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LA GUERRA D’ALGERIA

Nell’ambito delle guerre coloniali francesi del secondo dopoguerra gli accadimenti che si sono susseguiti in Algeria tra gli anni ’50 e gli anni ’60 del XX° secolo assumono un’importanza rilevante per poter comprendere il processo storico di decolonizzazione globale di quel periodo. Dopo la batosta incassata dai francesi in Indocina che culminò con la battaglia di Dien Bien Phu nel 1954, in Algeria si stava ormai consolidando un movimento indipendentista che aveva come obiettivo primario l’affrancamento dal giogo coloniale e la piena autodeterminazione come stato sovrano e nazionale: il F.L.N. (Fronte di Liberazione Nazionale) aveva conquistato il predominio politico sulle altre formazioni politiche rivoluzionarie ed indipendentiste, contava di un apparato clandestino logistico e paramilitare efficace e capillare su quasi tutto il territorio algerino grazie all’azione dell’A.L.N. (Armata di Liberazione Nazionale, il braccio armato del F.L.N.) e dal mese di novembre del 1954 si moltiplicarono gli attentati terroristici, gli attacchi militari, le tattiche di guerriglia contro le postazioni militari e di polizia, la rete infrastrutturale e i cosiddetti Pieds-Noirs ovvero la comunità civile europea e in prevalenza francese che viveva da generazioni in Algeria soprattutto nelle aree metropolitane. Dopo la perdita dell’Indocina, la Francia del presidente Coty e del primo ministro Mendès-France dichiarò l’impossibilità di accettare un’Algeria indipendente perchè storicamente questa era considerata parte indissolubile ed inalienabile della madrepatria transalpina.

Con i fatti cruenti di guerriglia algerina e la repressione militare francese durante il primo anno di guerra, gli effettivi francesi arrivarono a circa 160.000 alla fine del 1955 e questo numero andò sempre più ad aumentare con il passar degli anni tra soldati dell’esercito regolare, Harkis algerini e militanti dei movimenti ultranazionalisti a favore dell’Algeria francese (FAF e OAS). A questo proposito fu deciso di istituire nel gennaio del 1956 un servizio di posta militare, la Poste aux Armées, per garantire il recapito della corrispondenza nelle varie zone di guerra e la franchigia militare ai soldati impegnati in una vero e proprio conflitto bellico: ad Algeri, oltre alla Direzione Generale, era presente l’Ufficio Q postale di frontiera, mentre diversi uffici postali militari erano diramati nel resto del paese con i relativi codici identificativi dei settori postali di competenza. Il timbro caratteristico di franchigia presenta la dicitura in nero POSTE AUX ARMEES con data e sigla A.F.M. (Afrique Française du Nord), spesso sulla corrispondenza veniva apposta a penna la sigla F.M. (Franchise Militaire), sovente era l’utilizzo di timbri di franchigia di colore rosso riconducibili ai reparti amministrativi militari dislocati nei vari dipartimenti del territorio algerino.

Il 1° novembre 1954 inizia ufficialmente il conflitto franco-algerino con la dichiarazione dell’insurrezione armata da parte del F.L.N. al popolo algerino e con i primi atti ostili contro gli obiettivi francesi. L’amministrazione coloniale franco-algerina emise l’11 novembre il valore dedicato al 16° centenario della nascita di Sant’Agostino, il santo vescovo e teologo di etnia berbera ma di cultura romana nato e vissuto in Algeria tra il IV e il V secolo d. C. Il 5 dicembre furono emessi 6 francobolli con sovrapprezzo a favore dei terremotati di Orléansville (attuale Chlef) a seguito del terremoto del 7° grado della scala Richter che devastò la regione il 9 settembre 1954 con circa 1500 morti.

Nel 1955, con Soustelle come governatore generale e la proclamazione dello stato di emergenza, abbiamo in agosto il massacro di Pieds-Noirs e algerini lealisti nella zona di Costantina seguita dalla durissima repressione francese che provocò migliaia di morti. E’ il primo evento eclatante che mostra il profilo di una guerra cruenta e spietata che non risparmiava neppure le vittime civili. In quel difficile anno la posta coloniale si concentrava sul 30° Congresso di Medicina che si teneva ad Algeri in aprile in una situazione esplosiva di emergenza generale. Significativo è anche il valore raffigurante il paesaggio della Grande Cabilia del pittore F. de Buzon, un’area interna e montuosa dell’Algeria ostica e insidiosa per le truppe francesi a causa delle efficaci offensive dei guerriglieri indipendentisti che spesso riuscivano ad assicurarsi il controllo di quel territorio.

Nel 1956 il conflitto si inasprisce con attentati e attacchi militari, il primo ministro Mollet, fautore inizialmente di una veloce soluzione della questione algerina, venne fischiato durante la sua visita ad Algeri e la conseguenza fu la nomina a governatore di Lacoste vicino alle posizioni dei Pieds-Noirs, l’aumento dell’impegno militare francese nella colonia e la concessione di poteri speciali all’esercito e ai corpi di polizia impegnati nel conflitto. Nel 1956 fu emesso il francobollo a favore della Legione Straniera Francese dove viene raffigurata la casa di pensionamento del Legionario a Sidi Bel Abbes che era anche la sede del quartier generale del celebre corpo militare: i reggimenti legionari furono particolarmente attivi in Algeria sin dal 1832 e largamente impiegati durante la guerra in corso. In Francia il 15 settembre furono emessi i primi due francobolli dedicati all’Europa. Mentre la guerra imperversava nell’Algeria martoriata da un escalation militare in grande stile, il governo francese era impegnato a promuovere l’integrazione europea tra i paesi della CECA che porterà in seguito alla firma dei trattati di Roma nel 1957. In questi valori è rappresentata una torre formata dalle lettere della parola Europa e contornata da dalle impalcature a simboleggiare un’unione politica ed economica in via di costruzione. La Francia offriva il suo prezioso contributo a costruire un’Europa unita, ma al tempo stesso cercava strenuamente di mantenere i propri possedimenti coloniali nell’Africa Settentrionale.

Nel 1957 la Battaglia di Algeri segnò il culmine della strategia guerrigliera e terroristica degli indipendentisti algerini cui seguirono la repressione, le esecuzioni e i metodi di tortura indiscriminati utilizzati dalla 10° Divisione Paracadutisti del generale Massu. Il 1° dicembre furono emessi tre francobolli recanti il sovrapprezzo a favore dell’assistenza sociale dell’esercito francese: questi valori presentano opere di celebri pittori francesi con soggetto relativo alla pittura orientalista conservate nel Museo d’Algeri. Il francobollo di posta aerea da 200 F. presenta la diga di Beni Badhel nella provincia di Tlemcen, una monumentale opera ingegneristica costruita tra il 1935 e il 1940.

Nel 1958 la situazione in Algeria era esplosiva e stava creando gravi ripercussioni politiche persino in Francia. Di fatto il governatorato generale in Algeria non esisteva più e tutti i poteri furono conferiti all’esercito di Massu e Salan, la Quarta Repubblica era sull’orlo del collasso e la grave crisi istituzionale fu risolta richiamando il generale Charles De Gaulle a ricoprire un ruolo attivo in politica come primo ministro e in seguito come presidente della nuova Quinta Repubblica francese. In questo anno abbiamo l’emissione del francobollo con sovrapprezzo a favore della Fondazione Maresciallo de Lattre de Tassigny creata nel 1954 per aiutare le vittime di guerra, i veterani e il personale militare francese impegnato nei vari teatri bellici.

Nel 1959 De Gaulle auspicava una soluzione della spinosa questione algerina affermando il diritto degli algerini all’autodeterminazione, cosa che indignò enormemente la comunità francese d’Algeria che naturalmente precludeva ogni possibilità di “sganciamento” dell’Algeria dalla Francia. Nel triennio 1959-61 non si ebbero emissioni da parte dell’amministrazione postale franco-algerina e ciò sta a significare un sintomo tangibile dei drammatici eventi della guerra che si profilavano in quegli anni. In Francia fu emesso il 14 dicembre il valore dedicato al 10° anniversario della fondazione della NATO: la Francia era uno dei paesi fondatori del Patto Atlantico e il quartier generale dell’organizzazione militare aveva sede proprio a Parigi. In effetti gli Stati Uniti e gli altri paesi membri della NATO cercarono sempre di attuare una politica neutrale e non ingerente nei confronti della questione algerina consapevoli del fatto che la Francia rappresentava una pedina essenziale nel quadro generale della guerra fredda. Il 23 maggio furono emessi due francobolli relativi alla serie sulle grandi realizzazioni tecniche francesi, in particolare i giacimenti petroliferi di Hassi Messaoud nel Sahara algerino scoperti nel 1956 (che contribuirono a rafforzare il mantenimento dell’occupazione coloniale sull’Algeria per garantire l’autonomia energetica della Francia) e la diga di Foum el Gherza costruita nel 1948-50 per garantire la riserva d’acqua in una regione desertica del paese.  L’intento propagandistico di questi esemplari intendeva sottolineare l’aspetto positivo dell’amministrazione politica francese sull’Algeria intesa a favorire l’idea di un processo di sviluppo economico e di modernizzazione del paese da contrapporre ai fini distruttivi e destabilizzatori del movimento indipendentista algerino.

Nel 1960 il malcontento franco-algerino per la nuova politica gollista sfociò nella settimana delle barricate ad Algeri che fu una vera e proprio insurrezione. Nel frattempo iniziarono i primi negoziati a Melun causando la furia degli oltranzisti franco-algerini che non volevano assolutamente arrivare ad una soluzione pacifica con un esito a favore dei “ribelli”. Il 16 gennaio furono emessi due valori dedicati a dei luoghi caratteristici dell’Algeria: il francobollo che presenta le gole di Kherrata vinse il Gran Premio dell’Arte Filatelica del 1960, mentre l’altro esemplare mostra la Grande Moschea di Tlemcen risalente al 1136. Anche dal punto di vista filatelico si cercava di tenere alta l’attenzione sulla questione algerina in una fase decisiva per la guerra in corso.

Nel 1961 il referendum sull’autodeterminazione dell’Algeria vide la vittoria del Sì e questo risultato di fatto riconosceva il principio dell’indipendenza del paese nordafricano. L’OAS e gli altri gruppi ultras di Pieds-Noirs ed elementi influenti dell’esercito si organizzarono per rovesciare la nuova situazione politica algerina, ma il Putsch dei Generali contro De Gaulle fallì e in breve tempo la situazione fu ripristinata ad Algeri, mentre i numerosi attentati dell’OAS non cambiarono l’evoluzione degli eventi in corso verso un processo di graduale demilitarizzazione e decolonizzazione dell’Algeria. In quell’anno fu emesso il valore che presenta l’opera di P. Saoli sulle antiche porte di Lodi a Médéa.

Nel 1962, nonostante gli attentati e la strategia terroristica, i negoziati per il cessate il fuoco continuarono e il 18 marzo gli accordi di Evian proclamarono la fine delle ostilità e il diritto all’autodeterminazione del popolo algerino. Dopo la rivolta dei Pieds-Noirs asserragliati nel quartiere di Bab el Oued ad Algeri, i franco-algerini, i coloni, gli Harkis che avevano combattuto a fianco dell’esercito francese e gli algerini lealisti iniziarono l’esodo verso la Francia per paura di vendette e ritorsioni. Il referendum sull’indipendenza dell’Algeria portò alla proclamazione ufficiale il 3 luglio 1962. La nuova amministrazione postale decise di soprastampare alcuni francobolli francesi con la sigla E. A. (Etat Algérien) cancellando la dicitura République Française: la prima serie EA fu emessa il 4 luglio con la Moissonneuse, la Marianne di Decaris e i tre francobolli francesi sui paesaggi e i luoghi algerini del 1960-61 di cui sopra. Il primo francobollo propriamente algerino fu emesso il 1° novembre e commemora l’8° anniversario dell’inizio della rivoluzione: è un valore da 1 F. con un sovrapprezzo di 9 F. a favore dei bambini di Chouhadas e mostra la bandiera della Repubblica Algerina con la carta geografica dell’Africa dove risulta evidenziata l’Algeria. E’ sicuramente il primo francobollo di questo paese dove sono riconoscibili unicamente degli elementi riconducibili alla cultura arabo-islamica. La tiratura risultò limitata per questo valore per cui tutti gli esemplari furono velocemente venduti e fu quindi necessario emettere altri cinque francobolli relativi ai paesaggi e alle costruzioni algerine sul tipo dei valori francesi del 1959-61 ma con dicitura République Algerienne.

Il 9 dicembre 1989 fu emesso dall’amministrazione postale francese il francobollo in ricordo degli Harkis algerini definiti come veri e propri soldati francesi. La circolazione e l’utilizzo di questo valore fu severamente proibito dal governo algerino sul proprio territorio nazionale poiché ancora oggi gli Harkis sono considerati traditori e collaborazionisti. Nel 1997 abbiamo il francobollo emesso in onore dei combattenti francesi impegnati nei conflitti dell’Africa Settentrionale tra il 1952 e il 1962: circa 400.000 effettivi dell’esercito regolare furono impiegati e i caduti furono oltre 24.000. Infine consiglio la visione di due importanti film per comprendere maggiormente il clima di quei lunghi anni di guerra: il classico ed intramontabile La Battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo, una pellicola del 1966 che narra gli episodi più significativi basati su attacchi di guerriglia urbana, attentati terroristici e dura repressione francese; invece nel più recente L’ennemi intime di Florent Emilio Siri il conflitto viene ambientato sulle alture della Cabilia mostrando l’impossibilità dell’esercito francese di esercitare il pieno controllo su un territorio periferico e impervio contro gli agguerriti fellaga algerini, nonostante l’uso del napalm e il ricorso alla tortura e a metodi terroristici di repressione.

LE EMISSIONI CANTONALI SVIZZERE

Le prime emissioni postali avvenute storicamente in Svizzera sono strettamente legate al carattere autonomo e federalista di un importante cantone elvetico che era confluito nella Confederazione Svizzera nel lontano 1351. Il Canton Zurigo, di lingua tedesca, aveva come punto di riferimento politico ed economico l’omonima capitale dove ebbe luogo l’emissione dei primi francobolli svizzeri appena tre anni dopo la comparsa del celeberrimo Penny Black britannico. La classe dominante che deteneva il potere nel cantone era quella rappresentata dagli esponenti della ricca borghesia protestante che faceva capo alla riforma introdotta da Zwingli all’inizio del XVI secolo, ma con il clima rivoluzionario e liberale della prima metà del XIX si avviò un graduale processo di democratizzazione che portò politicamente alla Costituzione Cantonale del 1869 e al tempo stesso la città di Zurigo diventò il centro economico e finanziario più importante della confederazione e di tutta l’area alpina con il conseguente aumento della popolazione urbana e la nascita di una importante università. Proprio nel periodo caratterizzato dal fermento politico liberale e dalla rivoluzione industriale, fu attuata dalle autorità governative cantonali una riforma postale che portò ad uno snellimento dei servizi di posta zurighesi che già erano stati modernizzati dai francesi durante l’età napoleonica: sull’esempio del sistema postale prepagato britannico, il Dipartimento Postale Cantonale propose una riforma nel 1842 che fu studiata, modificata ed approvata dal Consiglio di Stato che decretò l’emissione di due valori postali avvenuta il 1° marzo 1843. Questi francobolli non solo rappresentano i primi valori postali emessi in territorio svizzero, ma ci troviamo di fronte alla terza emissione a livello mondiale dopo quelle avvenute in Gran Bretagna e a New York.

Ecco le caratteristiche principali di questi due esemplari non dentellati: il soggetto presenta la cifra in formato grande, 4 rappen per il recapito locale con dicitura Local-Taxe e 6 rappen per il servizio postale cantonale con dicitura Cantonal-Taxe; dicitura ZURICH sul lato superiore di entrambi i valori; stampa litografica in nero su carta bianca o grigiastra non filigranata in fogli di 100 (20 file di 5) eseguita dalla ditta Orell-Fuessli&Co. di Zurigo in attività dal 1519; lo sfondo presenta un escamotage anti-contraffazione e cioè una serie di sottili linee rosse verticali che in seguito furono applicate orizzontalmente; almeno 5 tipi differenti caratterizzano il design dei primi francobolli zurighesi ed è importante notare la sobrietà degli elementi decorativi che contornano la cifra e le diciture; la tiratura complessiva è ignota, ma sicuramente non fu abbondante per cui la quotazione di questi esemplari risulta particolarmente interessante. L’annullamento tipico è caratterizzato dalla cosiddetta Zurich Rosette ovvero la croce svizzera contornata da un ornamento a forma di quadrifoglio di colore nero per la corrispondenza locale e rosso per quella cantonale, ma sono noti anche annulli in blu sebbene siano più rari. L’ utilizzo postale è documentato fino al 1849 quando subentrò l’amministrazione postale federale, ma l’uso dei valori cantonali si protrasse più a lungo con i tipici annullamenti federali dell’epoca fino a quando furono emessi i primi francobolli confederativi. Lo sfondo, il motivo anti-contraffazione, gli elementi decorativi ai quattro angoli richiamano senz’altro la tipologia stilistica del Penny Black ma in generale il design e la tecnica realizzativa di questi esemplari non raggiunsero i livelli dei francobolli londinesi, si denota piuttosto una certa fretta per far fronte all’urgenza di applicare al più presto le disposizioni legislative a seguito dell’approvazione della riforma postale nel gennaio 1843.

L’esempio zurighese non fu ignorato dal Canton Ginevra che era entrato a far parte della Confederazione Elvetica appena nel 1815. Cantone di lingua francese con l’omonima città come capitale, questo territorio era stato dapprima una repubblica calvinista alleata della Confederazione Elvetica, in seguito aveva subito molto l’influenza francese soprattutto durante l’età rivoluzionaria e napoleonica in quanto fu annessa alla Francia nel 1798, infine con il Congresso di Vienna diventò il 22° cantone della Confederazione Svizzera. Lo sviluppo economico di Ginevra e le rivendicazioni liberali dei radicali guidati da James Fazy favorirono il rinnovamento del paese con la promulgazione della Costituzione nel 1847. In questo clima di cambiamento strutturale e culturale la proposta del Prof. Alphonse de Condelle di attuare una riforma postale su modello britannico fu approvata dal Gran Consiglio di Ginevra e il 1° ottobre 1843 fu emesso il Doppio di Ginevra, appena sette mesi dopo l’emissione degli esemplari zurighesi: un doppio francobollo non dentellato da 10 centimes corrispondente alla tariffa cantonale (PORT CANTONAL) per due valori da 5 centimes corrispondente alla tariffa locale (Port local) e frazionabili per l’uso specifico. Il soggetto presenta lo stemma cantonale e cittadino con dicitura Poste Genève; stampa litografica in nero su carta giallo-verde non filigranata in fogli di 50 doppi eseguita da Charles Alphonse Schmid per una tiratura di 60.000 doppi di cui circa 6.000 risultano utilizzati per posta. Alcuni cataloghi indicano il 1° ottobre 1843 come la data ufficiale di emissione del Doppio ginevrino, ma probabilmente fu emesso il 30 settembre poiché il 1° ottobre cadeva di domenica; l’uso di questi valori è documentato fino al 1854 e tutti i francobolli cantonali di Ginevra ebbero validità fino al 30 settembre 1854. La novità non fu recepita con grande entusiasmo dal pubblico e, per incoraggiare le vendita dei doppi ginevrini e disincentivare l’uso delle lettere non affrancate, dal 1° marzo 1844 il francobollo locale fu venduto a 4 centimes mentre il doppio cantonale a 8 centimes.

Il 1° aprile 1845 fu applicata la tariffa in base al peso ossia 5 centimes per una lettera fino a 1 oncia e 10 centimes per una lettera da 1 a 3 once, ciò decretò la soppressione della distinzione tra posta cantonale e locale. In occasione di questo adeguamento tariffario fu emesso un nuovo valore su proposta del Direttore Generale della Posta Cantonale di Ginevra Guillaume Pasteur, la cosiddetta Aquila Piccola da 5 centimes del tutto identica al francobollo singolo del Doppio ginevrino ma con un formato più piccolo dell’aquila presente nello stemma e con la dicitura Port Cantonal. La stampa è in fogli di 100 con una tiratura di 120.000 valori. La marginatura di questi esemplari è molto ridotta e il loro uso arrivò fino alla fine del 1846 quando subentrarono i francobolli che presentano un’Aquila Grande stampati su carta giallo-verde e successivamente su carta verde scuro (1848) con una tiratura presunta di 150.000 esemplari.

Il Canton Basilea entrò nella Confederazione Svizzera nel 1501 e nel 1833 fu suddiviso nei semicantoni di Basilea Città e Basilea Campagna per porre fine agli scontri e ai conflitti tra la popolazione urbana e quella rurale dei dintorni. Il Canton Basilea Città, di lingua tedesca, è il più piccolo cantone della confederazione ed è prevalentemente caratterizzato dall’area metropolitana di Basilea, importante centro commerciale ed industriale e sede della più antica università svizzera. Sull’esempio dei cantoni di Zurigo e Ginevra, nel 1843 il Direttore Generale della Posta Cantonale Johannes Bernoulli avanzò la proposta di attuare una riforma postale che fu alla fine approvata dal Consiglio di Stato dopo vari rinvii. Il 1° luglio 1845 fu emesso il francobollo non dentellato noto come Colomba di Basilea del valore di 2 ½ rappen corrispondente alla tariffa locale urbana per una lettera fino a 15 grammi, mentre la tariffa cantonale fu fissata a 5 rappen. Questo esemplare riveste un significato simbolico molto importante perchè rappresenta il primo francobollo multicolore (nero, cremisi, turchese) emesso a livello mondiale: il disegno è opera dell’architetto Melchior Berri e presenta come soggetto principale una colomba bianca recante una lettera nel becco stampata in rilievo su fondo cremisi e inquadrata in uno scudo. Sulla parte superiore dello scudo è presente lo stemma vescovile della città, infine la dicitura STADT POST BASEL. La stampa tipografica in fogli di 40 su carta porosa bianco-giallastra non filigranata è opera della ditta tedesca Krebs di Francoforte con una tiratura sopra i 40.000 esemplari; dal punto di vista estetico questo francobollo è sicuramente superiore agli altri valori cantonali, ma non ebbe molta fortuna poiché l’utenza si dimostrò saldamente legata alle vecchie consuetudini postali per cui la Colomba fu ritirata dalla vendita alla fine del 1848 ed ebbe validità fino al 30 settembre 1854.

TRINIDAD: LADY McLEOD E BRITANNIA

L’isola caraibica di Trinidad deve il suo nome alla Santissima Trinità in occasione della sua scoperta da parte di Cristoforo Colombo durante il terzo viaggio in America nel 1498. Possedimento spagnolo per ben tre secoli, fu occupata dalla flotta britannica nel 1797 dopo che la Francia rivoluzionaria aveva stretto un’alleanza con la Spagna. L’economia dell’isola era fortemente caratterizzata dalla produzione delle piantagioni di cacao e di zucchero per cui l’amministrazione coloniale britannica si preoccupò di incentivare i collegamenti marittimi e la rete infrastrutturale per facilitare i trasporti commerciali ed è in questo contesto di graduale sviluppo economico che fu perfezionato il servizio postale a partire dal 1800. A livello locale i collegamenti nella parte occidentale dell’isola tra la capitale Port of Spain e il porto di San Fernando erano considerati di primaria importanza e i trasporti in quel tratto di mare furono per un lungo periodo assicurati dalla nave a vapore Paria, ma negli anni ’40 del XIX secolo quell’imbarcazione risultò ben presto obsoleta, lenta e inaffidabile e fu quindi sostituita nel 1845 da una nave nuova di zecca, la Lady McLeod, un battello a vapore battezzato con il nome della consorte del Governatore di Trinidad Sir Henry G. McLeod che governò l’isola dal 1840 al 1846. La Lady McLeod era stata costruita nei celebri cantieri di Robert Napier a Govan in Scozia e fu ultimata nel settembre 1845, le sue credenziali erano ottime per un’imbarcazione da trasporto dell’epoca: 67 tonnellate, 109 piedi di lunghezza (circa 33 m), 3 alberi, capacità di 100 passeggeri, una potenza di 40 cavalli-vapore sufficienti ad accorciare notevolmente i tempi del tragitto di 25 miglia marine tra Port of Spain e San Fernando. La nave era di proprietà dell’impresa Turnbull Stewart & Co. e, oltre al trasporto di merci e persone, fu subito predisposto un servizio privato postale per il recapito della corrispondenza a livello locale con due opzioni tariffarie vale a dire la tariffa da 10 cents per una lettera di posta ordinaria o la sottoscrizione di un abbonamento mensile.

Nel dicembre 1846 la proprietà passò nelle mani dell’impresario marittimo David Byrce che potenziò il trasporto e i collegamenti tra i due porti dell’isola e garantì la consegna della posta con una certa regolarità per almeno una volta alla settimana. Inoltre Byrce fu praticamente un “Postmaster” in proprio in quanto contribuì a snellire i meccanismi burocratici del servizio postale di Trinidad: nell’aprile 1847 furono emessi dei valori postali destinati all’affrancatura della corrispondenza della Lady McLeod. I francobolli venivano acquistati a bordo o presso l’agenzia della banchina portuale e dal 24 aprile la nave poteva trasportare solo la corrispondenza affrancata con questi valori o le lettere prepagate degli abbonati al servizio postale. Nel 1850 il monopolio del servizio postale locale della Lady McLeod cessò con la concorrenza delle navi americane e olandesi impegnate nel trasporto marittimo tra le isole caraibiche. La nave iniziò il periodo di graduale decadenza e fu venduta o data in noleggio a vari consorzi mercantili locali fino a quando nel 1854 affondò nel Golfo di Paria a largo di San Fernando. La campana della Lady McLeod fu in seguito recuperata e dal 1948 è esposta nella hall del Municipio di San Fernando grazie al patrocinio della Società Filatelica di Trinidad.

Ma vediamo di analizzare i cosiddetti Lady McLeod stamps: sebbene siano francobolli realizzati in forma non ufficiale e destinati a un servizio privato, i Lady McLeods possono essere considerati i primi valori dell’Impero coloniale britannico poiché furono emessi 5 mesi prima dei celebri Post Office stamps delle Mauritius. Inoltre possono essere considerati i primi francobolli “marittimi” destinati per l’uso specifico di un tragitto postale via mare. Il soggetto presenta la raffigurazione della nave in bianco su un fondo blu caratterizzato da differenti gradazioni cromatiche, le iniziali LMcL in corsivo e in bianco, una cornice decorativa a intreccio. E’ assente il valore facciale che è di 5 cents, i valori non presentano dentellatura, la stampa litografica su carta spessa giallastra fu quasi certamente eseguita a Port of Spain probabilmente nella sede della tipografia che si occupava della stampa dei giornali locali. La tiratura è sconosciuta in quanto ad oggi risultano solo esemplari singoli, ma si suppone che la stampa sia avvenuta in fogli di 100 poiché i francobolli venivano venduti singolarmente a 5 cents o a 4 cents in caso di acquisto di cento unità. I valori venivano annullati con una croce nera o rossa fatta a mano con la penna o semplicemente strappando un angolo, la prima data d’uso nota risale all’11 aprile 1847 e il loro utilizzo ebbe una validità limitata nel tempo almeno fino al 1849. Si tratta quindi di francobolli rari e molto appetibili sul mercato filatelico internazionale con quotazioni piuttosto alte e in rialzo.

Il 14 agosto 1851 abbiamo la prima emissione governativa ufficiale quando il servizio postale della colonia fu preso in gestione e amministrato dalle autorità del Governatore Lord George Harris (1846-1854), fautore di un grande rinnovamento del sistema educativo e del sistema produttivo di Trinidad in quanto incentivò il trasferimento nell’isola di lavoratori indiani da utilizzare nelle piantagioni data la scarsità della manodopera della popolazione autoctona a seguito dell’abolizione della schiavitù. Due valori calcografici da 1 penny blu e marrone violaceo, senza filigrana, stampati su carta bluastra dalla ditta Perkins-Bacon & Co. di Londra, anche in questo caso non è presente il valore facciale. I francobolli da 1d con lo stesso soggetto furono emessi anche nel 1852-57 in differenti colori e stampati su carta bianca o bluastra. Il soggetto è significativo: si tratta della personificazione della Britannia seduta con lo scudo e la lancia, simbolo del Regno Unito, sul lato destro un veliero simbolo della potenza marittima e coloniale britannica, infine la dicitura TRINIDAD. Da notare l’assenza dei caratteristici attributi della Britannia vale a dire il tridente che è sostituito dalla lancia e il leone. La figura allegorica della Britannia, tratta da un acquarello di Henry Corbould, fece la sua prima apparizione proprio sui francobolli di Trinidad e venne riutilizzata per le emissioni di altre colonie britanniche.

I TRIANGOLI DELLA SPERANZA

Il Capo di Buona Speranza rappresenta la punta meridionale della Penisola del Capo in Sudafrica e il suo significato etimologico ha un’importanza storica basilare per tutta l’Africa australe: fu il navigatore portoghese Bartolomeo Diaz a raggiungerlo per la prima volta nel 1488 durante la sua famosa traversata lungo le coste atlantiche dell’Africa e qui gli diede il nome di Capo delle Tempeste. Per molto tempo fu erroneamente ritenuto il punto estremo meridionale del continente africano e lo “spartiacque” tra l’Oceano Atlantico e l’Oceano Indiano, ma questo primato geografico spetta al poco distante Capo Agulhas, è comunque un luogo che ha sempre rivestito un ruolo simbolico fondamentale che ha condizionato la storia della regione del Capo e di tutto il Sudafrica. Il luogo fu ribattezzato dal re portoghese Giovanni II Cabo de Boa Esperança ad indicare l’ottimismo che si era creato con l’apertura di una nuova rotta marittima verso le terre orientali e in effetti nel 1498 Vasco de Gama riuscì a raggiungere l’India attraverso quella via. Il primo insediamento europeo avvenne nel 1652 con i calvinisti olandesi guidati da Jan Van Riebeeck che fondarono Città del Capo. Alla fine del XVII secolo si insediarono nella regione gli ugonotti francesi fuggiti dalla persecuzione religiosa e gli olandesi creando una nuova colonia al servizio della Compagnia Olandese delle Indie Orientali. Durante le guerre napoleoniche la colonia dei boeri fu occupata dagli inglesi nel 1795 e nel 1814 la Gran Bretagna ottenne il riconoscimento ufficiale dal sovrano-reggente olandese della piena sovranità sulla Colonia del Capo.
Dopo aver soffocato le rivolte delle popolazioni indigene e l’ostilità boera e olandese, il governo coloniale britannico di Sir Harry Smith riuscì ad estendere la colonia verso nord e a impedire l’insediamento di una grande colonia penale nel 1849 che era violentemente osteggiata dalla popolazione locale: fu il segnale della rivendicazione di una maggiore autonomia della colonia che fu riconosciuta con la costituzione del 1854 e un parlamento eletto in base al censo. Nel 1850-53 ci fu un’ennesima sanguinosa guerra di frontiera contro la popolazione Xhosa ed è in questo clima di veemente fermento politico e militare, con il governatore George Cathcart, che maturò la costituzione di un’amministrazione postale coloniale con l’emissione dei primi francobolli sudafricani in data 1° settembre 1853, i cosiddetti Cape triangles che rappresentano anche i primi francobolli a forma triangolare emessi a livello mondiale.
Due valori calcografici stampati dalla ditta Perkins-Bacon & Co. Di Londra in fogli di 240 esemplari con l’ausilio delle matrici originali di William Humphrys (Die A-B). Il foglio misura 282 x 536 mm in carta bluastra intrecciata fatta a mano. I francobolli filigranati e non dentellati sono del valore di 1d rosso mattone (tariffa per i giornali) e 4d blu (tariffa per una lettera di mezza oncia), il disegno è opera di Charles D. Bell e presenta come soggetto la figura allegorica della Speranza, simbolo della Colonia del Capo, raffigurata come una giovane donna che indossa un ampio peplo, seduta su una roccia con una grande ancora. Secondo la dottrina cristiana la Speranza rappresenta una delle tre Virtù Teologali insieme alla Fede e alla Carità. La filigrana è rappresentata proprio dall’attributo principale della Speranza ovvero un’ancora per ogni esemplare posizionata al centro del francobollo o lateralmente nella coppia sul foglio. Caratteristica dell’epoca è l’annullo nero triangolare a barre, la validità dei Cape Triangles durò fino al 1° ottobre 1900. Sembra che lo stesso Cathcart abbia espressamente suggerito la realizzazione di francobolli completamente differenti da quelli britannici non solo per la forma ma anche per l’assenza della consueta effigie della Regina Vittoria.

Dopo la morte del generale Cathcart nella guerra di Crimea, un personaggio che aveva portato a termine il conflitto con gli Xhosa e favorito la svolta liberale nella colonia, nel 1854 abbiamo il governatorato di Sir George Grey caratterizzato da un periodo di pacificazione con le tribù locali, dall’intensificazione dell’attività missionaria cristiana e da uno sviluppo economico ed infrastrutturale determinante per le ambizioni imperialistiche britanniche durante l’età vittoriana. Nel 1856 la popolazione Xhosa si decimò spaventosamente a seguito dell’abbattimento in massa del bestiame come era stato indicato da una profezia provocando una terribile carestia con migliaia di vittime, questo favorì l’insediamento di nuovi coloni europei nei territori della Kaffraria sulla frontiera orientale della colonia.

Nel frattempo l’emissione dei francobolli triangolari di Perkins-Bacon da 1d e 4d continuò nel 1855-58 utilizzando anche la carta bianca per la stampa, furono addirittura introdotti due nuovi valori ovvero il 6d lilla in differenti gradazioni cromatiche (tariffa di una lettera da mezza oncia per la Gran Bretagna) e il 1sh verde (tariffa di una lettera di 1 oncia per l’estero). Nel 1860 la tariffa ordinaria della lettera da mezza oncia per le spedizioni locali fu ridotta a 1d.

Sotto il governatore Robert Henry Wynyard, sostituto pro tempore di Grey, abbiamo l’emissione dei cosiddetti Woodblocks nel febbraio 1861: per sopperire alla carenza numerica dei Triangles londinesi, fu deciso di produrre localmente i francobolli triangolari tramite la ditta Saul Solomon & Co. di Cape Town che utilizzò delle tavole d’acciaio stereotipate e incise da C.Y. Roberts per stampare i valori non filigranati da 1d rosso e 4d blu su carta vergata, in differenti tonalità cromatiche e con lo stesso soggetto allegorico e le stesse diciture dei primi Triangles.

Durante il governatorato di Sir Philip Edmond Wodehouse, nel 1863-64 abbiamo gli ultimi francobolli triangolari della Colonia del Capo, la seconda tiratura stampata dalla celeberrima ditta De La Rue di Londra che utilizzò le stesse tavole di Perkins-Bacon e la carta bianca fatta a mano. Furono emessi tutti i valori in differenti tonalità cromatiche. Nel 1864 i francobolli triangolari furono definitivamente sostituiti da una nuova serie di valori di formato rettangolare e recanti una nuova figura allegorica della Speranza seduta con l’ancora, un’ariete e dei tralci di vite.

L’UNESCO E GLI AMMUTINATI DEL BOUNTY

Tre interessanti francobolli sono stati emessi in questi giorni dall’amministrazione postale francese. Il 20 ottobre 2011 due valori dell’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, presentano dei soggetti degni di rappresentare il patrimonio ambientale e naturale del nostro pianeta.

Il valore da € 0,77 è dedicato al cammello bactriano, come lo definì il noto naturalista svedese Linneo nel 1758, il mammifero ruminante con due gobbe originario dell’Asia centrale e diffuso nelle zone desertiche del continente asiatico. Animale forte e in grado di resistere alle temperature torride dei deserti e alle forti escursioni termiche, infaticabile e prezioso mezzo di trasporto delle popolazioni nomadi e dei mercanti che fin dai tempi più remoti lo utilizzavano per il commercio delle pregiate mercanzie provenienti dall’Asia orientale. Un doveroso tributo a una specie che ha avuto un ruolo storico importantissimo paragonabile al cavallo delle zone più temperate della terra, una specie considerata a rischio d’estinzione secondo i criteri dell’Unione Internazionale per la conservazione della Natura e quindi inserita nella lista delle specie protette. Questo animale si trova frequentemente raffigurato in molti francobolli della Mongolia dove è ancora possibile trovarlo allo stato selvatico nelle aree steppose del paese e nel famigerato deserto dei Gobi.

Il secondo francobollo raffigura uno scorcio del Milford Sound, una delle località naturali più visitate della Nuova Zelanda, un fiordo situato nell’isola meridionale di una bellezza sconvolgente circondato da montagne piuttosto alte che creano uno straordinario connubio tra paesaggio marino e montano. Il Milford Sound sicuramente ricorda il paesaggio di alcuni fiordi norvegesi e la cosiddetta ”ottava meraviglia del mondo”, come lo definì lo scrittore Kipling, è stata inclusa nel patrimonio mondiale dell’UNESCO insieme ai vicini parchi nazionali neozelandesi. Naturalmente la posta neozelandese ha più volte dedicato dei francobolli a questa attrattiva naturale e turistica come testimonia il valore Postage&Revenue del 1898.

Il francobollo della Polinesia Francese emesso il 19 ottobre celebra i 50 anni delle riprese del lungometraggio “Gli ammutinati del Bounty”: il film, uscito nel 1962, fu girato nelle isole della Polinesia soprattutto a Thaiti. La regia fu di Lewis Millestone con la straordinaria interpretazione di due colossi del cinema mondiale, Marlon Brando e Richard Harris. L’amministrazione postale che ha maggiormente ricordato le vicende del HMS Bounty è stata quella delle Isole Pitcairn: il francobollo del 1940 mostra l’effigie di Giorgio VI, il capitano William Bligh che con la sua condotta intransigente causò l’ammutinamento del secondo ufficiale Fletcher Christian e della ciurma, infine il vascello mentre fa rotta proprio verso l’inaccessibile Pitcairn per sfuggire alla giustizia britannica. Gli attuali abitanti delle isole sono i discendenti degli ammutinati inglesi e delle donne polinesiane che nel 1789 si rifugiarono a Pitcairn.

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