L’ANTARTIDE, UN’ “OASI” BIANCA DA SALVAGUARDARE

taaf trattato dic09

 

 

 

 

 

 

 

 

TAAF – 50 ans du traité sur l’Antarctique

FRANCIA

02-12-2009

Formato:   28 x 48 mm; foglio di 25 francobolli.

Tematica:   trattato internazionale.

 

Ricollegandoci al tema della tutela ambientale e alla conferenza di Copenaghen tuttora in corso, è importante ricordare la celebrazione dei 50 anni del trattato internazionale sull’Antartide. Il 1° dicembre 1959 a Washington 12 nazioni siglarono per la prima volta un trattato riguardante quest’immensa terra polare: Africa del Sud, Argentina, Australia, Cile, U.S.A., Francia, Giappone, Norvegia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Russia, Belgio furono i paesi coinvolti nelle ricerche scientifiche durante l’anno geofisico internazionale del 1957/58 (AGI), cui seguì la firma del trattato che entrò in vigore ufficialmente nel 1961. Ad oggi sono in tutto 47 i paesi che hanno aderito a questo storico trattato che ha di fatto congelato le rivendicazioni territoriali a sud del 60° parallelo sud, promuovendo unicamente le attività pacifiche e la ricerca scientifica e meteorologica al fine di preservare la natura incontaminata del continente bianco. In sintesi il trattato pone l’Antartide sotto una giurisdizione internazionale, sancisce la completa smilitarizzazione del continente e riconosce la spartizione in zone d’influenza che si era verificata precedentemente. Punto fondamentale del trattato è la protezione dell’ambiente in termini di conservazione della fauna e della flora marina e di tutela globale degli ecosistemi di una “riserva naturale consacrata alla pace e alla scienza”.

Il Territorio delle Terre Australi e Antartiche Francesi (TAAF) è stato costituito nel 1955 ed è composto da 5 distretti amministrativi rappresentati dagli isolotti disabitati situati nel canale di Mozambico (Isole Sparse), dalle isole della zona sub-antartica a sud dell’Oceano Indiano (St. Paul et Amsterdam, Crozet, Kerguelen) e da una porzione del continente antartico (la Terra Adelia) dove è localizzata la base Dumont d’Urville. I distretti sono sotto l’autorità di un amministratore superiore assistito da un consiglio consultivo di 13 membri e sono formalmente sotto la sovranità francese ma non fanno parte dell’U.E. La popolazione non è permanente, solitamente non supera le 500 unità (dipende dalla stagione) ed è costituita prevalentemente da personale scientifico in missione e addetti militari assegnati alle varie basi.

SOGGETTO:   al centro la carta geografica dell’Antartide; ai lati 4 pinguini rappresentanti della fauna marina delle terre australi e antartiche, effettivi abitanti stanziali di questi territori.

CONSIDERAZIONI:   il francobollo che celebra il cinquantenario è valido unicamente alla partenza dai territori australi e antartici francesi, un motivo in più per collezionare questo valido esemplare.

I pinguini disegnati nella vignetta sono della specie Aptenodytes, di grandi dimensioni e con il becco lungo, nella fattispecie pinguini reali diffusi nelle isole sub-antartiche ovvero una varietà che non risulta a rischio di estinzione e che presenta colonie numerose nelle isole Kerguelen e nelle isole Crozet.

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2 risposte a L’ANTARTIDE, UN’ “OASI” BIANCA DA SALVAGUARDARE

  1. filatelico scrive:

    la tematica polare è una delle più interessanti fra quelle seguite dai collezionisti filatelici. Poi il materiale non sempre è caro e pazientando si trovano anche cose interessanti. Il francobollo della TAAF sopra riportato può essere uno spunto per iniziare…

  2. filateliastamp scrive:

    Sono d’accordo, la tematica sugli ambienti polari relativa a riferimenti di tipo storico, geografico, paesaggistico e naturalistico è tra le più affascinanti che un collezionista possa intraprendere. In particolare gli aerogrammi delle trasvolate artiche di Umberto Nobile del 1926-28 offrono spunti ineguagliabili per poter approfondire la storia delle esplorazioni di quelle aree geografiche così ostili all’uomo da un punto di vista climatico, ma indispensabili per garantire l’equilibrio dell’ecosistema mondiale. Sicuramente un buon punto d’inizio per una collezione di questo genere può essere rappresentato dagli esemplari attuali e recenti dei paesi che tradizionalmente e storicamente hanno avuto una relazione stretta con le terre polari in termini di ricerche scientifiche e di esplorazioni geografiche. Complimenti per i meravigliosi esemplari presentati nelle tre pagine dedicate alla tematica polare.