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I FRANCOBOLLI DELLA LEGIONE VALLONA

L’emissione dei valori che facevano riferimento alla Legione Vallona ha come importante presupposto il quadro degli avvenimenti storici che si susseguirono in Belgio a partire dagli anni ’30. Innanzi tutto un personaggio-chiave del collaborazionismo belga, Léon Degrelle, ultra-nazionalista e fondatore nel 1935 del Rexismo, un movimento di ispirazione fascista e cattolica che ebbe importanti rapporti con Hitler e Mussolini in termini di sostegno politico e finanziario. La caratteristica predominante del partito Rex era caratterizzata da una forte inclinazione antidemocratica e illiberale che intendeva sovvertire l’ordine politico del regno belga e da una sostanziale natura fortemente anticapitalista e anticomunista. Dopo la sconfitta elettorale del 1937 che dava nuovo vigore alla struttura democratica belga, il Rexismo ebbe un orientamento marcatamente filo-tedesco, antisemita e xenofobo, ma al tempo stesso Degrelle cercò di promuovere una politica neutralistica atta a salvaguardare l’integrità territoriale della nazione belga con l’approssimarsi dei venti di guerra agitati dalla Germania nazista. Tuttavia il 10 maggio 1940, nel corso della Campagna di Francia, i tedeschi invasero per la seconda volta il Belgio neutrale con il Gruppo d’armate B del comandante Fedor von Bock per facilitare l’offensiva delle Ardenne al fine di aggirare la linea difensiva francese. Bruxelles cadde il 19 maggio, il governo belga si rifugiò in esilio a Londra, il re Leopoldo III decise di rimanere in qualità di supremo comandante delle forze armate firmando la capitolazione e la resa il 28 maggio e consegnandosi ai tedeschi. Nel frattempo Degrelle e alcuni militanti rexisti erano stati arrestati dalle autorità belghe e trasferiti in Francia, ma furono in seguito liberati dai tedeschi. Il Belgio era sotto la formale occupazione dei nazisti con il governatore militare Alexander von Falkenhausen, di conseguenza Degrelle optò per la strada del pieno collaborazionismo cercando di inserirsi nei quadri dirigenziali politici gestiti dai tedeschi. Nonostante la creazione di un’organizzazione paramilitare rexista e filonazista e il pieno sostegno tributato agli “alleati” testimoniato dagli articoli propagandistici del giornale Le pays réel, Degrelle non riuscì inizialmente a conquistare la piena fiducia degli occupanti a causa del forte ridimensionamento che il suo movimento aveva avuto dopo le sconfitte elettorali del 1937 e del 1939 e per una maggiore inclinazione tedesca a favorire la collaborazione dell’estrema destra fiamminga, ritenuta più affine alla cultura germanica da un punto di vista etnico e linguistico rispetto alla francofona comunità vallone a cui il movimento rexista apparteneva.

La svolta avvenne con l’inizio dell’offensiva tedesca contro l’Unione Sovietica: nel luglio 1941 le autorità tedesche diedero l’assenso al progetto rexista di formare un’unità militare di volontari belgi da inviare sul fronte orientale. Lo stesso Degrelle si arruolò nella cosiddetta Legione Vallona e circa 850 volontari furono inviati in Germania per l’addestramento, inglobati nella wehrmacht e spediti al fronte nel novembre 1941. Nonostante il susseguirsi di comandanti militari che guidavano formalmente la legione, il vero punto di riferimento rimaneva Degrelle per quanto riguarda le direttive e le strategie da adottare mentre nel 1942 si impegnò a promuovere il reclutamento di giovani volontari.

 Proprio in quell’anno (maggio 1942) la legione fu impegnata in durissimi scontri in prima linea nella regione del Donetz che provocarono numerose perdite e che permisero a Degrelle di guadagnarsi la croce di ferro e una stima smisurata da parte delle autorità politiche e militari tedesche. Pertanto Degrelle fece proclamare la germanicità della stirpe vallone e il 1° giugno 1943, dopo complicate trattative, riuscì a inquadrare la legione nelle waffen-ss con il nome di SS-Sturmbrigade Wallonien. L’ unità belga aveva un grado di preparazione non adeguato per i duri combattimenti che impegnavano i tedeschi a seguito delle controffensive russe, tuttavia Degrelle esercitò tutta la sua influenza per lanciare la Brigada in prima linea all’inizio del 1944 nella battaglia di Cerkasy (Ucraina) con il risultato di numerosi caduti in campo tra cui il comandante Lucien Lippert. Per questo Degrelle fu promosso comandante dell’unità, osannato dalla propaganda nazista e decorato da Hitler con la ritterkreuz pur non avendo avuto un ruolo fondamentale di comando nella strategia bellica che fu adottata durante la battaglia. I reduci di Cerkasy sfilarono trionfalmente in parata a Bruxelles nell’agosto del 1944. Ancora una volta Degrelle fece valere il suo opportunismo politico giostrando dietro le quinte i reparti combattenti belgi che furono decimati per le conseguenze della battaglia. Più che un abile comandante militare, Degrelle fu piuttosto un ottimo reclutatore e propagandista al servizio dei nazisti, mentre i rexisti in Belgio si prodigarono in azioni cruente di rappresaglia e di repressione.

 Con la ritirata tedesca dall’ Unione Sovietica (difesa del fronte sulla Narva in Estonia nel settembre 1944), la Brigada di Degrelle fu impegnata in un ruolo di secondo piano nella battaglia delle Ardenne che comportò la liberazione del Belgio alla fine del 1944. Ultimo atto i combattimenti della 28° Divisione-Freiwilligen Wallonien in Pomerania nel febbraio 1945 per contrastare l’inesorabile avanzata sovietica e la resa agli alleati a Schwerin il 3 maggio 1945. Degrelle fu condannato a morte in contumacia e alla fine della guerra riuscì a fuggire nella Spagna del caudillo Franco.

Dopo la partenza della Legione Vallona al fronte, i dirigenti del movimento rexista concordarono la produzione e l’emissione di francobolli di franchigia militare che avevano come unico scopo quello di sovvenzionare il reclutamento e l’equipaggiamento dei legionari, oltre al chiaro intento di propagandare e celebrare l’impegno bellico belga nella crociata antibolscevica. I militari impegnati sul fronte orientale beneficiavano dalla Feldpost di una franchigia per la corrispondenza di peso inferiore ai 250 gr., mentre era prevista una tassa di 3 frs. per la posta con un peso superiore a 250 gr.

La serie dedicata alla Legione fu messa in vendita a Bruxelles il 10 aprile 1942, consiste nell’emissione di fogli di 4 esemplari con dicitura francese FRANCOBOLLI DI FRANCHIGIA DELLA LEGIONE VOLONTARI VALLONI CONTRO IL BOLSCEVISMO sui bordi inferiore e superiore del foglio. Gli esemplari sono in 4 tipologie, non presentano il valore postale ma unicamente la tariffa per la contribuzione a sostegno della Legione. Tutti gli esemplari sono caratterizzati dalle diciture LEGION WALLONIE / POSTE DE CAMPAGNE e dai simboli della Legione (croce templare e croce di Borgogna). Da notare la mancanza di riferimenti alla nazione belga intesa come entità unitaria tra la Vallonia e le Fiandre.

F + 20 F: di colore verde. Il soggetto presenta un cavaliere medievale a cavallo e nello sfondo le truppe medievali crociate e quelle moderne dei legionari valloni.

F + 30 F: di colore marrone. Un legionario tiene la bandiera del corpo di spedizione inviato in Russia.

F + 50 F: di colore blu. Legionari valloni in adunata con in evidenza la bandiera della Legione.

F + 100 F: di colore rosso. Legionario in primo piano e scene simboliche relative al fronte russo.

Da notare la straordinaria somiglianza del legionario raffigurato negli esemplari di franchigia 30f e 100f con il leader rexista Léon Degrelle impegnato al fronte. I francobolli venivano timbrati sulla corrispondenza con il tipico bollo circolare rosso o nero della Feldpost recante la svastica sormontata dall’aquila imperiale. Al pari degli altri corpi militari, anche ai legionari valloni veniva conferito dalla Feldpost il numero di riferimento per il recapito della posta al fronte.

L’ORO BLU DEL 21° SECOLO E L’EMERGENZA AMBIENTALE SULLA TERRA

croix rouge eau B feb.2009

 

 

 

 

CROIX ROUGE: l’eau

BELGIO

23-02-2009

Tematica:   solidarietà sociale.

Valore in euro:   1,00 + 0,25.

 

La Giornata Mondiale dell’Acqua dell’UNESCO è stata celebrata il 22 marzo 2009 e il 23 febbraio la posta belga ha emesso un francobollo che ha come tema la mancanza di acqua potabile in molti paesi del terzo mondo. Vale la pena sottolineare l’importanza di sensibilizzare la gente su un argomento d’attualità anche a distanza di quasi dieci mesi dall’emissione di questo esemplare: un valore speciale riservato alla consueta emissione annuale della Croce Rossa, con un costo addizionale di 0,25 euro che sarà versato nelle casse della Croce Rossa belga per ogni francobollo acquistato. La somma raccolta sarà interamente utilizzata per sviluppare i progetti relativi alla distribuzione di acqua nei paesi più poveri. Ogni anno milioni di persone, in prevalenza bambini, muoiono per mancanza di acqua potabile o a seguito delle conseguenze delle malattie legate all’assunzione di acqua infetta e delle cattive condizioni igieniche e sanitarie. La Croce Rossa promuove soprattutto in Africa diversi progetti d’approvvigionamento idrico e la diffusione delle regole igieniche basilari per evitare il contagio delle malattie infettive. Per questo motivo è opportuno sensibilizzare gli utenti e i clienti delle poste, i filatelici e i collezionisti, ogni singolo individuo di ogni parte del mondo su un tema scottante che riguarderà in un prossimo futuro anche i paesi economicamente più sviluppati. La mancanza di acqua provoca instabilità economica e politica e condiziona i rapporti tra i vari paesi con il rischio di generare conflitti e guerre. L’acqua dolce potenzialmente disponibile sulla superficie terrestre è localizzata nei fiumi e nei laghi e corrisponde allo 0,008 % dell’acqua totale del pianeta. Solo alcune aree del mondo possono beneficiare di questa irrisoria quantità e la conseguenza è che circa un miliardo e mezzo di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Le previsioni per il 2025 sono ancora più pessimistiche: una popolazione mondiale di 8 miliardi di persone di cui circa tre miliardi non avranno nessuna garanzia di disponibilità idrica. Il consumo mondiale di acqua potabile aumenta in modo esponenziale con l’incremento della popolazione e l’aggravarsi della situazione climatica e ambientale (inquinamento, effetto serra e fenomeni correlati). Il consumo medio di acqua di un abitante nordamericano è 6 volte superiore a quello di un abitante africano e questa sproporzione è destinata ad aumentare ulteriormente. Quaranta litri di acqua al giorno rappresentano la quantità minima sufficiente per soddisfare i bisogni essenziali, una quantità che corrisponde a una doccia nei paesi più ricchi. I paesi più spreconi sono nell’ordine gli Stati Uniti, il Canada e l’Italia (prima in Europa). Dati preoccupanti che fanno riflettere, ma non abbastanza: la politica crescente della privatizzazione di questa risorsa naturale limitata e il business spietato delle grandi multinazionali ha fatto prevalere fino ad oggi l’idea dell’acqua come una risorsa strategica, un bene economico soggetto alle regole del libero mercato, una fonte di profitto inestimabile paragonabile all'”oro nero” e non un bene patrimoniale comune che appartiene a tutti gli abitanti della terra in quanto essenziale per la vita e la sussistenza. In realtà, l’acqua è un patrimonio dell’umanità, pertanto deve essere riconosciuto il diritto fondamentale di poter avere libero accesso all’acqua indipendentemente da ogni concezione di profitto tipica del sistema economico capitalistico odierno che sempre più sta rovinando il nostro pianeta almeno da un punto di vista ambientale.

A questo proposito, dal 7 al 18 dicembre 2009 si tiene a Copenaghen una conferenza fondamentale per il futuro del pianeta terra: 192 paesi a consulto sul global warming alla ricerca di un’intesa contro i gas serra ovvero arrivare a una strategia condivisa per la riduzione delle emissioni di CO2 a partire dal 2012, nel tentativo di attuare uno stop significativo a fenomeni quali il surriscaldamento climatico, la desertificazione, la siccità, i fenomeni meteorologici estremi (alluvioni, tempeste, frane), la deforestazione, lo scioglimento dei ghiacci, l’innalzamento dei mari e la conseguente minore disponibilità di acqua per la popolazione mondiale. Un accordo sulla riduzione dei gas a effetto serra prodotti prevalentemente dai combustibili fossili (petrolio, carbone, gas) non è più rinviabile, occorre agire ora perchè in seguito potrebbe essere troppo tardi. I maggiori responsabili di questo inquinamento sono i paesi industrializzati e i paesi in via di sviluppo e proprio la Cina e gli Stati Uniti, i maggiori produttori di emissioni inquinanti, devono prendersi la responsabilità di arrivare ad un’intesa soddisfacente dato che in precedenza si sono tirati fuori dagli accordi del Protocollo di Kyoto del 1997. Ma anche l’U.E. (terzo inquinatore mondiale), Canada,  Australia, Giappone, Russia, India, Brasile, Messico dovranno offrire garanzie per una consistente riduzione dei gas serra, impegnandosi a fornire aiuti economici ai paesi del terzo mondo per il raggiungimento globale del suddetto obiettivo. Parallelamente a una significativa riduzione dei gas inquinanti, occorre stabilire strategie condivise per l’adozione di fonti energetiche alternative pulite e non inquinanti proprio perchè i combustibili fossili sono destinati prima o poi ad esaurirsi. Arrivare a risultati positivi concreti entro il 2050 con un accordo condiviso e globale è un obiettivo difficile da raggiungere, ma i “signori” della terra devono assolutamente dimostrare in questa conferenza di anteporre la salute e il benessere delle future generazioni, dei nostri figli, dei nostri nipoti rispetto a calcoli speculativi sul piano economico e finanziario. Otto anni di amministrazione Bush non hanno affatto aiutato il clima del nostro pianeta, quindi è l’ora di una svolta decisiva e vincolante per tutti. Al momento sembra che nessuna amministrazione postale abbia dedicato un valore a questo importante vertice, neppure la Danimarca che dopotutto ospita la conferenza nella sua capitale.

SOGGETTO:   la foto mostra un bambino africano che tende le mani per bere l’acqua da un rubinetto. In evidenza la maggiorazione della tariffa postale e la croce rossa. Da notare l’assenza di margini bianchi, la superficie è completamente utilizzata fino alla dentellatura per meglio rappresentare il soggetto comunicativo della vignetta.

CONSIDERAZIONI:   immagine di grande effetto che rende bene l’idea del tipo di informazione che si vuole trasmettere alla gente. Senza dubbio, un francobollo meritevole di vincere il virtuale timbro d’oro dell’anno 2009

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