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LA RIFORMA POSTALE DEL 1862

Il 5 maggio 2012 abbiamo avuto l’emissione del foglietto dedicato alle celebrazioni del 150° anniversario della legge n. 604 sulla Riforma Postale promulgata appunto il 5 maggio 1862 ed entrata in vigore il 1° gennaio 1863. Con questa legge si pose fine ad ogni organizzazione locale regionale, uniformando le tariffe e i servizi in un’unica amministrazione postale gestita dalle Regie Poste Italiane ed istituendo uffici postali governativi in tutto il paese che era stato unificato da poco più di un anno. A seguito della riforma, il 1° gennaio 1863 fu emesso il francobollo da 15 c. azzurro tipo Sardegna di Francesco Matraire corrispondente alla nuova tariffa postale per la lettera ordinaria.

Il foglietto consiste di 9 valori autoadesivi da 60 centesimi con vignette fotografiche ad opera di Gaetano Ieluzzo che rappresentano la storia del sistema postale italiano dal 1862 fino ai giorni nostri: la sala telegrafi al Palazzo delle Poste di piazza San Silvestro a Roma nel 1885, il trasporto della corrispondenza con un dromedario in Libia durante gli anni Venti, il trasporto aereo all’aeroporto di Ciampino a Roma nel 1957, i furgoni adibiti al servizio pacchi a Napoli nel 1962, la cassetta postale su un tram nel 1965, il centro elaborazione dati di Roma nel 1980, infine un portalettere motorizzato, un moderno ufficio postale ed il polo tecnologico si riferiscono a tempi più recenti.

 Il 9 maggio 2012, in occasione della Festa dell’Europa, sono stati emessi i due francobolli dedicati alla consueta serie annuale PostEurop che ha come tema comune “Visitate…”. In questi due valori da 60 e 75 centesimi è stato scelto il tema turistico “Visitate l’Italia” e le vignette di Tiziana Trinca mostrano una donna che ammira dei magnifici paesaggi dal finestrino di un treno in viaggio. I soggetti risultano essere elementi rappresentativi delle attrazioni turistiche italiane: le colonne di un tempio antico e il capitello per quanto riguarda l’arte antica, il paesaggio collinare e marino, la silhouette di un danzatrice a simboleggiare le manifestazioni culturali e folcloristiche del nostro paese. Non molto originale il tema scelto dall’amministrazione postale italiana, sebbene sia condivisibile l’importanza di propagandare il turismo in Italia in un momento particolarmente difficile dal punto di vista economico.

 Il 10 maggio 2012 è la data di emissione del francobollo autoadesivo dedicato alla serie tematica Made in Italy relativamente all’Officina Profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella di Firenze in occasione dei 400° anniversario della sua fondazione come attività commerciale. L’antica e storica farmacia-spezieria risalente al XIII secolo oggi è prevalentemente una profumeria ed erboristeria ed è collocata in una vera e propria struttura monumentale del convento di Santa Maria Novella in Via della Scala. Molto bella la vignetta di Cristina Bruscaglia dove viene rappresentata la Sala di vendita caratterizzata dal colore verde non originale, con l’antica volta a crociera, i mobili neogotici del XIX secolo e le lunette con le personificazioni dei quattro continenti. La grande sala era in origine una cappella dedicata a San Niccolò donata dalla famiglia Acciaiuoli ai frati domenicani nel 1335. Nella sagrestia della cappella è possibile ammirare gli affreschi di Mariotto di Nardo, pittore attivo tra il XIV e il XV secolo.

EMILIA-ROMAGNA IN PRIMO PIANO: I FRANCOBOLLI DEDICATI A PASCOLI E ALL’ACETO BALSAMICO

Le emissioni italiane del mese di aprile 2012 hanno portato in primo piano quattro francobolli autoadesivi con soggetti e tematiche differenti: il 6 aprile è stato emesso il valore relativo al centenario della morte di Giovanni Pascoli, poeta illustre romagnolo che ebbe un ruolo fondamentale nel panorama del movimento letterario decadentista italiano. Semplice ed essenziale la vignetta di Rita Fantini: il profilo in primo piano tratto da una celebre foto che risulta essere lo stesso profilo del bozzetto di Savini nel francobollo del 1955 in occasione del centenario della nascita; il testo sovrapposto scritto dal poeta stesso di una strofa iniziale tratta dalla lirica probabilmente più importante “La Cavalla Storna”. Nessun riferimento alla città di Bologna dove il poeta visse a lungo come studente prima e docente universitario poi e dove morì nel 1912. Una ricorrenza commemorativa doverosa in quanto nel 2005 nessun dentello italiano è stato dedicato per ricordare il 150° anniversario della nascita, mentre l’amministrazione postale sammarinese ne ha dedicati ben quattro in quell’occasione.

L’11 aprile abbiamo due francobolli significativi: il valore che celebra il centenario dell’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa – ACRI, l’organizzazione che riunisce le società bancarie e le fondazioni di origine bancaria, si concentra su due motivi predominanti ossia un salvadanaio stilizzato simbolo dell’attività di credito degli istituti bancari e lo slogan Cent’anni di storia tra cultura e sviluppo in riferimento all’attività filantropica esercitata in vari settori e contesti socio-culturali. Il francobollo del 250° anniversario del Lunario Barbanera, il celebre almanacco di Foligno, si riferisce alla prima edizione moderna avvenuta nel 1762. Piacevole la vignetta di Anna Maria Maresca che raffigura l’astronomo e astrologo Barbanera con i suoi strumenti di lavoro, il primo Lunario stampato in foglio unico e alcuni simboli storici dell’almanacco.

Infine il valore Made in Italy emesso il 17 aprile per ricordare il 12° anniversario dell’ottenimento della Denominazione di Origine Protetta dell’aceto balsamico tradizionale di Modena. La vignetta di Maria Carmela Perrini mostra gli elementi essenziali della produzione finale di questo condimento millenario: la tipica bottiglietta destinata alla vendita e nello sfondo le caratteristiche botticelle di legno dove l’aceto viene invecchiato e portato alla giusta maturazione dopo un lungo procedimento di stagionatura e un’accurata selezione finale per rispettare le qualità organolettiche proprie di questo prodotto unico al mondo. L’annullamento speciale è presso i due centri simbolici della produzione acetaria locale ovvero Modena e Spilamberto. Attenzione a non confondere questo prodotto con l’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia DOP e l’aceto balsamico di Modena IGP.

LA LIRA ITALIANA, I VINI DOCG E LE “FRACCHIE”

Il 23 marzo 2012 è la data di emissione del foglietto relativo alla celebrazione del 150° anniversario dell’unificazione del sistema monetario italiano che decretò definitivamente il corso legale della Lira su tutto il territorio nazionale. Dopo le note vicende risorgimentali che portarono all’unità politica dell’Italia, furono attuate varie iniziative legislative per arrivare gradualmente ad una effettiva unificazione finanziaria e monetaria. Tuttavia sorge un dubbio sulla data di emissione in occasione della manifestazione di Milanofil: il 23 marzo 1862 la legge Cordova estese in tutto il regno il corso legale delle monete auree decimali secondo il loro valore nominale, ma questo decreto è storicamente considerato come uno dei tanti provvedimenti attuati per risolvere le questioni monetarie più urgenti in un paese diviso da diverse valute ancora in corso sia pur a carattere temporaneo. La data storica per eccellenza è senza dubbio il 24 agosto 1862 quando il re Vittorio Emanuele II firmò la legge n. 788 sull’unificazione monetaria proposta dal ministro bolognese Gioacchino Napoleone Pepoli: la Lira diventò quindi la moneta unica ufficiale nel Regno D’Italia. Forse sarebbe stato più opportuno emettere il foglietto il 24 agosto per evitare confusione tra le due leggi precedentemente citate.

Il foglietto si compone di tre francobolli da 60 centesimi: nel primo valore un’Italia turrita stile anni ’30 reca sulla mano la moneta d’argento da 1 Lira del 1863, nel valore centrale la prima moneta repubblicana da 1 Lira “arancia” del 1946 compone lo “0” del 150° anniversario, infine nell’ultimo esemplare la vignetta è interamente occupata dalla moneta in argento da 1 Lira del 1862 con in evidenza lo scudo sabaudo. Una curiosità: il 2012 rappresenta anche il 10° anniversario del ritiro definitivo della Lira italiana (1° marzo 2002) che fu sostituita dall’Euro già in circolazione dal 1° gennaio 2002 e in vigore sui mercati finanziari dal 1° gennaio 1999.

 Il 24 marzo 2012 è stato emesso il foglio con 15 francobolli autoadesivi da 60 centesimi dedicati al Made in Italy relativamente ai vini italiani DOCG. Il marchio “denominazione di origine controllata e garantita” indica l’origine geografica dei vini riconosciuti per il loro particolare pregio organolettico e valore storico. Quindici francobolli per quindici vini DOCG corrispondenti a quindici regioni italiane.

-Abruzzo: Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane, rosso, prodotto nella provincia di Teramo.

-Basilicata: Aglianico del Vulture Superiore, prodotto nella provincia di Potenza.

-Campania: Greco di Tufo, bianco, prodotto nella provincia di Avellino.

-Emilia-Romagna: Albana di Romagna, bianco, prodotto nel bolognese, Forlì-Cesena, Ravenna.

-Friuli-Venezia Giulia: Colli Orientali del Friuli Picolit, bianco, prodotto nella provincia di Udine.

-Lazio: Cannellino di Frascati, bianco, prodotto nella provincia di Roma.

-Lombardia: Moscato di Scanzo, passito, prodotto a Scanzorosciate (Bergamo).

-Marche: Vernaccia di Serrapetrona, spumante rosso, prodotto a Serrapetrona e nella provincia di Macerata.

-Piemonte: Barolo, rosso, prodotto nella provincia di Cuneo.

-Puglia: Primitivo di Manduria dolce naturale, rosso, prodotto nelle provincie di Brindisi e Taranto.

-Sardegna: Vermentino di Gallura, bianco, prodotto nelle province di Nuoro e Sassari.

-Sicilia: Cerasuolo di Vittoria, rosso, prodotto nelle province di Caltanissetta, Catania e Ragusa.

-Toscana: Brunello di Montalcino, rosso prodotto nella provincia di Siena.

-Umbria: Sagrantino di Montefalco, rosso, prodotto nella provincia di Perugia.

-Veneto: Conegliano Valdobbiadene, prosecco bianco, prodotto nella provincia di Treviso.

Non sono presenti le regioni di Calabria, Liguria, Molise, Trentino Alto-Adige e Valle d’Aosta semplicemente perchè non presentano ancora vini DOCG. Sarebbe curioso conoscere il criterio di scelta che ha portato questi vini a rappresentare la categoria DOCG soprattutto per quelle regioni enologicamente molto importanti dato che non sono stati considerati prodotti eccellenti come il Chianti, il Vino Nobile di Montepulciano, il Bardolino Superiore, il Barbera, l’Oltrepò Pavese, il Fiano di Avellino solo per fare alcuni nomi illustri. Valida la tipologia illustrativa dei soggetti in questione: nessun marchio o logo particolare, solo un grappolo d’uva, i vigneti e i nomi dei vini eletti a rappresentare la categoria italiana DOCG.

Il 31 marzo è stato emesso il consueto valore dedicato al folclore italiano relativo al rito del fuoco e alle Fracchie di San Marco in Lamis (FG), la processione della Madonna Addolorata e del Cristo morto che si tiene ogni anno il Venerdì Santo e che è caratterizzata dal rogo delle fracchie ossia delle grandi torce a forma conica trasportate da dei carrelli. Esaustiva la vignetta di Antonio Ciaburro dove sono raffigurati gli elementi essenziali della storica processione religiosa: la Fracchia che brucia, il campanile della chiesa della Collegiata e la statua di Maria Addolorata.

GIULIO ONESTI E LO SPORT ITALIANO

La prima emissione italiana del 2012 ha avuto luogo il 4 gennaio ed è stata dedicata alla serie tematica “Lo sport italiano” in occasione del centenario della nascita di un grande dirigente sportivo, l’ Avv. Giulio Onesti, patrocinatore della rinascita sportiva italiana durante i difficili anni del dopoguerra, presidente del C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) dal 1946 al 1978 e membro del C.I.O. (Comitato Olimpico Internazionale) dal 1964 al 1981. Sul francobollo autoadesivo stranamente non è rappresentata l’immagine dell’alto dirigente, vengono riportati soltanto il nome e gli anni di nascita e morte, al suo posto la facciata del Palazzo del C.O.N.I. situato al Foro Italico di Roma e varie figure stilizzate di atleti che eseguono le discipline olimpiche.
A prima vista il soggetto sembra più attinente alla celebrazione di un evento sportivo importante o alla ricorrenza celebrativa dell’ente sportivo in questione. Sicuramente la figura di Giulio Onesti è strettamente legata alla storia del C.O.N.I. e alla sua sede simbolicamente rappresentata nel valore proprio perchè è stato lui a salvare e a ricostruire l’ente nato nel 1914 adeguandolo ad una prospettiva moderna e democratica e non più un mero strumento propagandistico dove lo sport doveva sottostare agli interessi politici di un regime totalitarista. Ma Giulio Onesti non è stato solo IL Presidente del C.O.N.I. per ben 32 anni, sarebbe troppo riduttivo considerarlo tale, è stato il fautore del “risorgimento” sportivo italiano negli anni ’50 e ’60 del XX secolo, è stato l’ideatore dei Giochi della Gioventù nel 1968 la cui 1° edizione ebbe luogo a Roma nel giugno del 1969 in un rinnovato spirito di lealtà ed aggregazione partecipativa, egli rappresenta tutt’oggi la parte sana ed “onesta” dello sport italiano in un periodo sconquassato dalle inchieste giudiziarie sulle partite taroccate e le scommesse clandestine. Il palazzo del C.O.N.I. è stato costruito nel 1927 dall’architetto Enrico del Debbio come Accademia di Educazione Fisica durante i lavori del Foro Mussolini, è il simbolo di un’istituzione sportiva che ha avuto ed ha i suoi pregi e i suoi difetti, piuttosto ritengo che la gloria dello sport italiano sia dovuta agli atleti protagonisti nelle varie competizioni e a quei pochi dirigenti come Onesti che hanno saputo valorizzare le enormi potenzialità sportive del nostro paese. Se proprio si doveva rappresentare un luogo-simbolo forse sarebbe stato più appropriato il Centro Sportivo “Giulio Onesti” nel quartiere Parioli di Roma, voluto strenuamente dal dirigente piemontese nel 1954 e a lui intitolato nel 1982, una struttura del C.O.N.I. di eccellenza che racchiude vari impianti per numerose discipline sportive olimpiche e un laboratorio antidoping.                                                                                                           

Da un punto di vista estetico, il francobollo merita un particolare elogio per il design e il bozzetto magistralmente eseguito dal bravo Angelo Merenda soprattutto per la combinazione cromatica e la stilizzazione degli atleti olimpici. L’annullo speciale primo giorno riprende il disegno del francobollo e la città di emissione è Roma, luogo dove si è svolta l’intera carriera dirigenziale di Onesti e dove è scomparso nel 1981. Essendo il centenario della nascita sarebbe stato opportuno e spero che sia stato fatto un annullo speciale figurato per la città natale di Incisa Scapaccino (AT).

LA GUERRA D’ALGERIA

Nell’ambito delle guerre coloniali francesi del secondo dopoguerra gli accadimenti che si sono susseguiti in Algeria tra gli anni ’50 e gli anni ’60 del XX° secolo assumono un’importanza rilevante per poter comprendere il processo storico di decolonizzazione globale di quel periodo. Dopo la batosta incassata dai francesi in Indocina che culminò con la battaglia di Dien Bien Phu nel 1954, in Algeria si stava ormai consolidando un movimento indipendentista che aveva come obiettivo primario l’affrancamento dal giogo coloniale e la piena autodeterminazione come stato sovrano e nazionale: il F.L.N. (Fronte di Liberazione Nazionale) aveva conquistato il predominio politico sulle altre formazioni politiche rivoluzionarie ed indipendentiste, contava di un apparato clandestino logistico e paramilitare efficace e capillare su quasi tutto il territorio algerino grazie all’azione dell’A.L.N. (Armata di Liberazione Nazionale, il braccio armato del F.L.N.) e dal mese di novembre del 1954 si moltiplicarono gli attentati terroristici, gli attacchi militari, le tattiche di guerriglia contro le postazioni militari e di polizia, la rete infrastrutturale e i cosiddetti Pieds-Noirs ovvero la comunità civile europea e in prevalenza francese che viveva da generazioni in Algeria soprattutto nelle aree metropolitane. Dopo la perdita dell’Indocina, la Francia del presidente Coty e del primo ministro Mendès-France dichiarò l’impossibilità di accettare un’Algeria indipendente perchè storicamente questa era considerata parte indissolubile ed inalienabile della madrepatria transalpina.

Con i fatti cruenti di guerriglia algerina e la repressione militare francese durante il primo anno di guerra, gli effettivi francesi arrivarono a circa 160.000 alla fine del 1955 e questo numero andò sempre più ad aumentare con il passar degli anni tra soldati dell’esercito regolare, Harkis algerini e militanti dei movimenti ultranazionalisti a favore dell’Algeria francese (FAF e OAS). A questo proposito fu deciso di istituire nel gennaio del 1956 un servizio di posta militare, la Poste aux Armées, per garantire il recapito della corrispondenza nelle varie zone di guerra e la franchigia militare ai soldati impegnati in una vero e proprio conflitto bellico: ad Algeri, oltre alla Direzione Generale, era presente l’Ufficio Q postale di frontiera, mentre diversi uffici postali militari erano diramati nel resto del paese con i relativi codici identificativi dei settori postali di competenza. Il timbro caratteristico di franchigia presenta la dicitura in nero POSTE AUX ARMEES con data e sigla A.F.M. (Afrique Française du Nord), spesso sulla corrispondenza veniva apposta a penna la sigla F.M. (Franchise Militaire), sovente era l’utilizzo di timbri di franchigia di colore rosso riconducibili ai reparti amministrativi militari dislocati nei vari dipartimenti del territorio algerino.

Il 1° novembre 1954 inizia ufficialmente il conflitto franco-algerino con la dichiarazione dell’insurrezione armata da parte del F.L.N. al popolo algerino e con i primi atti ostili contro gli obiettivi francesi. L’amministrazione coloniale franco-algerina emise l’11 novembre il valore dedicato al 16° centenario della nascita di Sant’Agostino, il santo vescovo e teologo di etnia berbera ma di cultura romana nato e vissuto in Algeria tra il IV e il V secolo d. C. Il 5 dicembre furono emessi 6 francobolli con sovrapprezzo a favore dei terremotati di Orléansville (attuale Chlef) a seguito del terremoto del 7° grado della scala Richter che devastò la regione il 9 settembre 1954 con circa 1500 morti.

Nel 1955, con Soustelle come governatore generale e la proclamazione dello stato di emergenza, abbiamo in agosto il massacro di Pieds-Noirs e algerini lealisti nella zona di Costantina seguita dalla durissima repressione francese che provocò migliaia di morti. E’ il primo evento eclatante che mostra il profilo di una guerra cruenta e spietata che non risparmiava neppure le vittime civili. In quel difficile anno la posta coloniale si concentrava sul 30° Congresso di Medicina che si teneva ad Algeri in aprile in una situazione esplosiva di emergenza generale. Significativo è anche il valore raffigurante il paesaggio della Grande Cabilia del pittore F. de Buzon, un’area interna e montuosa dell’Algeria ostica e insidiosa per le truppe francesi a causa delle efficaci offensive dei guerriglieri indipendentisti che spesso riuscivano ad assicurarsi il controllo di quel territorio.

Nel 1956 il conflitto si inasprisce con attentati e attacchi militari, il primo ministro Mollet, fautore inizialmente di una veloce soluzione della questione algerina, venne fischiato durante la sua visita ad Algeri e la conseguenza fu la nomina a governatore di Lacoste vicino alle posizioni dei Pieds-Noirs, l’aumento dell’impegno militare francese nella colonia e la concessione di poteri speciali all’esercito e ai corpi di polizia impegnati nel conflitto. Nel 1956 fu emesso il francobollo a favore della Legione Straniera Francese dove viene raffigurata la casa di pensionamento del Legionario a Sidi Bel Abbes che era anche la sede del quartier generale del celebre corpo militare: i reggimenti legionari furono particolarmente attivi in Algeria sin dal 1832 e largamente impiegati durante la guerra in corso. In Francia il 15 settembre furono emessi i primi due francobolli dedicati all’Europa. Mentre la guerra imperversava nell’Algeria martoriata da un escalation militare in grande stile, il governo francese era impegnato a promuovere l’integrazione europea tra i paesi della CECA che porterà in seguito alla firma dei trattati di Roma nel 1957. In questi valori è rappresentata una torre formata dalle lettere della parola Europa e contornata da dalle impalcature a simboleggiare un’unione politica ed economica in via di costruzione. La Francia offriva il suo prezioso contributo a costruire un’Europa unita, ma al tempo stesso cercava strenuamente di mantenere i propri possedimenti coloniali nell’Africa Settentrionale.

Nel 1957 la Battaglia di Algeri segnò il culmine della strategia guerrigliera e terroristica degli indipendentisti algerini cui seguirono la repressione, le esecuzioni e i metodi di tortura indiscriminati utilizzati dalla 10° Divisione Paracadutisti del generale Massu. Il 1° dicembre furono emessi tre francobolli recanti il sovrapprezzo a favore dell’assistenza sociale dell’esercito francese: questi valori presentano opere di celebri pittori francesi con soggetto relativo alla pittura orientalista conservate nel Museo d’Algeri. Il francobollo di posta aerea da 200 F. presenta la diga di Beni Badhel nella provincia di Tlemcen, una monumentale opera ingegneristica costruita tra il 1935 e il 1940.

Nel 1958 la situazione in Algeria era esplosiva e stava creando gravi ripercussioni politiche persino in Francia. Di fatto il governatorato generale in Algeria non esisteva più e tutti i poteri furono conferiti all’esercito di Massu e Salan, la Quarta Repubblica era sull’orlo del collasso e la grave crisi istituzionale fu risolta richiamando il generale Charles De Gaulle a ricoprire un ruolo attivo in politica come primo ministro e in seguito come presidente della nuova Quinta Repubblica francese. In questo anno abbiamo l’emissione del francobollo con sovrapprezzo a favore della Fondazione Maresciallo de Lattre de Tassigny creata nel 1954 per aiutare le vittime di guerra, i veterani e il personale militare francese impegnato nei vari teatri bellici.

Nel 1959 De Gaulle auspicava una soluzione della spinosa questione algerina affermando il diritto degli algerini all’autodeterminazione, cosa che indignò enormemente la comunità francese d’Algeria che naturalmente precludeva ogni possibilità di “sganciamento” dell’Algeria dalla Francia. Nel triennio 1959-61 non si ebbero emissioni da parte dell’amministrazione postale franco-algerina e ciò sta a significare un sintomo tangibile dei drammatici eventi della guerra che si profilavano in quegli anni. In Francia fu emesso il 14 dicembre il valore dedicato al 10° anniversario della fondazione della NATO: la Francia era uno dei paesi fondatori del Patto Atlantico e il quartier generale dell’organizzazione militare aveva sede proprio a Parigi. In effetti gli Stati Uniti e gli altri paesi membri della NATO cercarono sempre di attuare una politica neutrale e non ingerente nei confronti della questione algerina consapevoli del fatto che la Francia rappresentava una pedina essenziale nel quadro generale della guerra fredda. Il 23 maggio furono emessi due francobolli relativi alla serie sulle grandi realizzazioni tecniche francesi, in particolare i giacimenti petroliferi di Hassi Messaoud nel Sahara algerino scoperti nel 1956 (che contribuirono a rafforzare il mantenimento dell’occupazione coloniale sull’Algeria per garantire l’autonomia energetica della Francia) e la diga di Foum el Gherza costruita nel 1948-50 per garantire la riserva d’acqua in una regione desertica del paese.  L’intento propagandistico di questi esemplari intendeva sottolineare l’aspetto positivo dell’amministrazione politica francese sull’Algeria intesa a favorire l’idea di un processo di sviluppo economico e di modernizzazione del paese da contrapporre ai fini distruttivi e destabilizzatori del movimento indipendentista algerino.

Nel 1960 il malcontento franco-algerino per la nuova politica gollista sfociò nella settimana delle barricate ad Algeri che fu una vera e proprio insurrezione. Nel frattempo iniziarono i primi negoziati a Melun causando la furia degli oltranzisti franco-algerini che non volevano assolutamente arrivare ad una soluzione pacifica con un esito a favore dei “ribelli”. Il 16 gennaio furono emessi due valori dedicati a dei luoghi caratteristici dell’Algeria: il francobollo che presenta le gole di Kherrata vinse il Gran Premio dell’Arte Filatelica del 1960, mentre l’altro esemplare mostra la Grande Moschea di Tlemcen risalente al 1136. Anche dal punto di vista filatelico si cercava di tenere alta l’attenzione sulla questione algerina in una fase decisiva per la guerra in corso.

Nel 1961 il referendum sull’autodeterminazione dell’Algeria vide la vittoria del Sì e questo risultato di fatto riconosceva il principio dell’indipendenza del paese nordafricano. L’OAS e gli altri gruppi ultras di Pieds-Noirs ed elementi influenti dell’esercito si organizzarono per rovesciare la nuova situazione politica algerina, ma il Putsch dei Generali contro De Gaulle fallì e in breve tempo la situazione fu ripristinata ad Algeri, mentre i numerosi attentati dell’OAS non cambiarono l’evoluzione degli eventi in corso verso un processo di graduale demilitarizzazione e decolonizzazione dell’Algeria. In quell’anno fu emesso il valore che presenta l’opera di P. Saoli sulle antiche porte di Lodi a Médéa.

Nel 1962, nonostante gli attentati e la strategia terroristica, i negoziati per il cessate il fuoco continuarono e il 18 marzo gli accordi di Evian proclamarono la fine delle ostilità e il diritto all’autodeterminazione del popolo algerino. Dopo la rivolta dei Pieds-Noirs asserragliati nel quartiere di Bab el Oued ad Algeri, i franco-algerini, i coloni, gli Harkis che avevano combattuto a fianco dell’esercito francese e gli algerini lealisti iniziarono l’esodo verso la Francia per paura di vendette e ritorsioni. Il referendum sull’indipendenza dell’Algeria portò alla proclamazione ufficiale il 3 luglio 1962. La nuova amministrazione postale decise di soprastampare alcuni francobolli francesi con la sigla E. A. (Etat Algérien) cancellando la dicitura République Française: la prima serie EA fu emessa il 4 luglio con la Moissonneuse, la Marianne di Decaris e i tre francobolli francesi sui paesaggi e i luoghi algerini del 1960-61 di cui sopra. Il primo francobollo propriamente algerino fu emesso il 1° novembre e commemora l’8° anniversario dell’inizio della rivoluzione: è un valore da 1 F. con un sovrapprezzo di 9 F. a favore dei bambini di Chouhadas e mostra la bandiera della Repubblica Algerina con la carta geografica dell’Africa dove risulta evidenziata l’Algeria. E’ sicuramente il primo francobollo di questo paese dove sono riconoscibili unicamente degli elementi riconducibili alla cultura arabo-islamica. La tiratura risultò limitata per questo valore per cui tutti gli esemplari furono velocemente venduti e fu quindi necessario emettere altri cinque francobolli relativi ai paesaggi e alle costruzioni algerine sul tipo dei valori francesi del 1959-61 ma con dicitura République Algerienne.

Il 9 dicembre 1989 fu emesso dall’amministrazione postale francese il francobollo in ricordo degli Harkis algerini definiti come veri e propri soldati francesi. La circolazione e l’utilizzo di questo valore fu severamente proibito dal governo algerino sul proprio territorio nazionale poiché ancora oggi gli Harkis sono considerati traditori e collaborazionisti. Nel 1997 abbiamo il francobollo emesso in onore dei combattenti francesi impegnati nei conflitti dell’Africa Settentrionale tra il 1952 e il 1962: circa 400.000 effettivi dell’esercito regolare furono impiegati e i caduti furono oltre 24.000. Infine consiglio la visione di due importanti film per comprendere maggiormente il clima di quei lunghi anni di guerra: il classico ed intramontabile La Battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo, una pellicola del 1966 che narra gli episodi più significativi basati su attacchi di guerriglia urbana, attentati terroristici e dura repressione francese; invece nel più recente L’ennemi intime di Florent Emilio Siri il conflitto viene ambientato sulle alture della Cabilia mostrando l’impossibilità dell’esercito francese di esercitare il pieno controllo su un territorio periferico e impervio contro gli agguerriti fellaga algerini, nonostante l’uso del napalm e il ricorso alla tortura e a metodi terroristici di repressione.

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