario a Sidi Bel Abbes che era anche la sede del quartier generale del celebre corpo militare: i reggimenti legionari furono particolarmente attivi in Algeria sin dal 1832 e largamente impiegati durante la guerra in corso. In Francia il 15 settembre furono emessi i primi due francobolli dedicati all’Europa. Mentre la guerra imperversava nell’Algeria martoriata da un escalation militare in grande stile, il governo francese era impegnato a promuovere l’integrazione europea tra i paesi della CECA che porterà in seguito alla firma dei trattati di Roma nel 1957. In questi valori è rappresentata una torre formata dalle lettere della parola Europa e contornata da dalle impalcature a simboleggiare un’unione politica ed economica in via di costruzione. La Francia offriva il suo prezioso contributo a costruire un’Europa unita, ma al tempo stesso cercava strenuamente di mantenere i propri possedimenti coloniali nell’Africa Settentrionale.

Nel 1957 la Battaglia di Algeri segnò il culmine della strategia guerrigliera e terroristica degli indipendentisti algerini cui seguirono la repressione, le esecuzioni e i metodi di tortura indiscriminati utilizzati dalla 10° Divisione Paracadutisti del generale Massu. Il 1° dicembre furono emessi tre francobolli recanti il sovrapprezzo a favore dell’assistenza sociale dell’esercito francese: questi valori presentano opere di celebri pittori francesi con soggetto relativo alla pittura orientalista conservate nel Museo d’Algeri. Il francobollo di posta aerea da 200 F. presenta la diga di Beni Badhel nella provincia di Tlemcen, una monumentale opera ingegneristica costruita tra il 1935 e il 1940.

Nel 1958 la situazione in Algeria era esplosiva e stava creando gravi ripercussioni politiche persino in Francia. Di fatto il governatorato generale in Algeria non esisteva più e tutti i poteri furono conferiti all’esercito di Massu e Salan, la Quarta Repubblica era sull’orlo del collasso e la grave crisi istituzionale fu risolta richiamando il generale Charles De Gaulle a ricoprire un ruolo attivo in politica come primo ministro e in seguito come presidente della nuova Quinta Repubblica francese. In questo anno abbiamo l’emissione del francobollo con sovrapprezzo a favore della Fondazione Maresciallo de Lattre de Tassigny creata nel 1954 per aiutare le vittime di guerra, i veterani e il personale militare francese impegnato nei vari teatri bellici.

Nel 1959 De Gaulle auspicava una soluzione della spinosa questione algerina affermando il diritto degli algerini all’autodeterminazione, cosa che indignò enormemente la comunità francese d’Algeria che naturalmente precludeva ogni possibilità di “sganciamento” dell’Algeria dalla Francia. Nel triennio 1959-61 non si ebbero emissioni da parte dell’amministrazione postale franco-algerina e ciò sta a significare un sintomo tangibile dei drammatici eventi della guerra che si profilavano in quegli anni. In Francia fu emesso il 14 dicembre il valore dedicato al 10° anniversario della fondazione della NATO: la Francia era uno dei paesi fondatori del Patto Atlantico e il quartier generale dell’organizzazione militare aveva sede proprio a Parigi. In effetti gli Stati Uniti e gli altri paesi membri della NATO cercarono sempre di attuare una politica neutrale e non ingerente nei confronti della questione algerina consapevoli del fatto che la Francia rappresentava una pedina essenziale nel quadro generale della guerra fredda. Il 23 maggio furono emessi due francobolli relativi alla serie sulle grandi realizzazioni tecniche francesi, in particolare i giacimenti petroliferi di Hassi Messaoud nel Sahara algerino scoperti nel 1956 (che contribuirono a rafforzare il mantenimento dell’occupazione coloniale sull’Algeria per garantire l’autonomia energetica della Francia) e la diga di Foum el Gherza costruita nel 1948-50 per garantire la riserva d’acqua in una regione desertica del paese.  L’intento propagandistico di questi esemplari intendeva sottolineare l’aspetto positivo dell’amministrazione politica francese sull’Algeria intesa a favorire l’idea di un processo di sviluppo economico e di modernizzazione del paese da contrapporre ai fini distruttivi e destabilizzatori del movimento indipendentista algerino.

Nel 1960 il malcontento franco-algerino per la nuova politica gollista sfociò nella settimana delle barricate ad Algeri che fu una vera e proprio insurrezione. Nel frattempo iniziarono i primi negoziati a Melun causando la furia degli oltranzisti franco-algerini che non volevano assolutamente arrivare ad una soluzione pacifica con un esito a favore dei “ribelli”. Il 16 gennaio furono emessi due valori dedicati a dei luoghi caratteristici dell’Algeria: il francobollo che presenta le gole di Kherrata vinse il Gran Premio dell’Arte Filatelica del 1960, mentre l’altro esemplare mostra la Grande Moschea di Tlemcen risalente al 1136. Anche dal punto di vista filatelico si cercava di tenere alta l’attenzione sulla questione algerina in una fase decisiva per la guerra in corso.

Nel 1961 il referendum sull’autodeterminazione dell’Algeria vide la vittoria del Sì e questo risultato di fatto riconosceva il principio dell’indipendenza del paese nordafricano. L’OAS e gli altri gruppi ultras di Pieds-Noirs ed elementi influenti dell’esercito si organizzarono per rovesciare la nuova situazione politica algerina, ma il Putsch dei Generali contro De Gaulle fallì e in breve tempo la situazione fu ripristinata ad Algeri, mentre i numerosi attentati dell’OAS non cambiarono l’evoluzione degli eventi in corso verso un processo di graduale demilitarizzazione e decolonizzazione dell’Algeria. In quell’anno fu emesso il valore che presenta l’opera di P. Saoli sulle antiche porte di Lodi a Médéa.

Nel 1962, nonostante gli attentati e la strategia terroristica, i negoziati per il cessate il fuoco continuarono e il 18 marzo gli accordi di Evian proclamarono la fine delle ostilità e il diritto all’autodeterminazione del popolo algerino. Dopo la rivolta dei Pieds-Noirs asserragliati nel quartiere di Bab el Oued ad Algeri, i franco-algerini, i coloni, gli Harkis che avevano combattuto a fianco dell’esercito francese e gli algerini lealisti iniziarono l’esodo verso la Francia per paura di vendette e ritorsioni. Il referendum sull’indipendenza dell’Algeria portò alla proclamazione ufficiale il 3 luglio 1962. La nuova amministrazione postale decise di soprastampare alcuni francobolli francesi con la sigla E. A. (Etat Algérien) cancellando la dicitura République Française: la prima serie EA fu emessa il 4 luglio con la Moissonneuse, la Marianne di Decaris e i tre francobolli francesi sui paesaggi e i luoghi algerini del 1960-61 di cui sopra. Il primo francobollo propriamente algerino fu emesso il 1° novembre e commemora l’8° anniversario dell’inizio della rivoluzione: è un valore da 1 F. con un sovrapprezzo di 9 F. a favore dei bambini di Chouhadas e mostra la bandiera della Repubblica Algerina con la carta geografica dell’Africa dove risulta evidenziata l’Algeria. E’ sicuramente il primo francobollo di questo paese dove sono riconoscibili unicamente degli elementi riconducibili alla cultura arabo-islamica. La tiratura risultò limitata per questo valore per cui tutti gli esemplari furono velocemente venduti e fu quindi necessario emettere altri cinque francobolli relativi ai paesaggi e alle costruzioni algerine sul tipo dei valori francesi del 1959-61 ma con dicitura République Algerienne.

Il 9 dicembre 1989 fu emesso dall’amministrazione postale francese il francobollo in ricordo degli Harkis algerini definiti come veri e propri soldati francesi. La circolazione e l’utilizzo di questo valore fu severamente proibito dal governo algerino sul proprio territorio nazionale poiché ancora oggi gli Harkis sono considerati traditori e collaborazionisti. Nel 1997 abbiamo il francobollo emesso in onore dei combattenti francesi impegnati nei conflitti dell’Africa Settentrionale tra il 1952 e il 1962: circa 400.000 effettivi dell’esercito regolare furono impiegati e i caduti furono oltre 24.000. Infine consiglio la visione di due importanti film per comprendere maggiormente il clima di quei lunghi anni di guerra: il classico ed intramontabile La Battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo, una pellicola del 1966 che narra gli episodi più significativi basati su attacchi di guerriglia urbana, attentati terroristici e dura repressione francese; invece nel più recente L’ennemi intime di Florent Emilio Siri il conflitto viene ambientato sulle alture della Cabilia mostrando l’impossibilità dell’esercito francese di esercitare il pieno controllo su un territorio periferico e impervio contro gli agguerriti fellaga algerini, nonostante l’uso del napalm e il ricorso alla tortura e a metodi terroristici di repressione.

LA GUERRA DELLE FALKLANDS

Le Isole Falkland costituiscono un arcipelago formato da due isole principali situate nell’Oceano Atlantico del Sud a quasi 500 km dalle fredde coste della Patagonia argentina. Isole stupende dal punto di vista naturalistico ma inesorabilmente famose a causa di una lunga contesa e di una breve e sanguinosa guerra nel 1982. Furono i francesi e gli inglesi ad insediarsi per primi in queste isole nella seconda metà del XVIII secolo, presto le isole furono oggetto di contesa tra la Spagna in piena decadenza e la Gran Bretagna pronta a voler rafforzare la propria influenza sui territori d’Oltremare.

Nel 1816 l’Argentina conquistò la propria indipendenza dalla Spagna e nel 1820 proclamò la piena ed esclusiva sovranità sulle isole Malvinas incoraggiandone l’insediamento, ma nel 1833 gli inglesi occuparono definitivamente le isole ed è proprio da questa data che inizia la lunga diatriba tra i due paesi sulla questione delle Falklands e delle altre isole del sud-atlantico. Sotto la dominazione coloniale britannica, le Falklands ebbero un’amministrazione postale autonoma che emise il primo francobollo il 19 giugno 1878, per la precisione tre valori di 1d, 6d e 1 sh. con la consueta effigie della Regina Vittoria e senza la filigrana.

Nel 1964 la contesa delle isole fu dibattuta all’assemblea generale dell’ONU in modo da poter trovare una soluzione alla spinosa questione che rendeva difficili e tesi i rapporti diplomatici e politici tra Argentina e Gran Bretagna. La risposta argentina fu chiara e categorica come è dimostrato dai valori di quell’anno che ribadiscono la rivendicazione delle isole sud-atlantiche e del territorio antartico prospiciente alla Patagonia: infatti sul francobollo da 4 pesos questi territori sono contrassegnati dalle bandiere nazionali, mentre il valore da 2 pesos ci ricorda che l’oggetto della rivendicazione comprende anche le isole minori dipendenti dalle Falkland.

Nel 1976 un francobollo significativo del correo argentino: il soggetto è rappresentato dalla fregata Heroina del comandante americano David Jewett che approdò sulle Falklands il 6 novembre 1820 ponendo la prima bandiera nazionale e proclamando di fatto la sovranità argentina sulle isole. Anche questo valore sottolinea la caparbia volontà argentina di non cedere a nessun compromesso riguardo alla questione delle Malvinas. Proprio nel 1976 fu instaurata in Argentina una feroce dittatura militare che aveva lo scopo di soffocare le opposizioni politiche e i movimenti di sinistra per scongiurare una possibile svolta democratica come era accaduto in Cile con Allende e al tempo stesso “salvaguardare” l’Argentina e l’America Latina da possibili eventi rivoluzionari in stile cubano. I generali Videla e Galtieri si elevarono nel ruolo di crociati contro la contaminazione comunista attuando una politica repressiva e terroristica: i desaparecidos, la tortura, le esecuzioni, la paura furono tutti elementi che caratterizzarono questo regime dispotico e illiberale.

E le Falklands ? Ebbene i 1500 abitanti di quelle isole erano molto legati alla cultura e alle tradizioni britanniche, quindi non si sognavano nemmeno lontanamente di far parte un giorno della Repubblica Argentina tanto meno sotto una dittatura militare liberticida. Le emissioni postali locali riprendevano chiaramente i temi e le celebrazioni tipiche della Royal Mail: nel 1982 abbiamo i francobolli del centenario della morte di Charles Darwin che ricordano il lungo viaggio esplorativo e di studio del naturalista che fece tappa anche sulle Isole Falkland con la nave Beagle. Nelle scansioni è possibile confrontare il francobollo delle Falkland con quello emesso dalla posta britannica. E’ interessante notare anche l’annullo di partenza adottato per la corrispondenza con dicitura Port Stanley / Falkland Islands e data.

Nonostante la vittoria, per la verità piuttosto sospettosa, della nazionale argentina ai mondiali di calcio organizzati in casa nel 1978, il consenso popolare verso la dittatura era in piena crisi: il terrore non dava i risultati sperati, la crisi economica soffocava le famiglie del ceto medio, la questione dei desaparecidos non poteva essere più dissimulata a lungo, gli scioperi e le manifestazioni sindacali raggiunsero il culmine nel marzo 1982. Occorreva dare una risposta energica per rilanciare il regime dei generali e scacciare la crisi a colpi di baionetta. Galtieri programmò l’occupazione delle isole britanniche dell’Atlantico del Sud e le operazioni militari furono anticipate il 2 aprile 1982 con l’invasione delle Falkland e l’insediamento di un comando argentino nella città di Port Stanley ribattezzata Puerto Argentino. In breve tempo furono concentrati oltre 10.000 soldati a difesa dell’arcipelago. Galtieri si riteneva il baluardo anticomunista nell’America Latina in competizione con Pinochet e contava sul sostegno degli USA affinchè convincesse il Regno Unito a rinunciare definitivamente alle Malvinas. Ma aveva fatto male i suoi calcoli: Reagan e la NATO diedero il proprio appoggio alla Lady di ferro Margaret Thatcher che voleva a tutti i costi riprendersi le isole contese.

Nel frattempo l’amministrazione postale argentina si sostituì a quella delle Falkland il 6 aprile: la corrispondenza veniva inoltrata per via aerea con i francobolli argentini, soprattutto quelli di posta aerea di 13 e 18 pesos, annullati con il nuovo bollo patriottico 9409 / Islas Malvinas / Republica Argentina con data e bandiera nazionale. Le truppe argentine avevano a disposizione le buste preaffrancate del servizio straordinario aereo Encotel Argentina che presentavano il bollo di partenza delle Malvinas. Il simbolo della “liberazione” delle isole è senza dubbio rappresentato dal francobollo da 1700 pesos con coccarda nazionale e dicitura Las Malvinas son argentinas. Più raramente e soprattutto nel periodo iniziale d’occupazione le lettere airmail venivano affrancate con i francobolli delle Falklands annullati con la penna perchè una disposizione dell’UPU non prevedeva la possibilità di annullamento con un bollo appartenente ad un’altra amministrazione postale.

Alla fine di aprile gli inglesi riuscirono a riconquistare le isole della Georgia del Sud e i reparti scelti della marina argentina praticamente si arresero dopo un breve combattimento. Intorno alle isole Falkland la superiorità britannica fu netta e indiscutibile con i suoi aerei, le navi d’appoggio, i reparti e i commando speciali, un esercito professionista ben addestrato ed equipaggiato contro i coscritti argentini infreddoliti e inesperti provenienti soprattutto dalla regione rurale di Corrientes e dalle università di Buenos Aires. Port Stanley fu accerchiata, gli ultimi focolai di resistenza furono soppressi nel sangue, il 14 giugno ci fu la capitolazione e la resa degli argentini che patirono 635 morti contro i 236 inglesi. In Argentina la stampa del regime propagandava ancora i successi militari alla vigilia della disfatta. Dal punto di vista postale, il 12 giugno 1982 furono emessi due francobolli celebrativi per ricordare la creazione del primo comando politico e militare delle Malvinas avvenuto il 10 giugno 1829: i valori mostrano l’area geografica del Sud-Atlantico con le isole “argentine” e il ritratto di Don Luis Vernet che fu il primo governatore argentino delle Malvinas almeno fino al 1833 quando fu costretto ad andarsene a causa dell’occupazione britannica. Il francobollo dedicato alla visita di Papa Giovanni Paolo II in Argentina ci ricorda chiaramente il tentativo del Pontefice di convincere i generali argentini ad arrivare a una tregua immediata per evitare ulteriore spargimento di sangue. L’amministrazione postale argentina delle Malvinas cessò la propria attività il 13 giugno, subentrò l’amministrazione britannica e poco dopo le emissioni delle Falklands furono ripristinate come testimonia la serie di quattro valori che celebra il 21° compleanno della Principessa di Galles Lady Diana Spencer. La fine della guerra e la vittoria finale furono salutate dalla Royal Mail con l’emissione di 5 valori sul patrimonio marittimo del Regno Unito in data 16 giugno 1982 tra i quali spicca il francobollo che presenta l’ammiraglio Nelson e la sua nave HMS Victory che sconfisse la flotta napoleonica nella famosa battaglia di Trafalgar (1805).

La sconfitta decretò la fine della dittatura militare in Argentina e dopo circa un anno si tennero le elezioni democratiche con la proclamazione di Alfonsin a presidente. Ma la nuova Argentina democratica conserva ancora la vecchia ferita mai rimarginata delle Malvinas e il francobollo del 1983 nell’ultimo periodo della dittatura presenta la consueta carta geografica delle isole dell’Atlantico del Sud ma questa volta con la bandiera che ricorda l’anniversario dell’insediamento militare argentino del 2 aprile e questo sta a significare la chiara volontà di non rinunciare al diritto di sovranità su quei territori.

Nel 1983 anche la Gran Bretagna celebrò l’anniversario della vittoria il 14 giugno con un foglietto che presenta 4 francobolli dedicati alle forze aeronavali e terrestri impegnate nella guerra che durò appena 72 giorni. Ugualmente nella serie dedicata alle forze armate britanniche è presente il valore del Reggimento Paracadutista che ebbe un ruolo molto importante durante i combattimenti sulle Isole Falkland.

Numerose furono le emissioni celebrative della guerra soprattutto in occasione del 25° anniversario del 2007. In Argentina, mentre ancora numerosi reduci stavano subendo le gravi ripercussioni psicologiche del conflitto e il senso di colpa che portò molti di loro al suicidio, furono emessi 5 francobolli da 75 c. che ripercorrono gli eventi della guerra combattuta nelle Malvinas: il valore che presenta il francobollo di posta aerea annullato con il tipico bollo di partenza delle isole commemora il primo giorno di attività dell’amministrazione postale argentina nelle Falklands ovvero il 6 aprile 1982. Un valore presenta i caccia argentini che a pelo d’acqua riuscirono a colpire la HMS Sheffield, mentre il valore del General Belgrano ricorda il tragico affondamento dell’incrociatore argentino da parte di un sottomarino che provocò la morte di 323 marinai. Due valori presentano le onorificenze ricevute dai veterani e dagli ex-combattenti impegnati nella difesa delle Malvinas contro gli attacchi inglesi. Diverse furono le emissioni della Gran Bretagna e dei territori d’Oltrmare sul 25° anniversario della guerra delle Falklands, la più significativa è quella relativa al foglietto della Royal Mail che presenta 10 valori con lo stemma delle Falklands e la bandiera di guerra britannica.

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