LA GUERRA DI SECESSIONE “POSTALE” AMERICANA – parte I

Tra la prima emissione postale degli U.S.A. e la Guerra di Secessione Americana intercorsero solo 14 anni, un lasso di tempo veramente breve che comportò conseguentemente una contrapposizione “postale” tra le due parti in conflitto durante la guerra civile. Dopo l’emissione generale del 1847, gli U.S.A. vinsero la guerra contro il Messico acquisendo il Texas, il New Mexico, la California e altri territori del sud-ovest (1848), in seguito la fine del mandato di colui che era stato l’artefice della riforma postale degli anni ’40, il democratico James Knox Polk, portò alla presidenza del paese due esponenti dei whigs (Z. Taylor e M. Fillmore nel 1849-53) e due democratici (F. Pierce e J, Buchanan nel 1853-60). In questo decennio la questione fondamentale che contrapponeva gli stati dell’Unione era di natura puramente economica e politica: i democratici e i jacksoniani avevano molto seguito negli stati del sud proprio perché avevano sempre difeso il diritto di autodeterminazione e le autonomie di ogni stato, ma questa politica aveva contribuito a limitare l’ingerenza federalista del governo centrale di Washington e dava linfa alle ambizioni secessionistiche della classe dirigente sudista. Il Sud si basava su un’economia agricola, schiavista e liberista dove la coltivazione di cotone aveva una parte preponderante, pertanto si contrapponeva al Nord industriale, protezionista e abolizionista sul tema della schiavitù. L’economia schiavista forniva ai ricchi proprietari terrieri sudisti manodopera afroamericana a costo zero e ciò favoriva notevolmente gli interessi commerciali nelle esportazioni di cotone grezzo verso le industrie tessili inglesi. Tale questione divenne il pomo della discordia tra Nord e Sud e, nonostante vari compromessi stipulati a partire dal 1820 per evitare la secessione e la guerra civile, si arrivò inevitabilmente a un punto di rottura nel 1860.

Nel frattempo il Congresso e l’amministrazione postale americana guidata da Nathan K. Hall avevano apportato un’importante modifica tariffaria nel 1851 ovvero la tariffa comune minima fu ridotta a 3 cents (fino a 300 miglia-lettera di ½ oncia) e conseguentemente il 1° luglio furono emessi nuovi valori postali non dentellati che di fatto ponevano fuori corso quelli del 1847: 1c. blu Benjamin Franklin (tariffa fino a 500 miglia per drop letters, circolari e giornali); 3c. rosso George Washington (tariffa ordinaria); 12c. nero George  Washington emesso il 4 agosto (tariffa per l’Inghilterra di 24c.). Stampa calcografica in fogli di 200 della ditta Toppan-Carpenter-Casilear & Co., disegno di Edward Purcell, incisioni di Joseph Pease. Le novità più importanti consistono nella dicitura U.S. POSTAGE, nell’assenza del valore numerale e nel motivo ornamentale più elaborato, mentre nei valori 1c. e 3c. le effigi sono rappresentate completamente di profilo su modello dei monarchi europei. Nel 1c l’effigie di Franklin è ripresa dalla scultura dell’artista Jean-Jacques Caffieri mentre quella di Washington nel 3c. è ispirata al busto dello scultore Jean-Antoine Houdon, in generale i valori ripropongono i personaggi dei primi francobolli americani ed è doveroso ricordare che Franklin non fu un capo di stato, ma gli furono ugualmente tributati onori e rappresentazioni di primo piano. Il 12 maggio 1855 fu emesso il valore di 10c. verde effigie di Washington (tariffa estera) che nella parte alta presenta sempre la dicitura U.S. POSTAGE, il numero romano X e le stelle intorno al medaglione, un esemplare quindi stilisticamente molto simile al 10c. del 1847. Infine il 24 marzo 1856 fu emesso il 5c. marrone tipo I (tariffa  raccomandata) che presenta per la prima volta l’effigie del terzo presidente degli U.S.A. Thomas Jefferson in una cornice fittamente decorata dagli angoli arrotondati. Quest’ultima effigie è ripresa da un dipinto di Rembrandt Peale. Nel 1853-55 grande importanza ebbero anche l’emissione e la diffusione delle buste prepagate con  bollo prestampato ad opera della ditta George F. Nesbitt & Co. di New York per conto dell’United States Post Office Department: si trattava di buste per la corrispondenza su cui erano già stampati i bolli corrispondenti ai valori 3c., 6c., 10c. di colore rosso e verde che recavano in rilievo l’effigie di Washington del francobollo di 3c. del 1851. Le cosiddette “Nesbitt stamped embossed envelopes” erano da molti considerate pratiche ed efficienti ai fini della spedizione postale ed ebbero largo uso soprattutto negli stati del sud, anche in periodo confederativo. Nel 1856 il pagamento anticipato della posta fu reso obbligatorio in tutto il paese e ciò contribuì a intensificare la distribuzione e l’uso dei francobolli e delle buste prepagate.

Intanto la questione abolizionista era ormai diventato il punto centrale della politica americana su cui entrava in gioco il destino stesso dell’Unione. La discussione più accanita riguardava i nuovi stati costituitisi nel vasto territorio tolto al Messico e nel 1854 si arrivò a un compromesso con l’approvazione al Congresso del Kansas-Nebraska act con il quale si dava a questi stati totale autonomia decisionale sulla legittimità della schiavitù. Siccome buona parte di questi stati optò per l’introduzione della schiavitù, un gruppo di parlamentari abolizionisti decise di fondare il  Partito Repubblicano per promuovere una politica intransigente nei confronti del Sud schiavista. Tuttavia nel 1857 l’affare Dred Scott diede un ulteriore schiaffo morale agli abolizionisti in quanto la Corte Suprema americana si pronunciò a favore degli stati schiavisti.

Proprio nel febbraio-agosto 1857 abbiamo una nuova emissione con gli stessi valori facciali e gli stessi personaggi del 1851-56, ma con la presenza di dentellatura 15 ½  e quindi ci troviamo di fronte ai primi francobolli dentellati americani: 1c. blu Franklin, 3c. rosso Washington, 5c. marrone Jefferson, 10c. verde Washington, 12c. nero Washington. Nuovi valori differenti in stile e immagini furono poi emessi nel periodo luglio-settembre 1860 per far fronte alle spedizioni a lunga distanza all’estero e nazionali coast-to-coast: 24c. grigio lilla Washington, 30c. arancio Franklin, 90c. blu Washington. Nel 24c. il medaglione ovale è circondato da una fitta decorazione di motivi ornamentali a intreccio, mentre il 30c. è caratterizzato da un nuovo stile decorativo per la presenza di quattro scudi nazionali, del valore numerale e dell’effigie con il profilo rivolto a sinistra rispetto al valore di 1c. Infine il 90c. presenta il ritratto di un Washington più giovane e in divisa probabilmente risalente al periodo della rivoluzione americana.

La situazione politica e sociale era ormai sull’orlo del precipizio nel 1859: il movimento abolizionista sostenuto dai repubblicani godeva di grande popolarità al Nord grazie anche al successo del romanzo antischiavista “La capanna dello zio Tom” della scrittrice Harriet Beecher-Stowe pubblicato nel 1852. Sempre più spesso dalle parole si passava ai fatti con scontri a fuoco, risse e bagarre tra politici, il culmine si raggiunse quando l’abolizionista John Brown si impadronì dell’armeria federale di Harpers Ferry (Virginia) per fomentare la rivolta degli schiavi contro i proprietari terrieri, ma fu catturato e giustiziato. La situazione non migliorò nemmeno nel 1860 in occasione della campagna elettorale per le presidenziali dove addirittura i democratici si divisero sulla questione abolizionista. Ciò favorì il candidato repubblicano Abraham Lincoln che in novembre fu eletto sedicesimo presidente degli U.S.A. con meno del 40 % dei voti. Fu la goccia che fece traboccare il vaso.

Parte II                        http://filateliastamp.altervista.org/?p=1059

Questa voce è stata pubblicata in USA 1842-1866 e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.