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Archive for aprile, 2011

I FRANCOBOLLI DEI REPARTI MILITARI DELL’AZAD HIND

I francobolli dell’Armata Nazionale Indiana furono prodotti nella Germania nazista a scopo propagandistico per sovvenzionare i reparti militari indiani schierati a fianco dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Per capire le motivazioni che portarono un numero cospicuo di soldati indiani a combattere nel cuore dell’Europa per la causa nazista occorre considerare l’importanza storica di un noto rivoluzionario indiano di nome “Netaji” Subhash Chandra Bose. Bose era uno dei più importanti leader del Movimento Indipendentista Indiano fautore di una strategia offensiva e armata contro il dominio coloniale britannico in contrapposizione alla politica della non violenza del Mahatma Gandhi. Egli auspicava la completa ed immediata indipendenza dell’India e per questo suo pensiero fu più volte imprigionato dalle autorità inglesi. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Bose considerò questo evento come una preziosa opportunità per indebolire l’impero coloniale britannico nel sub-continente indiano e per questo non esitò ad appoggiare la politica bellica nazista in Europa e giapponese in Asia. Nel 1943 promosse la formazione di una forza militare indiana, l’Azad Hind Fauj o Armata Nazionale Indiana, composta da ex-prigionieri di guerra e agguerriti nazionalisti indiani reclutati per combattere gli inglesi nel Sud-Est asiatico. Già nel 1941 Bose riuscì a convincere Hitler della necessità di appoggiare la causa di un’India indipendente e conseguentemente fu autorizzato a creare una formazione militare combattente denominata Legione SS India Libera ovvero un reggimento di fanteria delle Waffen SS costituito da volontari nazionalisti, ex-prigionieri di guerra, disertori delle truppe coloniali britanniche da impegnare sul fronte occidentale europeo unicamente contro i nemici inglesi. Il reggimento era formato da tre battaglioni comandati da ufficiali tedeschi e fu utilizzato soprattutto in Francia e Olanda per contrastare l’avanzata delle truppe alleate e in Italia contro le divisioni inglesi e polacche e nella lotta antipartigiana del 1944. Proprio nel 1942 in Italia il governo fascista aveva costituito per il fronte in Africa Settentrionale il Battaglione Azad Hindoustan grazie all’iniziativa di un altro nazionalista di origine pakistana attivo a Roma Shedai, ma questo progetto non ebbe seguito e il reparto fu smantellato dopo pochi mesi con la sconfitta dell’Asse ad El Alamein. Con il crollo del Terzo Reich, anche i legionari indiani dell’Azad Hind furono catturati durante il vano tentativo di raggiungere la neutrale Svizzera, molti furono sommariamente giustiziati, altri consegnati agli inglesi e riportati in India per essere processati con l’accusa di alto tradimento.

Come riportato all’inizio dell’articolo, i francobolli dell’Azad Hind non ebbero un effettivo uso postale, piuttosto furono realizzati per propagandare e sovvenzionare attraverso un sovrapprezzo di contribuzione i reparti della legione indiana. Questi francobolli furono stampati in fogli di 100 nel 1943 presso lo stabilimento statale Reichsdruckerei di Berlino, 10 valori con dentellatura 10×12 o non dentellati, in differenti colori e una tiratura stimata di circa 20 milioni di esemplari che non furono mai emessi a causa degli eventi bellici non proprio favorevoli per le forze militari dell’Asse.

I 21 francobolli sono caratterizzati da sei soggetti differenti che sono opera dei noti bozzettisti Werner e Maria von Axster-Heudtlass la cui sigla Ax-Heu è riportata su ogni valore: il valore da 1+1 anna mostra un legionario sikh con il tipico turbante e il mitragliatore in dotazione dei reparti Waffen SS; i valori ½, 1, 2+2 anna presentano un aratro in primo piano e nello sfondo un contadino mentre lavora in un campo; i valori da 2 ½ e 2 ½+2 ½ mostrano una donna mentre sta filando un tessuto con il tipico arcolaio indiano o charkha che era il simbolo della bandiera del Governo Provvisorio dell’India Libera di Bose che aveva sede nella città di Singapore occupata dai giapponesi; nel valore da 3+3 anna un infermiera presta le cure a un soldato ferito; i valori da 8+12 anna e 12 anna+1 rupia presentano una catena spezzata sulla carta geografica dell’India; infine il valore più alto da 1+2 rupie mostra tre soldati di differenti etnie con la bandiera dell’Azad Hind (tiratura di 13.500 esemplari). Di questi francobolli non emessi sono noti diversi falsi dell’immediato dopoguerra, molti dei quali risultano facilmente riconoscibili.

Nonostante il chiaro collaborazionismo politico e militare con le potenze dell’Asse, l’Armata Nazionale Indiana e il movimento politico di Bose ebbero un’adeguata e positiva considerazione nell’India post-coloniale, democratica e indipendente e questo aspetto ebbe un chiaro riscontro anche dal punto di vista filatelico. Il primo atto postale della nuova India affrancata si concretizzò con un timbro postale in data 15 agosto 1947, il giorno dell’indipendenza: il timbro postale celebrativo Jai Hind si riferisce al canto di guerra o all’inno di battaglia che i soldati dell’Azad Hind proferivano duranti i combattimenti, un motto che era diventato il simbolo della lotta armata contro il giogo coloniale britannico. Questo bollo bilingue fu utilizzato fino al 1955 soprattutto per l’annullamento dei valori postali coloniali dell’India Postage sovrastampati. Il primo francobollo dell’India indipendente emesso il 21 novembre 1947 presenta come soggetto la bandiera tricolore dell’Azad Hind con il motto patriottico Jai Hind (tradotto approssimativamente “lunga vita all’India” o “vittoria per l’India”) in lingua hindi e la data d’indipendenza. Questo valore da 3 ½ anna per l’affrancatura della corrispondenza destinata all’estero mostra la nuova bandiera della repubblica indiana con il simbolo religioso di Ashoka Chakra al posto dell’antico arcolaio indiano o della tigre rampante.

Osannata anche la personalità di Bose come eroe e patriota rivoluzionario: il 23 gennaio 1964 furono emessi due francobolli per ricordare l’importanza storica dell’Armata Nazionale Indiana e per celebrare il 67° anniversario della nascita del leader politico, mentre l’esemplare del 23 gennaio 1997 ricorda il centenario della nascita. I francobolli del 21 ottobre 1968 e del 31 dicembre 1993 commemorano rispettivamente il 25° e il 50° anniversario della costituzione del governo provvisorio di Singapore e della forza militare indipendentista Azad Hind .

LA GIAMAICA E LE EMISSIONI COLONIALI DELL’ETA’ VITTORIANA

La Giamaica ha un primato non di poco conto nel panorama della storia postale coloniale in quanto è stata la prima colonia britannica a istituire un proprio servizio postale sul territorio nell’ottobre 1671 grazie all’iniziativa del governatore Lynch e del direttore di posta Gabriel Martin che si era insediato nella vecchia capitale spagnola St. Jago de la Vega (Spanish Town). L’isola era stata infatti strappata agli spagnoli nel 1655. A seguito dell’insistenza del governo inglese di migliorare l’efficienza della posta giamaicana fu introdotto l’uso dei francobolli per il recapito della corrispondenza ordinaria che iniziò nel maggio 1858 con i valori del Regno Unito: gli esemplari presentano i tipici annullamenti su lettera predisposti per le varie località dell’isola caraibica (i codici identificativi delle città di destinazione espressi in annulli numerali o annulli formati da una lettera e da numeri come per esempio A01 per la capitale Kingston). Nello stesso anno furono emessi 3 valori fiscali con l’effigie della regina Vittoria e già nel 1855-57 erano stati emessi dei bolli fiscali per i diritti doganali, ma il loro uso per posta risulta piuttosto raro.

La fine della schiavitù nel 1834 e le crescenti rivendicazioni di una maggiore autonomia politica per promuovere l’autogoverno dell’isola unitamente alle rivendicazioni di natura sociale e sindacale per la concessione di maggiori diritti ai lavoratori e ai braccianti neri delle piantagioni di canna da zucchero e di caffè favorirono indirettamente una riforma postale a livello locale per cui fu istituita un’amministrazione autonoma da quella britannica con il potere di emettere francobolli propriamente giamaicani. L’incarico di produrre i nuovi valori fu affidato alla ditta londinese di De La Rue e la nuova effigie della regina Vittoria (Diadem IV large head) probabilmente fu opera del noto incisore Jean-Ferdinand Joubert de la Ferté. L’effigie è caratterizzata da un diadema formato da foglie di alloro, il profilo è volto a sinistra, i riquadri, le cornici e gli ornati sono differenti per ogni valore, il valore facciale è espresso in lettere e la dicitura jamaica postage rappresenta l’elemento distintivo fondamentale per questa serie di 5 valori emessi il 23 novembre 1860. Gli esemplari tipografici di 1d blu chiaro, 2d rosa, 4d arancio marrone, 6d violetto, 1sh giallo marrone furono stampati su fogli di 240 divisi in 4 blocchi di 60, dentellatura 14 e carta filigranata con un ananas che rappresenta il frutto tipico dell’isola. Il 3d verde risale al 1863 e presenta la stessa tipologia del valore da 1 sh. La serie giamaicana non fu immune da critiche all’epoca della sua emissione non tanto per la resa qualitativa, piuttosto per il risultato estetico in quanto l’effigie e la struttura decorativa risultavano non molto conformi ai rigidi canoni previsti per la realizzazione dei francobolli recanti l’immagine della sovrana.

Nonostante tutto, questa serie risultò longeva perchè fu riproposta nel 1870-72 con l’aggiunta dei nuovi valori complementari da ½d, 2sh e 5sh, gli ultimi due noti anche con dentellatura 12 ½, in tutto 9 esemplari con filigrana corona CC (crown colonies). Ancora nel 1883 11 francobolli con filigrana corona CA (crown agents) e nuove cromie per alcuni valori. Infine l’emissione del 1905, durante il regno di Edoardo VII, con 11 esemplari che presentano la filigrana corona CA multipla e altre gradazioni di colore. Importante è la varietà del valore da 1 sh. marrone dove nel foglio di emissione è presente un esemplare recante la S di shilling simile al simbolo del dollaro.

Nel 1889 la svolta con una nuova serie di francobolli che presentano un design differente: l’effigie della regina questa volta con la corona è più piccola ed è racchiusa in un doppio cerchio, la cifra del valore nella cornice ottagonale è ben evidente, la dicitura postage & revenue sta ad indicare il doppio uso postale e fiscale. Gli esemplari di 1d lilla, 2d verde, 2 ½ lilla e blu hanno sempre la dentellatura 14 e la filigrana corona CA.

Nel maggio 1900 fu emesso il primo francobollo figurativo della Giamaica, 1d rosso o rosso e nero (1901) con filigrana corona CC e dentellatura 14. Il soggetto raffigura le cascate di Llandovery, una località a nord dell’isola nella parrocchia civile di Saint Ann, e il francobollo fu programmato inizialmente per commemorare l’ingresso della Giamaica nell’Imperial Penny Post nel 1889, ma l’emissione avvenne troppo tardi. Tiratura superiore a 5 milioni di copie e anche per questo valore fu previsto l’uso fiscale come marca sulle ricevute.

I FRANCOBOLLI “IMPERIALI” BRASILIANI

I primi valori postali emessi in Brasile risalgono al lontano 1843, un periodo storicamente molto importante per il grande paese sudamericano che si era affrancato dal Portogallo nel 1822 con la proclamazione dell’impero brasiliano. All’epoca della prima emissione il monarca era Pedro II del ramo brasiliano della casa reale portoghese di Braganza. In precedenza, con l’abdicazione del padre Pedro I nel 1831, per nove anni l’impero fu governato dai reggenti di Rio de Janeiro, vennero meno quindi i presupposti di una politica accentratrice ed unitaria e questa instabilità favorì la spinta autonomista delle province brasiliane provocando varie rivolte indipendentiste, la guerra dei ferrapos e la ribellione della Repubblica del Rio Grande do Sul che vide come protagonista il corsaro Giuseppe Garibaldi.

Per ristabilire l’ordine e l’unità del paese, nel 1841 i gruppi aristocratici fedeli alla corona riuscirono a proclamare imperatore l’erede legittimo Pietro all’età di 15 anni. Le rivolte furono soffocate e i reggenti allontanati dal potere, si profilava quindi una nuova fase istituzionale che poneva il nuovo sovrano come il fulcro e il garante della giovane nazione brasiliana, anche se gli intrighi, l’ingerenza e le rivalità degli aristocratici di corte continuavano ad avere un ruolo di primo piano nella vita politica del paese considerando la giovane età e l’inesperienza dell’imperatore e tutto ciò favorì un’impostazione politica autoritaria e conservatrice a favore dei ricchi latifondisti. Uno dei primi atti legislativi realizzati dal nuovo governo imperiale fu la riforma postale del 1841-42 ad imitazione di quella inglese dopo gli entusiastici resoconti che il personale diplomatico brasiliano in Gran Bretagna aveva fatto al governo di Rio de Janeiro.

Nel 1843 Pedro II si unì in matrimonio con Teresa Cristina di Borbone, figlia del re delle Due Sicilie Francesco I, ed è proprio in quell’anno che abbiamo la prima emissione brasiliana: circa un mese prima dell’arrivo della consorte ed imperatrice in terra brasiliana, il 1° agosto 1843 fu messa in vendita la serie di tre valori denominati occhi di bue (olhos de boi) che rappresentano i primi francobolli dell’America Latina e la quarta emissione a livello mondiale dopo il penny black britannico, il city despatch post di New York e i due esemplari svizzeri di Zurigo. I francobolli di 30, 60, 90 reis, calcografici e non dentellati, sono piuttosto semplici nel soggetto, riportano la cifra che esprime il valore facciale senza l’indicazione dell’unità monetaria e senza l’indicazione del nome del paese emittente ad imitazione degli esemplari britannici. Stranamente non presentano l’effigie dell’imperatore probabilmente perchè la posta brasiliana voleva evitare di “deturpare” l’immagine imperiale con gli annullamenti previsti per l’uso postale o molto semplicemente non si riuscì a trovare un artista in grado di realizzare un’effigie degna a rappresentare il monarca. La caratteristica forma ovale e la struttura decorativa interna hanno conferito una singolare denominazione a questi francobolli che sarà poi ripresa anche per le emissioni successive. Le sfumature di colore vanno dal grigio al nero.

La produzione e la distribuzione nelle varie province si concentrò soprattutto nel biennio 1843-44 e l’incisione e la stampa fu opera della zecca di stato di Rio de Janeiro: i francobolli furono inizialmente stampati nello stesso foglio su carta giallastra o grigiastra (I tavola) ovvero 54 valori disposti in 3 file orizzontali di 6 per ogni valore (molto rare risultano le coppie verticali di 30 e 60 o di 60 e 90 e la striscia verticale di 3 detta “pack strip” composta da due valori di 30r e uno di 60r); in seguito furono predisposti fogli di 54 e 60 (tavole II-III-IV) per aumentare la produzione dei due valori più bassi. La tiratura piuttosto limitata (complessivamente circa tre milioni), la distruzione delle rimanenze nel 1846 e l’applicazione diffusa di questi francobolli come chiudilettera per sigillare le buste hanno reso gli occhi di bue dei francobolli molto richiesti sul mercato filatelico internazionale. I valori di 30 e 90 reis nuovi hanno una quotazione piuttosto elevata e l’unica busta affrancata con i tre valori del 22 agosto 1843 da Rio a Santos è considerata una grande rarità.

Il 30 giugno 1844 gli occhi di bue furono messi fuori corso dall’amministrazione postale brasiliana per evitare le frodi in quanto spesso i valori sulla corrispondenza non venivano annullati e quindi erano riutilizzati una seconda volta. Il 1° luglio 1844 abbiamo quindi la seconda emissione con tre valori di colore nero molto simili a quelli della prima emissione, ma con alcune differenze sostanziali: il formato rettangolare è più piccolo, la vignetta non ha più la forma di un’ellisse bensì un rettangolo dagli angoli incavati, diversa è anche la tipologia dei dettagli decorativi. I valori facciali della serie sono di 30-60-90 reis (1° luglio 1844), 180-300-600 reis (1° luglio 1845) e di 10 reis (1846); curiose sono le denominazioni anche per questi valori non dentellati che sono comunemente conosciuti come Inclinados, per la leggera inclinazione verso destra della cifra, o come occhi di serpente. Stesso metodo di stampa su carta identica a quella degli occhi di bue nel 1844, in seguito furono utilizzati altri tipi di carta più resistente. Esistono differenti tipi dei primi tre valori del 1844 che si possono riconoscere dal disegno della cifra e dai dettagli decorativi leggermente modificati, alta è la quotazione degli alti valori del 1845 soprattutto su lettera.

Nel 1846 Pedro II, ormai ventenne, prese in mano la situazione politica del proprio impero ed eliminò i cortigiani più pericolosi che contribuivano a destabilizzare il paese e a contrastare le iniziative del monarca. L’abolizione del traffico illegale degli schiavi dall’Africa nel 1850 su pressioni del governo britannico, la vittoria del 1852 contro l’Argentina del dittatore Rosas e il raggiungimento di una stabilità politica ed economica consolidò il prestigio che il Brasile e il suo imperatore godevano in tutto il continente americano.

Il 1° gennaio 1850 ci fu l’emissione dei cosiddetti occhi di capra, inizialmente 8 valori di 10-20-30-60-90-180-300-600 reis di colore nero, presentano un formato completamente rettangolare, la grande cifra al centro e la consueta struttura decorativa finemente incisa. Il 7 gennaio 1854 furono emessi i valori di 10r e 30r di colore blu, nel 1861 quelli di 280r rosso e 430r giallo per le spedizioni verso l’Europa (coloridos o occhi di gatto), infine tutti questi valori furono sottoposti privatamente a dentellatura di 13 ½ nel 1866. Ed è proprio in questo anno che abbiamo una svolta decisiva nel soggetto con la cosiddetta serie Barbanera: la grande cifra fu sostituita finalmente dall’immagine dell’imperatore Pedro II, 7 valori dentellati di produzione calcografica statunitense in differenti tipologie e colori (10-20-50-80-100-200-500 reis) che presentano l’indicazione del nome del paese emittente e dell’unità monetaria in corso. Questi valori furono emessi durante la sanguinosa guerra della triplice alleanza del 1864-70 che vedeva impegnato al fronte lo stesso Pedro II insieme agli argentini ed uruguayani contro le solide truppe del Paraguay. Sicuramente questo evento bellico influenzò l’amministrazione postale brasiliana nella decisione di emettere una nuova serie di francobolli con l’effigie del sovrano.

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