KATYN: LA STRAGE NASCOSTA

In occasione della giornata della memoria e per commemorare le vittime dell’eccidio di Katyn di cui ricorre il 70° anniversario, la posta polacca ha emesso il 7 aprile un blocco-foglietto e il FDC come doveroso ricordo di un massacro che troppo a lungo è rimasto sottaciuto e dissimulato nella polvere degli archivi segreti russi. Il foglietto con il valore di tre zloty mostra una croce assemblata con i bottoni delle divise militari dei soldati trucidati a Katyn e la dicitura “in memoria delle vittime del massacro di Katyn”. La stampa è in offset e il formato è di 70×90 mm.

Nell’agosto del 1939 il patto di non aggressione tedesco-sovietico tra i ministri degli esteri Ribbentrop e Molotov prevedeva anche un protocollo segreto aggiuntivo sulla spartizione della Polonia. Seguì l’invasione tedesca (1° settembre) e sovietica (17 settembre) e ad ottobre la Polonia cessava di essere uno stato nazionale indipendente. I territori annessi dalla Russia sovietica furono quelli della Polonia Orientale che attualmente corrispondono all’Ucraina e alla Bielorussia occidentali. I prigionieri civili e di guerra polacchi furono internati prevalentemente nei campi di concentramento di Kozielsk, Starobielsk e Ostashkov: nei primi due erano rinchiusi gli ufficiali dell’esercito e della riserva, mentre in altri campi di prigionia si trovavano soprattutto gendarmi, poliziotti, soldati e civili considerati controrivoluzionari e anticomunisti. Nel marzo del 1940 partì l’ordine di esecuzione dei prigionieri polacchi su iniziativa del capo della polizia segreta e responsabile degli affari interni Beria, con l’approvazione di Stalin e di alcuni membri del Poltiburo. Il piano prevedeva l’eliminazione sommaria della futura classe dirigente polacca in quanto i circa 8000 ufficiali detenuti ricoprivano ruoli di primo piano nei quadri militari ed erano tutti laureati; al tempo stesso si voleva liquidare la parte attiva della società polacca per facilitare la sovietizzazione della Polonia appena occupata, ma occorre anche ricordare che i polacchi di quei territori non costituivano una maggioranza schiacciante rispetto alla popolazione bielorussa ed ucraina per cui certi episodi vanno considerati nell’ambito di un processo di “depolonizzazione” dell’Ucraina e della Bielorussia occidentali attuato dalle autorità sovietiche e in effetti le famiglie degli internati uccisi furono in seguito deportate.

Il massacro di Katyn simboleggia in realtà un eccidio che ebbe vari scenari con dinamiche differenti e che portò al tragico bilancio di 22000 vittime. Tra il 3 aprile e il 19 maggio 1940 i reclusi di Starobielsk e Ostashkov furono eliminati nelle prigioni della NKVD (la polizia segreta sovietica), mentre circa 4500 ufficiali di Kozielsk furono portati nella foresta di Katyn, nei pressi di Smolensk in Russia, trucidati con un colpo di pistola alla nuca e sepolti in fosse comuni. Solo poche centinaia di persone sopravvissero a questa operazione di sterminio programmata nei minimi dettagli ed eseguita con la massima scrupolosità e con un’ efficienza quasi germanica.

Nell’aprile del 1940, mentre la strage veniva perpetrata dai carnefici di Stalin e Beria, fu emessa la serie di 5 valori per celebrare la “liberazione” dell’Ucraina e della Bielorussia occidentali e la loro riunificazione con le omonime repubbliche socialiste sovietiche. La scansione mostra l’esemplare più significativo, il 10k. Rosso carminio, che sintetizza il benvenuto della popolazione locale all’Armata Rossa.

Con l’Operazione Barbarossa, la Germania iniziò l’invasione della Russia e nel 1943 la Whermacht scoprì le fosse comuni di Katyn: Goebbels sfruttò questo episodio a fini propagandistici e per creare una “falla” nell’alleanza tra le potenze occidentali e l’Unione Sovietica. Stalin si giustificò affermando che i prigionieri polacchi erano stati catturati e giustiziati dai tedeschi nell’estate del 1941 durante l’invasione dei territori sovietici, ma si arrivò ugualmente a una rottura delle relazioni diplomatiche tra il governo polacco in esilio a Londra e le autorità sovietiche. Quando Katyn fu riconquistata dai russi, Stalin istituì una commissione speciale investigativa che ribadì la responsabilità nazista della strage. Churchill e Roosevelt sicuramente non credettero affatto a questa versione dei fatti, ma non fecero niente per appurare la verità poiché non volevano incrinare l’alleanza con Stalin in una fase cruciale della guerra. Nel periodo della Guerra Fredda la questione fu ulteriormente dissimulata con grande maestria: l’URSS era pur sempre una delle potenze vincitrici e un membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, non si cercò di portare alla luce l’eccidio di Katyn per non aggravare la già difficile tensione politica tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Nella Polonia comunista l’argomento era considerato un vero e proprio tabù fino a quando nel 1990 Gorbaciov ammise per la prima volta la responsabilità di Stalin, della NKVD e della Russia sovietica. Ulteriori prove e rivelazioni vennero alla luce  durante la presidenza di Eltsin e Putin, ma molti dettagli restano ancora oscuri e rimangono blindati negli archivi segreti russi. La diatriba russo-polacca consiste anche sul riconoscimento da parte russa di considerare katyn un vero e proprio genocidio e un crimine contro l’umanità. La recente visita ufficiale dei premiers Putin e Tusk in occasione della prima commemorazione comune di Katyn e il fatto che per la prima volta un leader russo si sia recato sul luogo dell’eccidio fanno sperare per il futuro in un riavvicinamento dei due paesi su tale questione. Ma la commemorazione del 70° anniversario delle vittime di Katyn è purtroppo caratterizzata da un triste evento: proprio oggi è pervenuta la notizia che l’aereo con a bordo il presidente polacco Lech Kaczynski, la delegazione politica al seguito e alcuni parenti degli ufficiali trucidati a Katyn si è schiantato nei pressi di Smolensk durante la fase di atterraggio e sembra che non ci siano superstiti.

Tra le emissioni passate che hanno come soggetto l’eccidio di Katyn, l’esemplare del 1990 ricorda il 50° anniversario e rappresenta uno dei primi atti della nuova Polonia post-comunista contro il muro di silenzio che aveva caratterizzato il lungo periodo precedente. Importante è anche il valore del 1991 dedicato alla commemorazione di tutte le vittime dello stalinismo.  Per un maggior approfondimento storico della vicenda, consiglio la visione del bellissimo film “Katyn” del regista polacco Andrzej Wajda.

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