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IL BIMILLENARIO DI AUGUSTO DELL’AFRICA ORIENTALE ITALIANA

La serie commemorativa dedicata al Bimillenario della nascita di Augusto rappresenta la terza serie che celebra un bimillenario dopo quelle di Virgilio del 1930 e di Orazio del 1936. La serie originaria del Regno d’Italia fu emessa il 23 settembre 1937 con 10 valori di posta ordinaria e 5 valori di posta aerea. Nel 1938 abbiamo l’emissione delle serie coloniali: il 10 maggio la stessa serie in colori cambiati e soprastampati per le isole italiane dell’Egeo, mentre il 25 aprile furono emessi valori con differenti disegni per l’Africa Orientale Italiana e la Libia. Curiosamente, c’è un errore nel calcolo della data poiché secondo il computo cronologico cristiano l’anno 0 non esiste per cui l’anno esatto per la celebrazione del bimillenario è il 1939.

 Per quanto riguarda l’A.O.I., si tratta della seconda emissione in ordine cronologico. Abbiamo 6 valori di posta ordinaria e due valori di posta aerea, disegnati da C. Mezzana, stampati su carta bianca in rotocalco dall’Officina Carte Valori dell’Istituto Poligrafico di Stato di Roma in fogli di 50 esemplari, dimensioni di 24 x 40 mm., dentellatura 14 a blocco, come filigrana la corona coricata, validità fino al 30 settembre 1938. I valori di posta ordinaria sono di due tipi: Augusto e la Vittoria alata. Un solo tipo caratterizza invece i valori di posta aerea: l’aquila e il serpente.

– I valori di 5c. bruno, 25c. verde, 75c. rosso rappresentano la statua di Augusto loricato vista lateralmente rispetto all’esemplare di 50c. del Regno e dell’Egeo. Questa statua fu trovata nella villa di Livia Drusilla, moglie di Augusto, a Prima Porta a Roma, alta poco più di 2 metri, è in marmo ed è conservata nei Musei Vaticani. La statua rappresenta l’imperatore con il braccio destro alzato e l’indice puntato verso l’alto, un gesto che richiede l’attenzione e il silenzio prima di un discorso per incitare l’esercito in battaglia. Il vestiario è di tipo militare: la lorica ovvero la corazza di cuoio dei legionari finemente decorata con inserti di metallo e con rilievi rappresentanti i simboli della mitologia romana, delle vittorie e delle terre conquistate; la tunica del generale romano che ricade sulla mano sinistra che impugna una lancia. Sullo sfondo, la carta dell’impero augusteo al culmine della sua espansione. In evidenza la dicitura IMPERIUM SINE FINE DEDI (ho dato un impero senza fine), frase proferita da Giove nell’”Eneide” di Virgilio. Gaio Giulio Cesare Ottaviano nacque a Roma il 23 settembre 63 a. C. e morì a Nola il 19 agosto 13 d. C., fu il primo imperatore romano quando nel 27 d. C. gli fu conferito dal Senato il titolo di Augustus  cioè “degno di venerazione e di onore”.

– I valori di 10c. rosso bruno, 50c. violetto, 1,25 azzurro rappresentano una statua rinvenuta tra le rovine di Cartagine, la Vittoria alata che secondo la mitologia classica personifica la vittoria in battaglia. E’ raffigurata come una donna con le ali e una cornucopia, simbolo di abbondanza e di prosperità.

– I valori di posta aerea di 50c. bruno e di 1l. violetto rappresentano un’aquila che avvinghia un serpente: l’aquila imperiale romana è il simbolo di Roma e dell’esercito romano, rappresenta l’insegna di guerra della Legione Romana. Il serpente è il nemico che viene inesorabilmente debellato. L’immagine simboleggia l’apoteosi di Roma e il trionfo dopo tante vittorie ed è ripresa da un bassorilievo dell’Arco di Sergi nella città di Pola in Istria, eretto in onore della famiglia patrizia Sergia.

 Tutti i valori hanno lo stemma sabaudo con corona e fasci littori. I valori sono riportati in basso: al centro in italiano, a sinistra in etiopico o amarico, a destra con scrittura e cifre in arabo.

Nel 1935 l’Africa Orientale Italiana consisteva unicamente in due colonie, la Somalia e l’Eritrea. A seguito della Guerra d’Etiopia del 1935-36, il 9 maggio 1936 fu proclamato l’Impero dell’Africa Orientale Italiana, nato dall’unione dell’Etiopia o Abissinia con la Somalia Italiana e l’Eritrea. Al re Vittorio Emanuele III fu conferito il titolo di imperatore. Questo impero coloniale durò fino alla fine di novembre del 1941 e con il trattato di Parigi del 1947 l’Italia rinunciò definitivamente all’Africa Orientale. L’emissione dei valori postali con dicitura AFRICA ORIENTALE ITALIANA  iniziò solo nel febbraio 1938 unitamente all’emissione delle banconote in lire dell’A.O.I. La lira dell’A.O.I. equivaleva alla lira italiana ed ebbe corso legale nel periodo 1937-41.  Al momento dell’emissione augustea, il vicerè era il duca d’Aosta Amedeo di Savoia coadiuvato dal Governatorato Centrale che aveva sede nella capitale Addis Abeba.

 In questa emissione è chiaro lo scopo propagandistico di sottolineare il legame stretto e indissolubile tra la Roma Imperiale e l’Italia fascista. Da notare l’iconografia degli esemplari incentrati su elementi che esaltano la potenza e la grandezza militare: l’imperatore in abiti da condottiero, la Vittoria alata, l’aquila romana. Questa emissione intendeva consacrare la costituzione di un nuovo impero e l’affermazione dell’Italia come “grande” potenza coloniale da contrapporre all’Impero Coloniale Britannico. Non a caso, gli elementi simbolici che glorificano l’Impero Augusteo furono scelti per caratterizzare i valori emessi nelle colonie d’Africa, terra di conquista dell’Italia sabauda e fascista.

LA FRATELLANZA D’ARMI DELL’AFRICA ORIENTALE ITALIANA

La serie relativa alla fratellanza d’armi italo-tedesca del 1941 rappresenta la prima serie propagandistica di guerra che anticipò i francobolli con appendici di propaganda bellica emessi il 14 agosto 1942. La serie originaria del Regno d’Italia fu emessa il 30 gennaio e il 2 aprile 1941 con 6 valori di posta ordinaria, seguirono le serie coloniali della Libia del 20 aprile-16 maggio e dell’Africa Orientale Italiana del 20 maggio-19 giugno 1941 con disegni e cromie differenti rispetto alla serie metropolitana.

Per quanto riguarda l’A.O.I., all’inizio era stata stampata ma non emessa una serie di 4 valori di posta ordinaria con la cartella del valore in italiano posta al centro, con una tiratura limitata di 100 serie e una quotazione attuale sul mercato piuttosto elevata. Il 25 aprile 1941 abbiamo l’esemplare di posta aerea non emesso (1l. azzurro-grigio) con la cartella del valore al centro. Questi francobolli non furono emessi perché sostituiti dagli esemplari del maggio-giugno 1941 senza la cartella del valore al centro.

Questi ultimi rappresentano la quarta ed ultima emissione ordinaria ed aerea dell’A.O.I.: più precisamente 7 valori di posta ordinaria del 19 giugno 1941 (5c. giallo arancio, 10c. bruno rosso, 20c. grigio nero, 25c. verde smeraldo, 50c. lilla, 75c. rosa carminio, 1,25 oltremare) e 1 valore di posta aerea del 20 maggio 1941 (1l. azzurro grigio). I colori presentano tonalità leggermente differenti rispetto ai precedenti esemplari-gemelli della Libia.

Tutti i valori emessi e non emessi furono disegnati da G. Rondini, stampati su carta bianca in rotocalco dall’Officina Carte Valori dell’Istituto Poligrafico di Stato di Roma in fogli di 50 esemplari, dimensioni 40 x 24 mm., dentellatura 14 a blocco, come filigrana la corona, tiratura di 175.000 serie per i 7 valori di posta ordinaria. I valori sono di un unico tipo e presentano come soggetto le effigi con il profilo rivolto a sinistra dei due dittatori Hitler e Mussolini in divisa di supremi comandanti militari, gli emblemi dei rispettivi regimi ovvero la croce uncinata con l’aquila imperiale per il Reich tedesco e il fascio di combattimento per l’Italia fascista, infine lo slogan DUE POPOLI UNA GUERRA che fu utilizzato anche in manifesti e cartoline di propaganda. Ai lati due palme decorative e solo per i valori di posta aerea è presente un aereo in volo. I valori sono espressi in italiano, in etiopico o amarico e con scrittura e cifre in arabo.

 Nel 1935 l’Africa Orientale Italiana consisteva unicamente in due colonie, la Somalia e l’Eritrea. A seguito della Guerra d’Etiopia del 1935-36, il 9 maggio 1936 fu proclamato l’Impero dell’Africa Orientale Italiana, nato dall’unione dell’Etiopia o Abissinia con la Somalia Italiana e l’Eritrea. Al re Vittorio Emanuele III fu conferito il titolo di imperatore. Questo impero coloniale durò fino alla fine di novembre del 1941 e con il trattato di Parigi del 1947 l’Italia rinunciò definitivamente all’Africa Orientale. L’emissione dei valori postali con dicitura AFRICA ORIENTALE ITALIANA iniziò solo nel febbraio 1938 unitamente all’emissione della valuta in lire dell’A.O.I. La lira dell’A.O.I. equivaleva alla lira italiana ed ebbe corso di validità nel periodo 1937-41. L’Italia era entrata in guerra il 10 giugno 1940 a fianco della Germania e dopo circa sette mesi fu decisa l’emissione dei francobolli propagandistici della fratellanza d’armi prima nel Regno e poi nelle colonie africane. Al momento dell’emissione della fratellanza d’armi, il vicerè era il duca d’Aosta Amedeo di Savoia almeno fino al 19 maggio 1941. Il successore fu Pietro Gazzera. Dopo l’occupazione inglese dell’Eritrea e della Somalia, a maggio cadde anche Addis Abeba e  Amedeo di Savoia si arrese sull’Amba Alagi. A novembre l’ultimo baluardo dell’A.O.I. a Gondar del generale e vicerè Guglielmo Nasi fu costretto alla resa. Gli eventi bellici dell’aprile-maggio 1941 non consentirono il trasferimento dei francobolli della fratellanza d’armi nell’A.O.I. Vennero spediti alcuni aerogrammi da Bengasi, in Libia, che giunsero regolarmente in Italia.

Questa emissione intende lanciare un messaggio propagandistico ben preciso: l’alleanza sancita con il Patto d’Acciaio del 1939 rappresenta la consacrazione di un’affinità e un legame strettissimo tra la Germania e l’Italia dal punto di vista dell’ideologia politica e degli obiettivi da raggiungere durante la guerra per dare all’Europa un nuovo ordine.

I SEGNATASSE CACCIATORE DI LEONI A CAVALLO DELL’AFRICA ORIENTALE ITALIANA

I segnatasse del tipo “Cacciatore di leoni” dell’A.O.I. furono realizzati nel 1942, ma non ebbero la possibilità di essere emessi poiché a quella data l’Africa Orientale Italiana praticamente non esisteva più. Durante la seconda guerra mondiale l’ultima roccaforte italiana a Gondar difesa dalle truppe del generale ed ultimo vicerè Guglielmo Nasi si arrese agli inglesi alla fine di novembre del 1941, in pratica l’A.O.I. fu posta sotto l’occupazione britannica per cui dal 1941 al 1951 in Somalia ed Eritrea furono emessi valori che facevano riferimento alla nuova amministrazione postale rappresentata dalla Gran Bretagna, mentre l’Etiopia era già stata restituita al Negus Hailè Selassiè nel maggio 1941. Nel 1942 l’amministrazione postale regia volle realizzare i segnatasse e il recapito autorizzato per l’A.O.I. forse nella speranza di un capovolgimento delle sorti della guerra che avrebbe permesso all’Italia di riconquistare i territori perduti in così pochi mesi e occorre considerare che in quell’anno era ancora attiva una resistenza italiana contro l’esercito di occupazione britannico, impegnata in azioni di guerriglia e sabotaggio in varie zone dell’Africa Orientale, soprattutto in Eritrea dove forte era il legame con la popolazione della più antica colonia italiana. Questa resistenza si esaurì nell’estate del 1943.

Nel quadro generale della tassazione postale, questo tipo di segnatasse rappresenta una carta-valore con l’indicazione del valore monetario da pagare alla destinazione per il servizio postale effettuato dalle poste: i segnatasse venivano applicati sulla corrispondenza non franca e annullati con un timbro a data variabile, ma non fu il caso di questi esemplari non emessi. Rispetto ai segnatasse del 1939-40, il tipo “Cacciatore di Leoni” ha un disegno strettamente associato alla cultura e alle tradizioni delle popolazioni del Corno d’Africa, senza soprastampe e con dicitura originale e stampata del luogo di riferimento. Fu realizzato nel 1942 unitamente ai Recapiti Autorizzati di A.O.I. e Libia e ai francobolli-segnatasse del tipo “Meharista” della colonia libica. I segnatasse furono stampati in rotocalco dall’Officina Carte Valori dell’Istituto Poligrafico di Stato di Roma in fogli di 100 esemplari, disegnati da G. Rondini, dimensioni di 24 x 20 mm., dentellatura 14 a blocco, la corona coricata come filigrana e tiratura di 40.000 serie. In tutto 11 valori di differenti cromie: 5c. bruno-grigio e rosso; 10c. bruno e rosso; 20c. rosa e rosso; 30c. bruno-lilla e rosso; 50c. violetto e rosso; 75c. lilla-rosa e rosso; 1l. verde e celeste; 1,50 grigio-nero e celeste; 2l. ardesia e celeste; 5l. azzurro e celeste; 10l. arancio e celeste.

Il soggetto presenta un’unica tipologia: un cacciatore di leoni a cavallo, di alto lignaggio con abiti tradizionali, scudo e lancia, i finimenti decorativi, il servitore al seguito e a piedi con la lancia. In alto a sinistra la croce sabauda coronata con i leoni rampanti a sostegno dello scudo; a destra le diciture A.O.I e TIPO DI CACCIATORE DI LEONI; in basso i valori in italiano, in amarico e con scrittura e cifre in arabo; infine la dicitura SEGNATASSE.

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