ROMANIA: DA PRINCIPATO A REGNO

Il 1858 è l’anno che caratterizza la prima emissione postale della Romania, anche se ancora non esisteva come stato unitario indipendente. Per meglio comprendere l’origine e l’evoluzione storica dei primi francobolli romeni, occorre considerare la complessa situazione geografica di questa porzione di Europa sud-orientale che è caratterizzata principalmente da sei regioni storicamente importanti. Nel 1858 tre di queste regioni (Transilvania, Banato, Bucovina) erano parte integrante dell’Impero Asburgico e dopo il Compromesso del 1867 furono inserite nella cosiddetta Transleitania che faceva capo al Regno d’Ungheria nel quadro dell’impero dualistico austro-ungarico. La regione carpazica della Transilvania era stata a lungo oggetto di contesa dei romeni e degli ungheresi e presentava una minoranza importante di origine tedesca. Dopo la sconfitta ungherese contro i turchi nella Battaglia di Mohacs (1526), la Transilvania divenne un voivodato sotto la sfera d’influenza ottomana e un baluardo della religione protestante nell’Europa orientale da contrapporre alle mire espansionistiche dell’impero cattolico degli Asburgo. Ma la sconfitta dei turchi nel 1683 a Kahlenberg pose fine all’indipendenza della regione che nel 1691 fu annessa definitivamente all’Impero Austriaco. Il Banato  (regione a cavallo tra la Romania, la Serbia e l’Ungheria e con l’importante città di Timisoara) era stato anch’esso strappato agli ungheresi dopo la Battaglia di Mohacs e rimase sotto la dominazione turca fino al 1718 quando fu ceduto agli Asburgo. Infine la Bucovina, piccola regione tra l’Ucraina e la Romania che apparteneva al Principato di Moldavia e che fu posta sotto la dominazione austriaca nel 1775. Questi tre territori rimasero sotto la sovranità asburgica e in seguito austro-ungarica fino al 1918 e nel periodo 1850-1918 circolarono francobolli esclusivamente austriaci e ungheresi. La Bessarabia è la regione che coincide con l’attuale Repubblica di Moldavia, ad est della Romania. Dal 1367 era inclusa nel Principato di Moldavia e fu sottoposta alla dominazione turca fino al 1812 quando il Trattato di Bucarest l’assegnò alla Russia. La Dobrugia (regione sul M. Nero tra la Romania e la Bulgaria) era sotto la dominazione turca dal 1396 e solo nel 1878 venne integrata nel Principato unito di Romania.

Gli artefici della creazione di uno stato romeno indipendente furono quindi le province danubiane. La Valacchia con la città di Bucarest era un principato indipendente e vassalla del Regno d’Ungheria a partire dal 1330. Alla fine del XIV secolo diventò vassalla dei turchi e frequentemente subordinata alle autorità ottomane. Anche la Moldavia  fu un principato indipendente dal 1359 sotto la sfera d’influenza turca e queste due regioni danubiane furono spesso oggetto delle mire espansionistiche austriache e russe nei secoli XVIII e XIX di fronte a un Impero Ottomano in evidente decadenza. La perdita della Bucovina e della Bessarabia da parte del Principato di Moldavia testimonia il grande interesse degli Asburgo e degli Zar verso questi territori: la sconfitta turca nella guerra del 1828-29 comportò l’occupazione russa dei due principati sotto la formale supervisione ottomana, ma al termine della Guerra di Crimea il Congresso di Parigi del 1856 decretò la fine di ogni protettorato russo nell’area danubiana, mentre la Moldavia e la Valacchia furono poste sotto la tutela dell’Impero Ottomano e di un Consiglio di grandi potenze europee.

All’indomani della Guerra di Crimea, il Principato di Moldavia aveva riacquistato l’autonomia e la Bessarabia meridionale dalla Russia, si apprestava quindi a intraprendere un percorso di cambiamento e di rinnovamento degno di un paese sovrano. Dopo la riforma del sistema postale nel 1857, il 15 luglio 1858 furono emessi nella capitale Jasi  4 valori non dentellati di 27-54-81-108 paralia, stampati a mano su carta vergata di diverse tonalità, recanti in un cerchio la Testa di Toro (Cap de Bour, il simbolo e l’emblema della Moldavia) con la stella e il corno di posta, la dicitura in lingua romena e scritta in lettere cirilliche porto skrisori (consegna lettere), tiratura di circa 24.000 esemplari di cui solo poche centinaia sono rimasti fino ad oggi. Il valore di 10 paralia non fu emesso e i clichés originali di stampa furono ritrovati nel 1940.

Seguì nello stesso anno la 2° emissione di 3 valori (5p. nero-40p. blu-80p. rosso) con il medesimo soggetto racchiuso in una cornice rettangolare dagli angoli tondi, le  diciture in lettere latine porto scrisorei (consegna lettere) e porto gazetei (consegna giornali nel 5p.), il valore in cirillico.

Nella Convenzione di Parigi del 1858, l’Austria si oppose fermamente all’idea di uno stato unito e indipendente nella regione danubiana poiché questo poteva fomentare i sentimenti nazionalisti dei romeni dell’Impero Asburgico, ma l’imperatore francese Napoleone III aveva il chiaro interesse di destabilizzare le posizioni austriache in quest’area per cui suggerì agli indipendentisti romeni di Valacchia e Moldavia di eleggere un governatore unico: l’unità della Romania fu realizzata de jure con l’elezione di Alexandru Ion Cuza come ospodaro dei Principati uniti di Valacchia e Moldavia, anche se le due regioni risultavano ufficialmente sotto la protezione ottomana. Cuza, discendente di un’antica famiglia moldava e aperto alle concezioni liberali e costituzionali su modello francese, riuscì a farsi riconoscere dalla Turchia come Principe dei Principati Uniti di Romania (dicembre 1861) e a concretizzare l’unione da un punto di vista formale formando il primo governo comune ed elevando Bucarest al rango di unica capitale del nuovo stato (gennaio 1862).

Nel giugno 1862 fu emessa la prima serie di francobolli del principato riunificato: 3 valori non dentellati di 3p. arancio/giallo-6p. rosso-30p. blu, stampati a mano in differenti tipi di carta; il soggetto presenta il corno di posta e i due emblemi dei principati ovvero la Testa di Toro della Moldavia e l’Aquila coronata della Valacchia; da notare la dicitura franco scrisorei (lettera pagata) e l’assenza di caratteri cirillici. Una seconda emissione fu realizzata nel 1864 e da un punto di vista stilistico tutti questi esemplari sono molto simili a quelli moldavi del 1858.

Nel gennaio 1865 abbiamo un’evoluzione significativa con l’emissione di francobolli non dentellati e senza filigrana, ma stampati meccanicamente in litografia, in tutto 3 valori di 2p. arancio/giallo-5p. blu-20p. rosso in due tipi. Altri elementi di grande novità sono rappresentati dall’effige del principe Cuza (profilo a destra) in una cornice ovale, le diciture posta romana e franco e il valore espresso anche in lettere: vengono quindi inseriti per la prima volta in un valore postale l’immagine di un sovrano e un chiaro riferimento allo stato romeno.

Cuza intraprese un’audace politica di riforme che andavano contro gli interessi dell’alto clero e della grande proprietà terriera per cui nel febbraio 1866 un colpo di stato lo costrinse ad abdicare e a fuggire in esilio. Per assicurarsi l’appoggio prussiano alla causa di una completa indipendenza del paese, il governo provvisorio chiamò sul trono il principe tedesco Carlo di Hohenzollern-Sigmaringen (Carlo I) nell’aprile 1866, nonostante l’opposizione della Russia e della Turchia. A luglio il nuovo principe promulgò la costituzione e da quel momento i Principati Uniti si chiamarono semplicemente Romania. Proprio nel luglio 1866 e nel 1867 abbiamo l’emissione che caratterizza questa svolta politica con esemplari stilisticamente vicini ai francobolli francesi contemporanei: 3 valori non dentellati di 2p. giallo-5p. blu-20p. rosso, effige del principe Carlo I (profilo a sinistra con basetta) in una cornice rotonda, la dicitura posta romana, la decorazione “greca” a zig e zag. Nel 1867 il cambio della valuta dalla piastra al leu comportò l’emissione di francobolli della stessa tipologia con il nuovo valore facciale in bani nel gennaio 1868: i valori di 2b. giallo- 3b. violetto emesso nel 1870-4b. blu-18b. rosa, non dentellati e senza filigrana, presentano agli angoli un disegno simile alla croce di S.Andrea al posto del valore numerale.

Nel marzo-aprile 1869 si passa a una nuova tipologia con l’effige di Carlo I con basetta in cornice ovale, in tutto 5 valori in differenti colori e per la prima volta la serie fu emessa per provvedere anche all’affrancatura e la spedizione della corrispondenza all’estero. La dicitura posta romana risulta ai lati nella cornice ovale, mentre il valore è espresso anche in lettere al lato superiore.

Nel gennaio 1871 fu emessa la prima serie relativa all’effige di Carlo I con barba, 3 valori (5b.-10b.-25b.) non dentellati in differenti colori con i motivi ornamentali e le diciture identiche alla serie precedente. Altri 4 valori (due tipi di 10b.-15b.- 50b.) dello stesso tipo furono emessi nel corso del 1872. Nel febbraio 1872 è la volta del primo francobollo dentellato romeno, 3 valori (5b. rosso-10b. blu-25b. marrone) con dentellatura 12 ½, stessa tipologia e stessa effige degli esemplari del 1871.

Nell’ottobre 1872 abbiamo una svolta stilisticamente importante con l’emissione della  serie francese relativa all’effigie di Carlo I con barba, dentellatura 14×13 ½  e ancora senza filigrana, 7 valori (1 ½-3-5-10-15-25 di due tipi-50b.), stampa tipografica eseguita a Parigi in fogli di 150 esemplari, disegno di D.A. Barre e incisione di A. Hulot. Osservandoli attentamente, risulta chiara l’influenza della metodologia stilistica e della tecnica realizzativa francesi se consideriamo gli esemplari del tipo “Cerere” del 1849-50 o i valori con l’effigie di Napoleone III. E’ sempre presente l’ornamento greco a zig e zag, agli angoli ritroviamo il motivo ornamentale simile a una croce, l’effigie è racchiusa in un medaglione contornato da 65 punti bianchi perlati. Per la prima volta appare la dicitura romania, mentre la dicitura posta appare insieme al valore facciale nella cornice inferiore. Nel 1876-80 questi francobolli innovativi furono stampati  a Bucarest con i clichés originali di Parigi e in seguito con quelli autoctoni, in genere si differenziano dagli esemplari parigini per la dentellatura grossolana e spesso deteriorata. Esistono vari tipi di dentellature e varie tonalità cromatiche per queste due serie realizzate ed emesse in Romania.

Nel frattempo nel 1874 la Romania entrò a far parte dell’Unione Postale Universale come membro fondatore. Nel luglio 1880 abbiamo la cosiddetta emissione “perlata”, stampa tipografica realizzata a Bucarest, due valori (15b. e 25b.) in varie tonalità di colore, senza filigrana e con varie misure di dentellatura. Rispetto alla serie classica del 1872, ritorna la dicitura posta romana, cambia il motivo ornamentale intorno al medaglione e agli angoli inferiori è presente il valore numerale inquadrato in un cartiglio di grandi dimensioni.

Nel 1876 fu nominato presidente del consiglio il liberale Ion Bratianu e il suo governo restò in carica per ben 12 anni: uomo politico di grande spessore, governò la Romania con autorità e decisione promuovendo grandi lavori infrastrutturali e rafforzando la difesa del territorio. In politica estera promosse inizialmente un’intesa con la Russia che si concretizzò con l’intervento nella Guerra russo-turca del 1877-78 dove l’esercito romeno si distinse egregiamente. La Pace di S.Stefano avvantaggiò prevalentemente gli interessi russi nei Balcani, ma il Congresso di Berlino del 1878 voluto da Bismarck ridimensionò le posizioni russe a favore dell’Austria e consacrò ufficialmente e definitivamente l’indipendenza della Romania dalla Turchia. Tuttavia la Romania fu costretta a restituire la Bessarabia meridionale alla Russia in cambio della Dobrugia settentrionale, aprendo la lunga contesa di questo territorio con il neocostituito Principato di Bulgaria. Questi eventi facilitarono la trasformazione della Romania in un Regno: Carlo I fu proclamato re il 26 marzo 1881 ed incoronato a Bucarest il 22 maggio seguente. Nel 1883 Bratianu si avvicinò alle posizioni del re “tedesco” concludendo un’alleanza segreta con la Germania e l’Austria-Ungheria che sarà più volte rinnovata fino alla prima guerra mondiale. Questa alleanza non fu molto popolare nel paese poiché le élites politiche, intellettuali e nazionaliste romene erano in maggioranza filofrancesi e sognavano la costituzione di una “Grande Romania” che comprendesse i territori austro-ungarici della Transilvania, del Banato e della Bucovina. Le altre rivendicazioni territoriali riguardavano la Bessarabia in Russia e la Dobrugia meridionale in Bulgaria.

La prima emissione del Regno di Romania fu la cosiddetta “effigie con aquila” del 1885-89, stampa tipografica e varie misure di dentellatura. L’effigie presenta sempre il barbuto Carol con il profilo a sinistra sormontato dalla dicitura posta romana e da un’aquila in volo. Risulta molto evidente il valore facciale rispetto ai francobolli delle serie precedenti. Nel 1885-87 i valori furono stampati su carta bianca e colorata senza filigrana, mentre il 14 ottobre 1889 fu emessa la serie di 6 valori stampati su carta molto simile a quella filigranata (stemma reale della Romania impresso sul foglio).

Nel 1890-94 abbiamo l’”effigie con quattro valori”, con e senza filigrana e caratterizzata da diverse varietà di dentellatura, valori e colori: l’effigie di Carol è racchiusa in una cornice ovale dove risultano la dicitura romania e il valore scritto in lettere, agli angoli è presente il valore numerale. Nel maggio 1891 fu emessa la prima serie commemorativa romena relativa al 25° anniversario del regno di Carlo, 5 valori (1 ½-3-5-10-15b.) in varie dentellature e colori, senza filigrana, stampati su carta bianca in fogli di 130 esemplari. La tipologia stilistica è simile a quella della serie precedente: nella cornice ovale è iscritta la dicitura romania – giubileo di 25 anni del re Carol I.

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