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Archive for giugno, 2011

LE EMISSIONI DELLE GUERRE JUGOSLAVE: CROAZIA, KRAJINA E HERGEG-BOSNA

I delegati croati, insieme a quelli sloveni, furono coloro che abbandonarono il 14° ed ultimo congresso della Lega dei Comunisti di Jugoslavia nel gennaio 1990 in aperta contrapposizione nei confronti dei nazionalisti serbi comunisti di Milosevic, a marzo fu eletto presidente il nazionalista anticomunista Franjo Tudjman che portò la Croazia fuori dalla Federazione Jugoslava il 25 giugno 1991 e in seguito fu dichiarata ufficialmente l’indipendenza del paese l’8 ottobre 1991. Di fronte all’evolversi della situazione politica croata, i serbi della Krajna e della Slavonia non accettarono di essere inclusi in uno stato indipendente guidato da una classe dirigente croata per cui nell’agosto 1991 optarono per la secessione proclamando la Repubblica serba di Krajina ai confini con la Bosnia. Si arrivò inevitabilmente a una lunga guerra civile che durò dal 1991 al 1995 con duri combattimenti, eccidi, massacri, operazioni di pulizia etnica ed esecuzioni sommarie che colpirono soprattutto la popolazione civile. Nel 1992 la guerra si spostò nella Bosnia-Erzegovina dove erano presenti le enclavi croate che combatterono per un certo periodo contro i bosgnacchi musulmani (1992-94) e soprattutto contro i nemici storici serbi della Federazione Jugoslava e della Repubblica di Srpska. Nel 1993 fu proclamata la Repubblica croata dell’Hergeg-Bosna, ma gli accordi di Washington nel 1994 posero fine al conflitto croato-bosniaco con la creazione della Federazione di Bosnia-Erzegovina che prevedeva un sistema cantonale e la convivenza pacifica tra croati e musulmani. Continuava invece la guerra contro i serbi e nel 1995 le operazioni lampo e tempesta comportarono un successo croato contro le milizie serbe e la conseguente dissoluzione della Repubblica di Krajina.

Gli scontri bellici tra croati e serbi iniziarono nella primavera del 1991, l’indipendenza croata fu proclamata l’8 ottobre, il 9 settembre 1991 iniziò l’emissione dei valori postali con il primo francobollo definitivo di 1 dinaro ovvero l’esemplare di posta aerea che inaugura i tragitti postali aerei tra le città della nuova Repubblica della Croazia. In questo caso si tratta del percorso Zagabria-Dubrovnik e il valore mostra la cattedrale della capitale e una veduta aerea della città dalmata. Il primo francobollo commemorativo fu emesso il 10 dicembre 1991 per celebrare la dichiarazione d’indipendenza avvenuta due mesi prima e questo esemplare mostra un libro con le pagine a scacchiera che richiamano la bandiera e l’identità nazionale croata. La rivendicazione del proprio orgoglio nazionale e l’affermazione della legittimità del nuovo status politico furono ulteriormente ribaditi con il francobollo del 15 gennaio 1992 che presenta lo stemma ufficiale della Croazia. C’è in effetti una evidente volontà di essere riconosciuti e accettati dalla comunità internazionale, cosa che avvenne proprio il 15 gennaio 1992 da parte della Comunità Europea e il 22 maggio 1992 dall’Onu come testimonia il valore del 1993 che celebra l’anniversario dell’ingresso nelle Nazioni Unite. Nel 1992 fu emessa la serie dedicata ai grandi personaggi storici croati e sembra chiaro l’intento di compattare le varie comunità croate dell’ex-Jugoslavia per difendere l’indipendenza dall’aggressione serba. Vengono presi come esempi il bano Josip Jelacic, protagonista delle campagne militari nel biennio rivoluzionario 1848-49, il padre della patria Ante Starcevic e il politico indipendentista e martire Stjepan Radic. Tra il 1992 e il 1993 ebbe inizio l’emissione dei francobolli inclusi nella serie celebrativa delle città croate e tra queste risaltano all’attenzione le località protagoniste dei combattimenti in corso: Vukovar, città della Slavonia, oggetto di un pesante assedio e bombardamento serbo nel 1991; Dubrovnik, la splendida città dalmata, e Karlovac oggetto anch’esse di un lungo bombardamento; infine Knin, la città che fu proclamata capitale della Repubblica serba di Krajina e che i croati rivendicavano come propria poiché la consideravano l’antica città reale capitale del regno medievale croato. Il 10 settembre 1994 fu emesso il valore che celebra la visita di Papa Giovanni Paolo II a Zagabria, un evento importante per il popolo croato da un punto di vista religioso e politico: il Vaticano fu il primo stato a riconoscere l’indipendenza della cattolica Croazia, ma la visita di Papa Wojtila fu anche l’occasione per incoraggiare un processo di pace e la fine delle ostilità nella ex-Jugoslavia.

Il francobollo del 30 maggio 1995 ricorda il quinto anniversario della prima seduta del parlamento croato eletto dopo le libere elezioni e l’elezione di Tudjman come il primo presidente della Repubblica di Croazia. Il 30 maggio si festeggia infatti il giorno dell’indipendenza croata e l’emissione di questo esemplare assume un valore significativo in un periodo cruciale della guerra. Il francobollo del 16 agosto 1995 festeggia la liberazione della città di Knin da parte delle truppe croate durante l’operazione Tempesta: questo evento pose fine alla Krajina serba e gettò le basi di un dialogo per arrivare all’epilogo di questa lunga guerra combattuta tra croati e serbi. Il 16 dicembre 1995 fu emessa la serie di 6 valori dedicati alla liberazione di altre città durante le operazioni militari croate come Obrovac e Glina. Dopo gli accordi di Dayton e la fine della guerra, il 28 maggio 1996 fu emesso il francobollo del quinto anniversario della nascita della Guardia Nazionale Croata, l’esercito indipendentista voluto da Tudjman il 12 aprile 1991 la cui prima brigada fu costituita a Zagabria il 28 maggio. Da allora in poi la Guardia avrà un ruolo attivo e in primo piano nei teatri di guerra dell’ex-Jugoslavia.

Il 1° aprile 1991 la maggioranza serba della Slavonia e della Krajina si staccò dalla croazia dando vita alla Repubblica serba di Krajina con Knin come capitale e Milan Babic come primo presidente. La nuova repubblica non fu riconosciuta dalla comunità internazionale e subito i territori della Krajina-Slavonia furono oggetto di feroci combattimenti e violenze inaudite da parte delle milizie croate, serbe, cetniche e paramilitari. Tra i personaggi politici che si distinsero durante la guerra occorre ricordare Goran Hadzic, presidente della piccola repubblica nel 1992-94 e imputato per crimini di guerra contro l’umanità. La Repubblica di Krajina fu smantellata con le operazioni Lampo e Tempesta guidate dal generale croato Gotovina nell’estate del 1995, subito si scatenarono le rappresaglie croate che costrinsero i civili serbi ad un esodo verso la Serbia. Ai serbi di Croazia rimaneva la parte più orientale della Slavonia con Vukovar denominata Sremsko Baranjska Oblast che dopo gli accordi di Dayton fu posta sotto la supervisione delle Nazioni Unite per promuovere il processo di pacificazione. Alla fine anche questo territorio fu restituito pacificamente alla Croazia il 15 gennaio 1998.

Le emissioni postali della Repubblica di Krajina iniziarono il 24 marzo 1993 con una serie di 5 valori definitivi e con un soggetto significativo in particolare, lo stemma della nuova repubblica rappresentato dall’aquila bicipite serba con la corona reale e lo scudo crociato con iscritte le quattro S cirilliche. In quest’ultima emissione e in quella del 26 maggio 1993 abbiamo due valori dedicati alle città più importanti della regione (Vukovar e Knin). Dopo la guerra importanti furono il valore del 16 dicembre 1996 dedicato al noto geofisico e climatologo serbo di Croazia Milutin Milankovic e l’ultima emissione del 29 maggio 1997 relativa alla mostra filatelica mondiale di San Francisco.

Di fronte agli accadimenti bellici in Croazia, nel 1991 i croati della Bosnia-Erzegovina si organizzarono con il leader Mate Boban per creare un’area territoriale autonoma intorno a Mostar e prepararsi a fronteggiare un’eventuale offensiva serba in questa regione. Dopo che la Bosnia-Erzegovina di Izetbegovic optò per la secessione e l’indipendenza, nell’aprile 1992 l’esercito federale jugoslavo e i serbi-bosniaci si mobilitarono per aprire un nuovo fronte della guerra civile. Inizialmente croati e bosgnacchi musulmani erano alleati contro le unità militari serbe, in seguito scoppiarono le ostilità tra le prime due comunità e il 28 agosto 1993 fu proclamata ufficialmente la Repubblica croata dell’Hergeg-Bosna che non fu riconosciuta dalla comunità internazionale. Nel 1994 gli accordi di Washington attuarono la definitiva pacificazione tra le due etnie e i territori croati furono uniti a quelli controllati dai bosgnacchi nella cosiddetta Federazione di Bosnia-Erzegovina fondata su una struttura amministrativa cantonale. Anche in questo conflitto non mancarono gli eccidi, i massacri, la violenza gratuita, eventi che hanno purtroppo caratterizzato i molteplici aspetti delle varie guerre jugoslave.

Le emissioni nell’Hergeg-Bosna iniziarono nel 1993 e più precisamente il 12 maggio con l’esemplare dedicato alla Madonna di Medjugorje e alla chiesa parrocchiale di S. Giacomo situata nel piccolo villaggio dell’Erzegovina croata. La scelta di questo soggetto intende porre in risalto la cattolicità del popolo croato che in quel momento era contrapposto ai serbi ortodossi e ai bosniaci musulmani, si vuole propagandare un luogo di culto dall’alto valore simbolico che tuttavia non fu immune al conflitto interetnico e religioso. Il 15 maggio 1993 fu emesso il francobollo che raffigura il ponte di Mostar: la città era considerata la capitale nominale dell’Hergeg-Bosna, fu assediata e bombardata dai serbi nel 1992, poi contesa da croati e bosgnacchi nel 1993 con duri combattimenti. Il famoso ponte di pietra (stari most) del XVI sec. costruito dai turchi e simbolo della città fu distrutto dai croati il 9 novembre 1993. Lo stari most fu poi ricostruito e riaperto nel 2004. Nonostante l’odio dei croati-bosniaci verso questo simbolo della cultura musulmana, il francobollo comunque rappresenta la città di Mostar con il vecchio ponte che al momento dell’emissione era ancora integro sebbene danneggiato dai precedenti combattimenti. Significativo è anche il valore del 10 febbraio 1994 che presenta lo stemma della repubblica croata della Bosnia-Erzegovina in memoria della dichiarazione d’indipendenza del 28 agosto 1993. Come abbiamo visto, circa un mese dopo gli accordi di Washington posero fine a questa breve esperienza politica imponendo l’unione e la pacificazione tra croati e musulmani nella Federazione di Bosnia-Erzegovina.

LE EMISSIONI DELLE GUERRE JUGOSLAVE: SLOVENIA E MACEDONIA

All’estremo nord e all’estremo sud della Jugoslavia la situazione politica non comportò gravi ripercussioni dal punto di vista del coinvolgimento nella guerra civile.

Nel 1990 la Slovenia pose le basi per rendersi completamente indipendente dal resto della Jugoslavia con le elezioni democratiche e un referendum popolare. Il 25 giugno 1991 il presidente Milan Kucan proclamò ufficialmente a Lubiana l’indipendenza del paese, seguì l’intervento armato dell’esercito federale nella cosiddetta guerra dei 10 giorni, la prima scoppiata in Europa dopo la seconda guerra mondiale: la guerra fu breve proprio perchè la Slovenia dimostrò una compattezza vincente considerando l’esigua presenza di minoranze etniche in questo paese a differenza delle altre repubbliche jugoslave, i combattimenti furono favorevoli per i reparti della difesa territoriale slovena costringendo alla ritirata le truppe della JNA che furono frettolosamente richiamate da Belgrado per preparare la guerra assai più impegnativa contro i croati. Gli accordi firmati sull’isola croata di Brioni sancirono la definitiva indipendenza della Slovenia che riuscì a non farsi coinvolgere nelle successive e più sanguinose guerre in Croazia e Bosnia, conseguentemente ci fu il riconoscimento della Comunità Europea e l’ingresso nell’ONU nel 1992. Attualmente la Slovenia è l’unico paese dell’ex-Jugoslavia ad essere membro dell’Unione Europea nell’area euro.

Il primo francobollo della nuova Slovenia fu emesso il 26 giugno 1991, un esemplare di 5 dinari che presenta il parlamento di Lubiana dove fu decretata l’indipendenza, mentre i francobolli jugoslavi continuarono a rimanere validi fino al 25 aprile 1992. Il 26 dicembre 1991 la recente conquista dell’indipendenza fu coronata con l’emissione di 4 valori recanti l’emblema nazionale della Repubblica Slovena. Queste due tipologie di francobolli hanno fondamentalmente lo scopo di sancire e legittimare il nuovo status politico che la Slovenia aveva conquistato dopo un brevissimo conflitto.

Di fronte agli accadimenti che portarono alla proclamazione dell’indipendenza della Slovenia e della Croazia, anche la Repubblica Socialista della Macedonia si separò dalla Federazione Jugoslava l’8 settembre 1991 autoproclamandosi Repubblica di Macedonia con il presidente Kiro Gligorov . Fu una svolta importante e pacifica che non comportò conseguenze belliche in quanto la classe dirigente serbo-montenegrina non riteneva la Macedonia una pedina essenziale nel quadro geopolitico della penisola balcanica e si ritenne prioritaria la tutela degli interessi delle minoranze serbe localizzate in Croazia, Bosnia e Kosovo. Piuttosto la Macedonia fu coinvolta indirettamente nella guerra del Kosovo quando nel 1999 migliaia di profughi kosovari albanesi si rifugiarono nel territorio macedone creando una situazione difficile nei rapporti tra maggioranza slava e minoranza albanese. Nel 2001 gli albanesi macedoni, supportati dai kosovari, presero le armi nella zona di confine con il kosovo per rivendicare i diritti e l’autonomia della minoranza albanese, ma grazie alla mediazione della NATO e dell’Unione Europea si arrivò a un accordo tra il governo di Skopje e la guerriglia albanese che cessò il fuoco avviando il processo di pacificazione.

Il 25 dicembre 1991, per celebrare il recente referendum per l’indipendenza dell’8 settembre, fu emesso il primo francobollo del nuovo stato che presenta i tradizionali musicisti e gli strumenti musicali tipici della regione. Questo francobollo supplementare fu affiancato ai valori regolari jugoslavi che furono per un certo periodo ritenuti ancora in corso di validità. In seguito, l’8 settembre 1992, fu emesso il primo francobollo definitivo per ricordare il primo anniversario del referendum indipendentista con un soggetto rappresentato da un antico bassorilievo dell’arte macedone.

Il 15 marzo 1993 abbiamo tre valori caratteristici che mostrano la prima bandiera che fu adottata dalla Macedonia indipendente nel 1992-95, il sole giallo-oro a 16 raggi su campo rosso. Questa bandiera insieme alla denominazione del nuovo stato furono duramente contestati dalla Grecia a causa dell’affinità con l’omonima regione confinante greca, in seguito questi valori furono ritirati il 6 ottobre 1995 per il cambio della bandiera e la normalizzazione dei rapporti diplomatici tra Macedonia e Grecia. Nell’anno difficile di scontri armati con la guerriglia albanese, l’amministrazione postale macedone mise in vendita l’8 settembre 2001 il francobollo che celebra il decimo anniversario dell’indipendenza.

LE EMISSIONI DELLE GUERRE JUGOSLAVE: LA DISSOLUZIONE

La recente cattura in Serbia dell’ex comandante militare delle truppe serbo-bosniache Ratko Mladic, accusato di aver commesso crimini di guerra contro l’umanità, pone in primo piano il ricordo dei terribili anni di guerra nei territori dell’ex-Jugoslavia. Gli eventi bellici e politici di quegli anni sono ancor oggi vivi, le ferite fisiche e morali di chi è sopravvissuto alla guerra non sono ancora rimarginate nonostante siano passati più di 15 anni dalla fine delle ostilità, il rancore e l’odio tra le varie etnie conviventi nella penisola balcanica sono solo apparentemente sopiti ma pronti ad esplodere in caso di un allentamento della vigilanza delle forze NATO ancora presenti in Bosnia e nel Kosovo. E’ interessante esaminare le dinamiche di questa guerra tenendo conto delle emissioni filateliche che molti paesi dell’ex-Jugoslavia si ostinarono a mantenere in un clima di apparente normalità soprattutto per esaltare il nazionalismo imperante di quei tempi e per affermare l’indipendenza di nuove realtà nazionali e consolidare al tempo stesso il diritto di avanzare rivendicazioni territoriali nelle aree contese.

La morte di Josip Broz Tito nel 1980 e la caduta del muro di Berlino nel 1989 avevano irrimediabilmente compromesso la solidità della Repubblica Federale Socialista Jugoslava, venne meno il fattore aggregante rappresentato dall’ideologia socialista e dalla forte personalità di un leader come Tito che avevano unito tutti i popoli slavi in una convivenza pacifica forzata e poco sincera. Due personaggi occorre ricordare durante la fase prebellica che caratterizzò gli ultimi anni della Jugoslavia socialista nata a seguito della vittoria sul nazifascismo nella seconda guerra mondiale: Slobodan Milosevic, dal 1987 presidente della Repubblica Socialista Serba, un nazionalista serbo che si preoccupò subito di limitare l’autonomia delle province della Vojvodina e del Kosovo; l’economista croato-bosniaco Ante Markovic, ultimo primo ministro della Federazione che dal febbraio 1989 ebbe il compito di superare i nazionalismi emergenti e di attuare una politica economica per far uscire la Jugoslavia dalla profonda crisi di quei tempi. La situazione precipitò in pochi mesi: l’ultimo congresso comunista del 1990 comportò una spaccatura insanabile tra croati, sloveni e serbi, seguì nel corso del 1991 la proclamazione formale dell’indipendenza della Slovenia, della Croazia e della Macedonia, infine anche la Bosnia-Erzegovina proclamò la propria indipendenza nell’aprile 1992. Di fronte alla dissoluzione della Jugoslavia titoista, la Serbia di Milosevic e il Montenegro del leader filo-serbo Bulatovic si unirono il 27 aprile 1992 nella nuova Repubblica Federale di Jugoslavia ponendo fine alla federazione socialista nata nel 1943 (che di fatto non esisteva più già da dicembre 1991). Tutto questo avvenne quando le guerre jugoslave erano già in corso dal 1991 prima in Slovenia e poi in Croazia.

Le emissioni più significative della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia nella fase finale della sua esistenza: l’ultima rappresentazione del Maresciallo Tito su un francobollo jugoslavo di regime, si tratta dell’esemplare emesso il 25 maggio 1990 per celebrare il 98° anniversario della nascita del celebre comandante della resistenza jugoslava, il soggetto presenta il busto del dittatore tratto da una statua bronzea dell’artista Augustincic che si trova nella città natale di Kumrovec in Croazia.

L’ emissione del 6 maggio 1991 dell’Europa CEPT, 2 valori dedicati all’utilizzo dei satelliti orbitanti nello spazio. La profonda crisi economica e politica del paese non traspare da un punto di vista filatelico, anzi si cerca di inquadrare maggiormente la Jugoslavia socialista post-titoista nell’ambito dell’Europa comunitaria e democratica secondo i piani programmatici del primo ministro Markovic nel vano tentativo di superare gli antagonismi nazionalisti.

Importante l’esemplare del 31 ottobre 1991 che ci fa capire tra le righe il mutamento dello scenario politico. Il valore celebra come ogni anno la giornata del francobollo, ma il soggetto ha un impronta velatamente nazionalista: si può notare il primo francobollo serbo (e non jugoslavo cioè di tutti gli slavi) emesso il 13 maggio 1866 nel Principato di Serbia, si tratta più precisamente del francobollo per giornali di 1 para verde con lo stemma principesco della dinastia Obrenovic. In risalto anche la statua equestre del principe Mihailo Obrenovic III che si trova a Belgrado.

Infine abbiamo i 4 valori emessi il 12 dicembre 1991 dedicati all’arte sacra della cultura e della tradizione serbo-montenegrina e cristiano-ortodossa e anche in questo caso si può cogliere una scelta mirata a sottolineare l’importanza del patrimonio culturale dei popoli che ancora facevano parte della federazione jugoslava.

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