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I TRIANGOLI DELLA SPERANZA

Il Capo di Buona Speranza rappresenta la punta meridionale della Penisola del Capo in Sudafrica e il suo significato etimologico ha un’importanza storica basilare per tutta l’Africa australe: fu il navigatore portoghese Bartolomeo Diaz a raggiungerlo per la prima volta nel 1488 durante la sua famosa traversata lungo le coste atlantiche dell’Africa e qui gli diede il nome di Capo delle Tempeste. Per molto tempo fu erroneamente ritenuto il punto estremo meridionale del continente africano e lo “spartiacque” tra l’Oceano Atlantico e l’Oceano Indiano, ma questo primato geografico spetta al poco distante Capo Agulhas, è comunque un luogo che ha sempre rivestito un ruolo simbolico fondamentale che ha condizionato la storia della regione del Capo e di tutto il Sudafrica. Il luogo fu ribattezzato dal re portoghese Giovanni II Cabo de Boa Esperança ad indicare l’ottimismo che si era creato con l’apertura di una nuova rotta marittima verso le terre orientali e in effetti nel 1498 Vasco de Gama riuscì a raggiungere l’India attraverso quella via. Il primo insediamento europeo avvenne nel 1652 con i calvinisti olandesi guidati da Jan Van Riebeeck che fondarono Città del Capo. Alla fine del XVII secolo si insediarono nella regione gli ugonotti francesi fuggiti dalla persecuzione religiosa e gli olandesi creando una nuova colonia al servizio della Compagnia Olandese delle Indie Orientali. Durante le guerre napoleoniche la colonia dei boeri fu occupata dagli inglesi nel 1795 e nel 1814 la Gran Bretagna ottenne il riconoscimento ufficiale dal sovrano-reggente olandese della piena sovranità sulla Colonia del Capo.
Dopo aver soffocato le rivolte delle popolazioni indigene e l’ostilità boera e olandese, il governo coloniale britannico di Sir Harry Smith riuscì ad estendere la colonia verso nord e a impedire l’insediamento di una grande colonia penale nel 1849 che era violentemente osteggiata dalla popolazione locale: fu il segnale della rivendicazione di una maggiore autonomia della colonia che fu riconosciuta con la costituzione del 1854 e un parlamento eletto in base al censo. Nel 1850-53 ci fu un’ennesima sanguinosa guerra di frontiera contro la popolazione Xhosa ed è in questo clima di veemente fermento politico e militare, con il governatore George Cathcart, che maturò la costituzione di un’amministrazione postale coloniale con l’emissione dei primi francobolli sudafricani in data 1° settembre 1853, i cosiddetti Cape triangles che rappresentano anche i primi francobolli a forma triangolare emessi a livello mondiale.
Due valori calcografici stampati dalla ditta Perkins-Bacon & Co. Di Londra in fogli di 240 esemplari con l’ausilio delle matrici originali di William Humphrys (Die A-B). Il foglio misura 282 x 536 mm in carta bluastra intrecciata fatta a mano. I francobolli filigranati e non dentellati sono del valore di 1d rosso mattone (tariffa per i giornali) e 4d blu (tariffa per una lettera di mezza oncia), il disegno è opera di Charles D. Bell e presenta come soggetto la figura allegorica della Speranza, simbolo della Colonia del Capo, raffigurata come una giovane donna che indossa un ampio peplo, seduta su una roccia con una grande ancora. Secondo la dottrina cristiana la Speranza rappresenta una delle tre Virtù Teologali insieme alla Fede e alla Carità. La filigrana è rappresentata proprio dall’attributo principale della Speranza ovvero un’ancora per ogni esemplare posizionata al centro del francobollo o lateralmente nella coppia sul foglio. Caratteristica dell’epoca è l’annullo nero triangolare a barre, la validità dei Cape Triangles durò fino al 1° ottobre 1900. Sembra che lo stesso Cathcart abbia espressamente suggerito la realizzazione di francobolli completamente differenti da quelli britannici non solo per la forma ma anche per l’assenza della consueta effigie della Regina Vittoria.

Dopo la morte del generale Cathcart nella guerra di Crimea, un personaggio che aveva portato a termine il conflitto con gli Xhosa e favorito la svolta liberale nella colonia, nel 1854 abbiamo il governatorato di Sir George Grey caratterizzato da un periodo di pacificazione con le tribù locali, dall’intensificazione dell’attività missionaria cristiana e da uno sviluppo economico ed infrastrutturale determinante per le ambizioni imperialistiche britanniche durante l’età vittoriana. Nel 1856 la popolazione Xhosa si decimò spaventosamente a seguito dell’abbattimento in massa del bestiame come era stato indicato da una profezia provocando una terribile carestia con migliaia di vittime, questo favorì l’insediamento di nuovi coloni europei nei territori della Kaffraria sulla frontiera orientale della colonia.

Nel frattempo l’emissione dei francobolli triangolari di Perkins-Bacon da 1d e 4d continuò nel 1855-58 utilizzando anche la carta bianca per la stampa, furono addirittura introdotti due nuovi valori ovvero il 6d lilla in differenti gradazioni cromatiche (tariffa di una lettera da mezza oncia per la Gran Bretagna) e il 1sh verde (tariffa di una lettera di 1 oncia per l’estero). Nel 1860 la tariffa ordinaria della lettera da mezza oncia per le spedizioni locali fu ridotta a 1d.

Sotto il governatore Robert Henry Wynyard, sostituto pro tempore di Grey, abbiamo l’emissione dei cosiddetti Woodblocks nel febbraio 1861: per sopperire alla carenza numerica dei Triangles londinesi, fu deciso di produrre localmente i francobolli triangolari tramite la ditta Saul Solomon & Co. di Cape Town che utilizzò delle tavole d’acciaio stereotipate e incise da C.Y. Roberts per stampare i valori non filigranati da 1d rosso e 4d blu su carta vergata, in differenti tonalità cromatiche e con lo stesso soggetto allegorico e le stesse diciture dei primi Triangles.

Durante il governatorato di Sir Philip Edmond Wodehouse, nel 1863-64 abbiamo gli ultimi francobolli triangolari della Colonia del Capo, la seconda tiratura stampata dalla celeberrima ditta De La Rue di Londra che utilizzò le stesse tavole di Perkins-Bacon e la carta bianca fatta a mano. Furono emessi tutti i valori in differenti tonalità cromatiche. Nel 1864 i francobolli triangolari furono definitivamente sostituiti da una nuova serie di valori di formato rettangolare e recanti una nuova figura allegorica della Speranza seduta con l’ancora, un’ariete e dei tralci di vite.

L’UNESCO E GLI AMMUTINATI DEL BOUNTY

Tre interessanti francobolli sono stati emessi in questi giorni dall’amministrazione postale francese. Il 20 ottobre 2011 due valori dell’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, presentano dei soggetti degni di rappresentare il patrimonio ambientale e naturale del nostro pianeta.

Il valore da € 0,77 è dedicato al cammello bactriano, come lo definì il noto naturalista svedese Linneo nel 1758, il mammifero ruminante con due gobbe originario dell’Asia centrale e diffuso nelle zone desertiche del continente asiatico. Animale forte e in grado di resistere alle temperature torride dei deserti e alle forti escursioni termiche, infaticabile e prezioso mezzo di trasporto delle popolazioni nomadi e dei mercanti che fin dai tempi più remoti lo utilizzavano per il commercio delle pregiate mercanzie provenienti dall’Asia orientale. Un doveroso tributo a una specie che ha avuto un ruolo storico importantissimo paragonabile al cavallo delle zone più temperate della terra, una specie considerata a rischio d’estinzione secondo i criteri dell’Unione Internazionale per la conservazione della Natura e quindi inserita nella lista delle specie protette. Questo animale si trova frequentemente raffigurato in molti francobolli della Mongolia dove è ancora possibile trovarlo allo stato selvatico nelle aree steppose del paese e nel famigerato deserto dei Gobi.

Il secondo francobollo raffigura uno scorcio del Milford Sound, una delle località naturali più visitate della Nuova Zelanda, un fiordo situato nell’isola meridionale di una bellezza sconvolgente circondato da montagne piuttosto alte che creano uno straordinario connubio tra paesaggio marino e montano. Il Milford Sound sicuramente ricorda il paesaggio di alcuni fiordi norvegesi e la cosiddetta ”ottava meraviglia del mondo”, come lo definì lo scrittore Kipling, è stata inclusa nel patrimonio mondiale dell’UNESCO insieme ai vicini parchi nazionali neozelandesi. Naturalmente la posta neozelandese ha più volte dedicato dei francobolli a questa attrattiva naturale e turistica come testimonia il valore Postage&Revenue del 1898.

Il francobollo della Polinesia Francese emesso il 19 ottobre celebra i 50 anni delle riprese del lungometraggio “Gli ammutinati del Bounty”: il film, uscito nel 1962, fu girato nelle isole della Polinesia soprattutto a Thaiti. La regia fu di Lewis Millestone con la straordinaria interpretazione di due colossi del cinema mondiale, Marlon Brando e Richard Harris. L’amministrazione postale che ha maggiormente ricordato le vicende del HMS Bounty è stata quella delle Isole Pitcairn: il francobollo del 1940 mostra l’effigie di Giorgio VI, il capitano William Bligh che con la sua condotta intransigente causò l’ammutinamento del secondo ufficiale Fletcher Christian e della ciurma, infine il vascello mentre fa rotta proprio verso l’inaccessibile Pitcairn per sfuggire alla giustizia britannica. Gli attuali abitanti delle isole sono i discendenti degli ammutinati inglesi e delle donne polinesiane che nel 1789 si rifugiarono a Pitcairn.

LA GUERRA DELLE FALKLANDS

Le Isole Falkland costituiscono un arcipelago formato da due isole principali situate nell’Oceano Atlantico del Sud a quasi 500 km dalle fredde coste della Patagonia argentina. Isole stupende dal punto di vista naturalistico ma inesorabilmente famose a causa di una lunga contesa e di una breve e sanguinosa guerra nel 1982. Furono i francesi e gli inglesi ad insediarsi per primi in queste isole nella seconda metà del XVIII secolo, presto le isole furono oggetto di contesa tra la Spagna in piena decadenza e la Gran Bretagna pronta a voler rafforzare la propria influenza sui territori d’Oltremare.

Nel 1816 l’Argentina conquistò la propria indipendenza dalla Spagna e nel 1820 proclamò la piena ed esclusiva sovranità sulle isole Malvinas incoraggiandone l’insediamento, ma nel 1833 gli inglesi occuparono definitivamente le isole ed è proprio da questa data che inizia la lunga diatriba tra i due paesi sulla questione delle Falklands e delle altre isole del sud-atlantico. Sotto la dominazione coloniale britannica, le Falklands ebbero un’amministrazione postale autonoma che emise il primo francobollo il 19 giugno 1878, per la precisione tre valori di 1d, 6d e 1 sh. con la consueta effigie della Regina Vittoria e senza la filigrana.

Nel 1964 la contesa delle isole fu dibattuta all’assemblea generale dell’ONU in modo da poter trovare una soluzione alla spinosa questione che rendeva difficili e tesi i rapporti diplomatici e politici tra Argentina e Gran Bretagna. La risposta argentina fu chiara e categorica come è dimostrato dai valori di quell’anno che ribadiscono la rivendicazione delle isole sud-atlantiche e del territorio antartico prospiciente alla Patagonia: infatti sul francobollo da 4 pesos questi territori sono contrassegnati dalle bandiere nazionali, mentre il valore da 2 pesos ci ricorda che l’oggetto della rivendicazione comprende anche le isole minori dipendenti dalle Falkland.

Nel 1976 un francobollo significativo del correo argentino: il soggetto è rappresentato dalla fregata Heroina del comandante americano David Jewett che approdò sulle Falklands il 6 novembre 1820 ponendo la prima bandiera nazionale e proclamando di fatto la sovranità argentina sulle isole. Anche questo valore sottolinea la caparbia volontà argentina di non cedere a nessun compromesso riguardo alla questione delle Malvinas. Proprio nel 1976 fu instaurata in Argentina una feroce dittatura militare che aveva lo scopo di soffocare le opposizioni politiche e i movimenti di sinistra per scongiurare una possibile svolta democratica come era accaduto in Cile con Allende e al tempo stesso “salvaguardare” l’Argentina e l’America Latina da possibili eventi rivoluzionari in stile cubano. I generali Videla e Galtieri si elevarono nel ruolo di crociati contro la contaminazione comunista attuando una politica repressiva e terroristica: i desaparecidos, la tortura, le esecuzioni, la paura furono tutti elementi che caratterizzarono questo regime dispotico e illiberale.

E le Falklands ? Ebbene i 1500 abitanti di quelle isole erano molto legati alla cultura e alle tradizioni britanniche, quindi non si sognavano nemmeno lontanamente di far parte un giorno della Repubblica Argentina tanto meno sotto una dittatura militare liberticida. Le emissioni postali locali riprendevano chiaramente i temi e le celebrazioni tipiche della Royal Mail: nel 1982 abbiamo i francobolli del centenario della morte di Charles Darwin che ricordano il lungo viaggio esplorativo e di studio del naturalista che fece tappa anche sulle Isole Falkland con la nave Beagle. Nelle scansioni è possibile confrontare il francobollo delle Falkland con quello emesso dalla posta britannica. E’ interessante notare anche l’annullo di partenza adottato per la corrispondenza con dicitura Port Stanley / Falkland Islands e data.

Nonostante la vittoria, per la verità piuttosto sospettosa, della nazionale argentina ai mondiali di calcio organizzati in casa nel 1978, il consenso popolare verso la dittatura era in piena crisi: il terrore non dava i risultati sperati, la crisi economica soffocava le famiglie del ceto medio, la questione dei desaparecidos non poteva essere più dissimulata a lungo, gli scioperi e le manifestazioni sindacali raggiunsero il culmine nel marzo 1982. Occorreva dare una risposta energica per rilanciare il regime dei generali e scacciare la crisi a colpi di baionetta. Galtieri programmò l’occupazione delle isole britanniche dell’Atlantico del Sud e le operazioni militari furono anticipate il 2 aprile 1982 con l’invasione delle Falkland e l’insediamento di un comando argentino nella città di Port Stanley ribattezzata Puerto Argentino. In breve tempo furono concentrati oltre 10.000 soldati a difesa dell’arcipelago. Galtieri si riteneva il baluardo anticomunista nell’America Latina in competizione con Pinochet e contava sul sostegno degli USA affinchè convincesse il Regno Unito a rinunciare definitivamente alle Malvinas. Ma aveva fatto male i suoi calcoli: Reagan e la NATO diedero il proprio appoggio alla Lady di ferro Margaret Thatcher che voleva a tutti i costi riprendersi le isole contese.

Nel frattempo l’amministrazione postale argentina si sostituì a quella delle Falkland il 6 aprile: la corrispondenza veniva inoltrata per via aerea con i francobolli argentini, soprattutto quelli di posta aerea di 13 e 18 pesos, annullati con il nuovo bollo patriottico 9409 / Islas Malvinas / Republica Argentina con data e bandiera nazionale. Le truppe argentine avevano a disposizione le buste preaffrancate del servizio straordinario aereo Encotel Argentina che presentavano il bollo di partenza delle Malvinas. Il simbolo della “liberazione” delle isole è senza dubbio rappresentato dal francobollo da 1700 pesos con coccarda nazionale e dicitura Las Malvinas son argentinas. Più raramente e soprattutto nel periodo iniziale d’occupazione le lettere airmail venivano affrancate con i francobolli delle Falklands annullati con la penna perchè una disposizione dell’UPU non prevedeva la possibilità di annullamento con un bollo appartenente ad un’altra amministrazione postale.

Alla fine di aprile gli inglesi riuscirono a riconquistare le isole della Georgia del Sud e i reparti scelti della marina argentina praticamente si arresero dopo un breve combattimento. Intorno alle isole Falkland la superiorità britannica fu netta e indiscutibile con i suoi aerei, le navi d’appoggio, i reparti e i commando speciali, un esercito professionista ben addestrato ed equipaggiato contro i coscritti argentini infreddoliti e inesperti provenienti soprattutto dalla regione rurale di Corrientes e dalle università di Buenos Aires. Port Stanley fu accerchiata, gli ultimi focolai di resistenza furono soppressi nel sangue, il 14 giugno ci fu la capitolazione e la resa degli argentini che patirono 635 morti contro i 236 inglesi. In Argentina la stampa del regime propagandava ancora i successi militari alla vigilia della disfatta. Dal punto di vista postale, il 12 giugno 1982 furono emessi due francobolli celebrativi per ricordare la creazione del primo comando politico e militare delle Malvinas avvenuto il 10 giugno 1829: i valori mostrano l’area geografica del Sud-Atlantico con le isole “argentine” e il ritratto di Don Luis Vernet che fu il primo governatore argentino delle Malvinas almeno fino al 1833 quando fu costretto ad andarsene a causa dell’occupazione britannica. Il francobollo dedicato alla visita di Papa Giovanni Paolo II in Argentina ci ricorda chiaramente il tentativo del Pontefice di convincere i generali argentini ad arrivare a una tregua immediata per evitare ulteriore spargimento di sangue. L’amministrazione postale argentina delle Malvinas cessò la propria attività il 13 giugno, subentrò l’amministrazione britannica e poco dopo le emissioni delle Falklands furono ripristinate come testimonia la serie di quattro valori che celebra il 21° compleanno della Principessa di Galles Lady Diana Spencer. La fine della guerra e la vittoria finale furono salutate dalla Royal Mail con l’emissione di 5 valori sul patrimonio marittimo del Regno Unito in data 16 giugno 1982 tra i quali spicca il francobollo che presenta l’ammiraglio Nelson e la sua nave HMS Victory che sconfisse la flotta napoleonica nella famosa battaglia di Trafalgar (1805).

La sconfitta decretò la fine della dittatura militare in Argentina e dopo circa un anno si tennero le elezioni democratiche con la proclamazione di Alfonsin a presidente. Ma la nuova Argentina democratica conserva ancora la vecchia ferita mai rimarginata delle Malvinas e il francobollo del 1983 nell’ultimo periodo della dittatura presenta la consueta carta geografica delle isole dell’Atlantico del Sud ma questa volta con la bandiera che ricorda l’anniversario dell’insediamento militare argentino del 2 aprile e questo sta a significare la chiara volontà di non rinunciare al diritto di sovranità su quei territori.

Nel 1983 anche la Gran Bretagna celebrò l’anniversario della vittoria il 14 giugno con un foglietto che presenta 4 francobolli dedicati alle forze aeronavali e terrestri impegnate nella guerra che durò appena 72 giorni. Ugualmente nella serie dedicata alle forze armate britanniche è presente il valore del Reggimento Paracadutista che ebbe un ruolo molto importante durante i combattimenti sulle Isole Falkland.

Numerose furono le emissioni celebrative della guerra soprattutto in occasione del 25° anniversario del 2007. In Argentina, mentre ancora numerosi reduci stavano subendo le gravi ripercussioni psicologiche del conflitto e il senso di colpa che portò molti di loro al suicidio, furono emessi 5 francobolli da 75 c. che ripercorrono gli eventi della guerra combattuta nelle Malvinas: il valore che presenta il francobollo di posta aerea annullato con il tipico bollo di partenza delle isole commemora il primo giorno di attività dell’amministrazione postale argentina nelle Falklands ovvero il 6 aprile 1982. Un valore presenta i caccia argentini che a pelo d’acqua riuscirono a colpire la HMS Sheffield, mentre il valore del General Belgrano ricorda il tragico affondamento dell’incrociatore argentino da parte di un sottomarino che provocò la morte di 323 marinai. Due valori presentano le onorificenze ricevute dai veterani e dagli ex-combattenti impegnati nella difesa delle Malvinas contro gli attacchi inglesi. Diverse furono le emissioni della Gran Bretagna e dei territori d’Oltrmare sul 25° anniversario della guerra delle Falklands, la più significativa è quella relativa al foglietto della Royal Mail che presenta 10 valori con lo stemma delle Falklands e la bandiera di guerra britannica.

LA NATURA DELLE ISOLE ALAND

Il 28 settembre 2011 è prevista l’emissione di due francobolli dedicati alla bellezza dei paesaggi naturali delle Isole Aland, provincia autonoma della Finlandia con una popolazione di lingua svedese. L’arcipelago con le sue 300 isole è situato nel Golfo di Botnia tra le coste della Finlandia e della Svezia e lo statuto speciale che garantisce la sua autonomia amministrativa prevede la possibilità di poter disporre di una propria amministrazione postale e di poter emettere propri francobolli sin dal 1984.

Particolarmente interessanti risultano questi due valori il cui soggetto esalta il carattere puro e incontaminato della natura delle Aland: il primo valore si riferisce alla municipalità di Kokar, un gruppetto di isole situate a sud-est dell’arcipelago. La suggestiva foto ritrae uno splendido tratto della costa presso la località di Hamno dove fu eretto un monastero francescano nel XV sec. e dove oggi è possibile visitare la chiesa settecentesca di Sant’Anna proprio accanto alle rovine del monastero. L’altro valore si riferisce alla municipalità di Jomala presso il villaggio di Hammarudda situato nell’isola principale di Fasta Aland e poco distante dalla capitale Mariehamn. Qui è possibile ammirare uno dei più spettacolari paesaggi marini dell’arcipelago. Il design dei francobolli è di Andy Horner (Kokar) e Kjell Soderlund (Jomala), la stampa a cura del Lowe Martin Group.

GLI ORI MONDIALI DI “LIZZ” GOERGL

Il 24 settembre 2011 la posta austriaca dà un doveroso tributo ad una delle sciatrici più forti attualmente a livello mondiale, un francobollo dedicato all’atleta Elisabeth “Lizz” Goergl e allo sci alpino in generale che si può indubbiamente considerare lo sport nazionale dell’Austria.

Nata a Bruck an der Mur in Stiria, dopo aver conquistato due medaglie di bronzo ai Giochi Olimpici Invernali di Vancouver nel 2010, Lizz è “esplosa” ai Campionati mondiali di sci alpino di Garmisch-Partenkirchen in Germania nel febbraio del 2011 vincendo ben due medaglie d’oro nel supergigante e in discesa libera e riuscendo a battere le fortissime sciatrici statunitensi. Atleta versatile e polivalente, la trentenne sciatrice austriaca potrebbe ancora regalare una prestigiosa vittoria alla propria nazione alle prossime Olimpiadi Invernali di Soci nel 2014. Il francobollo da 0,62 € mostra una spettacolare immagine della sciatrice durante il SuperG con la dicitura celebrativa relativa ai due ori dei mondiali tedeschi su quattro complessivamente vinti dall’Austria che è arrivata prima nel medagliere per nazioni. Design di David Gruber, stampa in offset e tiratura di 300.000 esemplari.

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