I FALSI PROPAGANDISTICI TEDESCHI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

Qualche tempo fa la televisione pubblica italiana ha incredibilmente e sorprendentemente trasmesso un bellissimo lungometraggio premiato con l’oscar come il miglior film straniero nel 2008, si tratta de Il falsario del regista austriaco Stefan Ruzowitzky e con la straordinaria interpretazione dell’ attore Karl Markovics nel ruolo di un noto falsario di religione ebraica la cui abilità nella contraffazione fu sfruttata dalle autorità naziste nel vano tentativo di arrecare danno all’economia monetaria e finanziaria dei paesi nemici durante la seconda guerra mondiale. Il film è tratto dal famoso romanzo autobiografico “L’ officina del diavolo” di Adolf Burger, un tipografo che realmente partecipò alla cosiddetta Operazione Bernhard (dal nome dell’ufficiale delle SS Bernhard Kruger responsabile del piano) iniziata nel 1942 nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino dove un gruppo di deportati ebrei fu impiegato dalle SS per falsificare le banconote in sterline e in dollari allo scopo di immettere un grosso quantitativo di valuta contraffatta per causare una spinta inflazionistica galoppante in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Non mi dilungherò a ripercorrere la trama invitando tutti a leggere il libro e a guardare il film per rendersi conto che il piano nazista non ebbe il successo sperato, piuttosto vorrei sottolineare il fatto che soprattutto il film pone l’accento sul tema della falsificazione della moneta ed in effetti era l’obiettivo primario da raggiungere per ottenere dei risultati nefasti sull’economia alleata. Ma occorre considerare che l’officina di Sachsenhausen si impegnò anche nella produzione di valori postali falsi di parodia propagandistica. La diffusione del francobollo falso propagandistico prodotto dai britannici che presentava l’immagine di Himmler al posto di Hitler come capo supremo del Reich tedesco irritò notevolmente i nazisti per cui nel 1944 fu programmata l’Operazione Filigrana che prevedeva la realizzazione di francobolli di parodia utilizzando un tipo di carta filigranata con perforazione 11 ½ e senza gommatura e attribuendo la loro produzione alla Svezia neutrale per avvalorare maggiormente il messaggio propagandistico implicito nei valori.

Il francobollo britannico verde scuro del 1935 con valore facciale da ½ penny celebra il giubileo d’argento di Re Giorgio V e fu utilizzato dai nazisti come soggetto del cosiddetto jubilee parody stamp: stampa in fogli di 120 (10 x 12); la dicitura this war is a jewsh war al posto di silver jubilee half penny (da notare l’errore nella parola jewish); le date di guerra 1939 1944 al posto di quelle giubilari 1910 1935; la presenza dei simboli dell’ebraismo (la stella di David) e del comunismo (la falce e il martello) a simboleggiare la guerra voluta dai bolscevichi sovietici e dai giudei di tutto il mondo; infine l’effigie di Stalin al posto del monarca. E’ chiaro in questo esemplare l’intento tipico della guerra psicologica nazista di voler minare gli equilibri dell’alleanza tra i sovietici e gli anglo-americani, oltre alla proverbiale inclinazione antisemita che vedeva il giudaismo come la principale minaccia dei popoli “ariani”.

Il francobollo bruno lillaceo del 1937 di 1 ½d appartenente alla serie dedicata all’incoronazione di Re Giorgio VI fu anch’esso preso in considerazione dai nazisti per realizzare il coronation parody stamp che aveva sempre una finalità destabilizzatrice atta a minare la “innaturale” alleanza tra britannici e bolscevichi: la dicitura sssr britannia al posto di postage revenue; nella parte destra della corona reale è presente la falce e martello, mentre la sigla stilizzata ger è sostituita da sssr; anche in questo caso sono presenti la stella di David e la falce e martello inglobati nella stella sovietica; la data dell’incoronazione 12 may 1937 è sostituita da Teheran 28.11.1943 riferendosi alla conferenza che sancì il rafforzamento dell’alleanza tra Stalin, Roosevelt e Churchill; infine l’immagine della consorte Regina Elisabetta è sostituita da quella di Stalin.

La serie definitiva del 1937 con l’effigie di Giorgio VI profilo a sinistra fu oggetto di diversi modi di falsificazione propagandistica (definitives parodies): 6 valori stampati su fogli di 192; la stella di David è presente sulla corona al posto della croce e nel fiore all’angolo superiore destro, mentre la falce e martello appare accanto al valore facciale e nel fiore all’angolo superiore sinistro. I definitivi furono anche soprastampati con differenti slogan: la soprastampa murder ruin tra due bombe con il nome di luoghi simboloci si riferiscono ai massicci bombardamenti alleati che avevano provocato morte e distruzione; le soprastampe politiche world-bolshevism/judaism/slavery con i consueti simboli della Russia comunista e dell’ebraismo internazionale; la soprastampa empire’s liquidation tra due croci e il riferimento alla Conferenza di Teheran o liquidation of empire con il nome del dominion britannico in una cornice rettangolare, entrambi stanno a significare l’imminente eliminazione dell’Impero coloniale britannico come effetto dell’alleanza con il blocco giudaico-bolscevico; infine la soprastampa invasion con la sigla AAA O e vari slogan.

I francobolli sopra citati furono spesso usati con l’annullamento London AAA O -6 jun 44 special stamp in riferimento allo sbarco alleato avvenuto sulle coste della Normandia. Furono realizzati anche i foglietti con testo bilingue in inglese e in russo (francobollo speciale in memoria del primo giorno d’invasione) e gli esemplari propagandistici spesso con annullo AAA O.

In conclusione questi falsi propagandistici ebbero tutti come scopo primario quello di addossare la responsabilità della guerra ai bolscevichi e agli ebrei e gettare discredito nei confronti dei sovietici e del complotto giudaico di conquistare il potere politico ed economico nel mondo. Occorre ricordare il contesto storico che ruotava intorno alla produzione dei francobolli di Sachsenhausen in quanto nel 1944 la situazione bellica per la Germania era ormai compromessa con lo sbarco alleato in Normandia, l’avanzata russa da est, il progressivo indebolimento militare tedesco per la scarsità di risorse primarie e i frequenti bombardamenti a tappeto sulle città, sulle vie di comunicazione principali e sugli impianti industriali strategici. In questa situazione, nonostante i poco credibili proclami di Hitler su un’arma segreta decisiva per rovesciare le sorti della guerra, la classe dirigente nazista tentò di convincere gli angloamericani della pericolosità di vincere una guerra a fianco di alleati scomodi che si sarebbero rivoltati contro in un secondo momento e probabilmente alcuni alti papaveri dell’establishment nazista auspicavano una pace preventiva con gli alleati occidentali per fermare l’inesorabile invasione sovietica. Questa strategia fu attuata anche attraverso la diffusione dei francobolli propagandistici, ma come è noto le autorità politiche e militari alleate rifiutarono sempre ogni tipo di trattativa ponendo come unica possibilità la resa incondizionata della Germania. Questo atteggiamento cambiò solo alla fine della seconda guerra mondiale che decretò in pratica l’inizio della guerra fredda.

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